\\ Home Page : Storico : Regione Basilicata (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 30/04/2010 @ 15:12:34, in Regione basilicata, linkato 137 volte)
Buongiorno, sono un assessore.
O meglio, lo sono stato, ma mi hanno detto che conservo il titolo.
Sono stato assessore per una notte e un paio d'ore del mattino successivo.
E' stato molto bello, ma non ho potuto fare molto. In così poco tempo che volete. Ho anche perso l'incarico precedente. Ma non fa niente. Mi hanno assicurato che mi faranno fare qualcos'altro, ugualmente importante.
E quindi sto aspettando.
Perchè mi hanno fatto fuori così velocemente?
Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
Se mi sento preso per i fondelli?
Chi si offende è fetente.
Insomma, è stato bello, peccato sia durato poco.
 
Di Admin (del 28/04/2010 @ 17:17:33, in Regione Basilicata, linkato 317 volte)
Ho saputo di Grasso nuovo portavoce di De Filippo.
Ingenuamente ho chiesto "ma non lo era già?". Tutto sommato credo che De Filippo abbia indebolito la sua comunicazione, anche quella subliminale, insomma inglobando Grasso, ne ha uno in meno. Ma campa cavallo, che l'erba cresce; un altro cantore della sua epopea non tarderà a trovarlo.
Ho saputo che anche Rivelli è andato a rimpinguare la schiera dei comunicatori del Presidente. Non esistono più i giornalisti di una volta, quelli fedeli solo al loro lavoro. Meglio fare da strilloni del potere che raccontare la vita. Forse è l'effetto nocivo del Berlusconismo: tutto può essere acquistato, e il fascino del potere è più forte di ogni passione, ammesso che ne esistano ancora.
Un buon numero dei futuri avvocati di Potenza indagati per aver copiato la prova scritta al concorso. Professione ormai ben scaduta, quella dell'avvocato. Se ne ricorda lontanamente la nobiltà. Ma gli esami di avvocato a Potenza sono sempre stata una autentica iacovella; almeno gli scritti. In fondo dispiace che i controlli avvengano solo a campione, oppure che una commissione su cento si svegli. Dubito si sia trattato di un fenomeno isolato. Sarebbe stato auspicabile, semmai, una espulsione dei concorrenti copioni durante la prova, e non lasciarli fare e poi indagarli.
Comunque, in buona sintesi, che pena. Sia per i giornalisti che per i futuri avvocati.
 
Di Admin (del 22/04/2010 @ 08:19:08, in Regione Basilicata, linkato 192 volte)
E’ ufficiale! Il consociativismo regna sovrano in Basilicata. Solo, che non è quello che gridavano tutti, quello cioè fra PDL e PD, e accessori, no!, il consociativismo è da noi, un cancro profondo, che supera i confini ideologici, logici e della coerenza. Proviamo, infatti, a ripercorrere alla moviola i mesi che hanno preceduto la sfida elettorale regionale. Abbiamo un Martorano presente a tutti gli incontri del PDL, probabile futuro candidato governatore del centro destra. Devo ritenere l’abbia fatto con cognizione di causa. E’ una scelta di campo, o no? Oggi risponde alla chiamata di De Filippo e va a fare l’assessore col centro sinistra. Orbene, con quale animo avrebbe fatto l’opposizione a De Filippo? Con quali argomenti?, Visto che ora condivide il “progetto” di De Filippo? Temo sia una domanda lecita e opportuna, alla quale non sentiremo mai una risposta, perché la risposta è nella lucanità politica. E la Mazzocco? Incerta fino all’ultimo se sposare le ragioni del centro destra o sinistra, basta che si magna? E potrei aggiungerci Mancusi. I politologi più raffinati, ora potranno discettare sul fatto che De Filippo, senza la sinistra radicale, si è spostato al centro. Chiacchiere inutili. L’importante è la cadrega, come usa dire al nord. Le novità sono quindi già vecchie, perché logorate dalle indecisioni ideologiche, dalle trattative per una coppola, figlie delle logiche di potere. Possiamo immaginare anche, se vi è gradito, che l’accordo fosse pregresso. Tanto più che oltre a giocare alla fantapolitica, non ci è rimasto niente. Ve lo immaginate? Martorano e Mazzocco hanno provato a fare i candidati governatori del centro destra già d’accordo con la sinistra. E perché no?, visti i risultati. La dignità politica, la credibilità e l’affidabilità nei confronti degli elettori sono inutili orpelli. Mi viene da sorridere pensando alle vittime di turno: un Pittella, trionfatore in termini di voti, relegato a essere uno dei quaranta. Penso all’IdV, che pure ha avuto un gran successo clientelare, pardon, elettorale, che rimane al palo. Ma, evidentemente, le fette più grandi delle torte rimanenti saranno le loro. Quanti enti aspettano nomine eccellenti. I commensali avranno di che sbafare. Però una novità, vera, va registrata: Potenza non è più assessore, e i popolari dovranno accontentarsi delle nomine di seconda fascia. Se innovazione, significa non avere più dignità politica, comunque, l’innovazione davvero continua. Si inaugura una nuova stagione, quella dei mercenari della politica: a destra o a sinistra, non fa differenza; i jolly buoni per ogni stagione. Ma ricordiamocelo: i mercenari andavano in guerra per soldi, non per i loro ideali.
 
Di Admin (del 01/04/2010 @ 10:26:22, in Regione Basilicata, linkato 174 volte)
Inutile tornare sui soliti temi, del tipo tutti si lamentano e poi votano per lo status quo. Evidentemente l’alternanza qui semplicemente non usa, né quella fra coalizioni, né quella fra persone dello stesso schieramento. Premiato De Filippo, premiato Restaino, e premiato anche il dissidente interno Folino; e poi premiati Autilio, in fondo in fondo anche Straziuso, e via via gli altri. Dobbiamo farcene una ragione: il centro sinistra in Basilicata ha lavorato bene. Tutti quelli, e sono tanti, che per anni hanno gridato contro il governo locale, alla fine hanno piegato la testa e confermato che le polemiche erano un gioco verbale, così, tanto per dire. I problemi, però, rimangono tutti, e diventa difficile coltivare la speranza che le stesse persone, le stesse coalizioni, più fameliche che mai, possano di colpo diventare degli amministratori capaci. Badate bene, nelle scorse settimane ci sono state due novità per niente peregrine: da un lato il Sindaco Santarsiero ha ammesso la piaga del clientelismo, e dall’altra De Filippo ha ammesso che l’apparato burocratico non ha funzionato, tanto che non ammetterà più errori. Quindi il popolo lucano ha confermato la sua totale fedeltà alle prassi clientelari, con la segreta, e neanche tanto, speranza di ognuno di essere lui il primo della fila dei clientes. Le pratiche democratiche, le teorie della premialità dei migliori, o quelle delle pari opportunità di partenza, sono percorsi poco graditi. In Basilicata piace la scorciatoia, il mezzo egoistico di fregare tutti gli altri, compagni e amici compresi. Ma con il centro destra sarebbe lo stesso! Tuona qualche saccente. Sarà pur vero, ma a me sembra, invece, che al lucano non piaccia andare incontro a emozioni nuove: tanti anni per conquistare un padrino, e poi ce lo giochiamo con la scemenza dell’alternanza? La verità è che il quadro generale è desolante. Nessuna proposta politica, nessun fermento, culturale o non, polvere, vecchiume, ghigni, furbate. Anche a destra va avanti chi si è fatta una filiera, più piccola, ma sempre filiera. Sembra non esista altra maniera per proporsi sullo scenario politico. Il PDL locale, addirittura, in un rigurgito di modernità, ha pensato bene di non munirsi neanche di una segreteria cittadina, e chissà poi perché, evidentemente ritengono non ce ne sia bisogno, e probabilmente avranno ragione, altrimenti ci sarebbe qualcun altro in grado di farsi la sua bella filiera in concorrenza per i già scarsi scranni a disposizione. La giovane segreteria regionale del PD non ha invece partorito novità, segno che non è in grado di incidere su un assetto di potere conclamato e incancrenito. Ora comincerà lo scannamento, per gli assessorati, per gli enti, per le commissioni e tutto il resto. Una volta distribuiti gli incarichi, non senza spargimenti di sangue, sentiremo che si è fatto il meglio, che la giunta è di alto livello e nanì e nanera. Lo spettacolo è vecchio e si ripete puntualmente. Ultima chicca. Le donne non entrano in consiglio. La Basilicata è al palo anche su questo fronte. Forse è colpa anche delle donne, però, che, anziché far gruppo, scimmiottano quei bei modelli dei maschi, accettando ruoli secondari e semmai ringraziando per la grazia ricevuta. Da noi manca coscienza civica, senso delle istituzioni, libertà e rispetto, ma nessuno se ne duole. In fondo questi bei trenta maschietti li hanno eletti anche le donne, e dove c’è gusto non c’è perdenza. O no?
 
Di Admin (del 31/03/2010 @ 07:59:50, in Regione Basilicata, linkato 197 volte)
Un De Filippo riconfermato con tanti voti sgombra il campo dai malumori che pur si avvertivano in regione. In Basilicata le cose vanno al meglio, inutile dire cose diverse, e la gente è molto contenta. Ma, al di là di questa sarcastica considerazione, sarebbe il caso che il centro destra si interrogasse sulla sua cronica incapacità di crescere. La sempreverde classe dirigente pare ben lontana da una riflessione autocritica, cionondimeno va fatta. Se è vero che nella nostra regione invece di governare, da anni, si occupano le poltrone, si sistemano gli amici e i parenti, e che il sistema è, anziché democratico, assolutamente blindato, ramificato capillarmente e ricattatorio, è altrettanto vero che la proposta politica della opposizione, a oggi, è stata inesistente. Si sonnecchia cinque anni e poi si organizza in venti giorni una campagna elettorale. Troppo poco, ovvio. E’ invece di vitale importanza cominciare a radicarsi nel territorio, monitorando gli umori quotidiani, facendo propri i problemi reali. Farsi carico dei disagi e veicolarli nelle sedi istituzionali. Non solo. Bisogna avanzare una proposta politica ad ampio raggio facendo sentire la propria presenza in ogni sede. Non basta, ormai, far finta di svolgere un ruolo di opposizione nelle istituzioni, che, per esempio, al Comune e alla Provincia non si avverte proprio; ci vuole di più. Bisogna ambire a diventare il punto di riferimento del malcontento, e passare alla fase propositiva, allettare i lucani con un vero progetto politico. Non si fa politica chiedendo e ottenendo un voto, e riscaldando una sedia. Bisogna lavorare per il raggiungimento dell’interesse comune. Bisogna, ogni giorno, convincere una persona che deve comincire ad avere fiducia del centro destra, e per ottenere questa fiducia è necessario meritarsela: con il lavoro, disinteressato, propositivo, di ferma opposizione, e poi con la trasparenza. Diversamente sarà impossibile colmare il gap che divide il centro destra da chi ci sgoverna. Il risultato ottenuto, in effetti, è umiliante, perché va rapportato al generale malcontento, che mai ha raggiunto livelli così alti. Poi semmai sarebbe piacevole sentire che qualcuno fa un passo indietro dimettendosi. In Puglia l’ha fatto un ministro che ha ottenuto un risultato superiore, e di molto, a quello ottenuto in Basilicata. Da noi non può farlo un sottosegretario? Semmai accompagnato da qualcun altro? Sarebbe un primo passo per dimostrare alla gente che il centro destra intende cambiare andatura, cominciare a vivere, e non solo a vegetare. Diversamente c’è da sospettare che i sederi siano ormai fusi con le poltrone, e che c’è bisogno dell’intervento chirurgico per schiodarli. E a Roma cosa pensano? Sarebbe interessante saperlo.
 
Di Admin (del 24/02/2010 @ 13:37:46, in Regione Basilicata, linkato 215 volte)
Ci ho riflettuto tanto. Del resto non erano facilmente comprensibile le motivazioni che potevano aver spinto Magdi Allam a candidarsi a governatore della Basilicata, con una formazione che parte, praticamente, da zero voti, fatta eccezione per il super candidato Navazio. Allam candidato di tutto il centro destra poteva ben starci. Ma era una candidatura che doveva essere condivisa, partecipata, preparata e non calata dall’alto. Sfido chiunque a confermare che non è facilmente digeribile, per chi si spende da anni in un partito, vedere che arriva il fuoriclasse che mette tutti in fila per grazia ricevuta. Fuori del centro destra, questa candidatura, che pur mi ha affascinato, merita una seria riflessione. In politica non esistono comportamenti irrazionali e anche quelli di Allam non fanno eccezione. Il movimento di Allam, già prima di approdare in Basilicata costituiva l’ennesima formazione personale, cioè che non parte dal basso ma nasce per l’iniziativa di una persona. L’Italia è piene di queste formazioni: Berlusconi, in primis, e prima del PDL, Di Pietro, Rutelli, Storace e anche altre. Allam approda in Basilicata senza che la circostanza trovi particolari giustificazioni. A quanto ho capito avrebbe potuto, altrettanto casualmente, sbarcare in Molise, in Valle d’Aosta, o dove volete voi. Certo, meglio regioni piccole; ve l’immaginate Allam candidato, da solo, nella regione Lazio o Piemonte? Ovvio che no, avrebbe fatto solo sorridere. Il PDL gli chiude però la porta che gli aveva inopinatamente aperta, pare, il vertice del PDL nazionale. Ma Allam non demorde, e decide di provarci lo stesso. Perché? Ovvio che non lo fa per vincere; prova ne è il fatto che nessun sondaggio l’ha mai dato favorito, e prova ne costituisce la circostanza che la lista, Navazio a parte, è costituita da gente che parte con il proprio personale voto e basta, quindi senza nessuna garanzia di consenso già acquisito. Sembra una vera e propria crociata; ma questo non è più il tempo delle crociate, e quindi, continuo a chiedermi il perché di una candidatura nata perdente. Certo è che Allam può trovare consenso solo, o in maggior misura, a danno del centro destra, contro il quale sta producendo la sua offensiva mediatica. Molto più facile, infatti, addebitare al centro destra l’accusa di consociativismo, che al centro sinistra, che comunque, rimarrebbe l’azionista maggioritario della spa affari e politica. Ma in questa maniera conferma l’ipotesi che lo vede non tanto alternativo alla sinistra, quanto al centro destra, in un ruolo di opposizione, che, stando alle premesse, potrebbe essere davvero solo apparente. A sinistra gongolano. E infatti nessuna voce si alza per rispondere ad Allam. Quale miglior regalo dal Signore (e qui davvero ci vuole) che trovare un guastafeste fra le file dell’avversario? Sondaggi particolarmente affidabili danno la popolarità di De Filippo in lieve calo, ma ancora oltre il 50%, ma la popolarità della giunta regionale è in picchiata, e si aggira attorno al 20%. Le zone più critiche sembrano essere il metapontino e il vulture- melfese, laddove il centro destra ha buoni numeri. Allam, con Navazio, potrebbe voler erodere il consenso del centro destra proponendosi ad alternativa di opposizione, e soprattutto in queste zone geografiche. Il risultato sarebbe la vittoria del centro sinistra, proprio il risultato che Allam dice di voler evitare, ma che concorre, attivamente, ad assicurare. Sembra studiata a tavolino. Il centro sinistra in calo e nel momento di sua maggiore debolezza storica, trova, casualmente o meno, una sponda per spaccare il centro destra. In buona sostanza un concreto aiuto a che nulla cambi, gridando di voler cambiare tutto. Sbaglierò. Ma poiché non tutto mi sembra ovvio e chiaro, ragionando mi è venuta in mente anche questa ipotesi. Peregrina? Non so. Il mio è un invito ad una riflessione, solo questo. Poi il tempo saprà dirci.
 
Di Admin (del 20/02/2010 @ 22:26:58, in Regione Basilicata, linkato 175 volte)
Ora che lo ha detto la Corte dei Conti si può dire. Ma la vera domanda è “perché la Corte dei Conti l’ha detto solo ora?” Ma quante ne pensi! La nostra politica ha realizzato opere pubbliche inutili. Ma dai! Quando a dirlo era l’opposizione, per esempio nella persona del sottoscritto, i giornali non riempivano le pagine. Ma ora l’ha detto la Corte dei Conti, e allora giù il cappello, e fiumi di inchiostro fanno da eco alla scoperta dei giudici. Che giornalismo d’inchiesta! Poffarbacco. Ponte attrezzato, nave e ponte di via di Giura, per citarne alcune. Opere costose e inutili. Ma poi ci sono le terme a piazza delle regioni, e le opere necessarie e non fatte. In definitiva il bilancio dei governi del nostro centro sinistra è semplicemente fallimentare, ma per festeggiare lo sfascio, il candidato governatore for ever De Filippo si è fatto realizzare un manifesto tanto grande che più grande non si può, alto quanto una palazzina. Una berlusconata mi verrebbe da dire. Il cattivo gusto coniugato allo spreco. Ormai ho una sola certezza: la vergogna non esiste più. Io, invece, stupidamente, mi verrebbe da pensare, ne provo ancora tanta, per esempio, per buona parte dei miei rappresentanti politici.
 
Di Admin (del 09/02/2010 @ 22:05:31, in Regione Basilicata, linkato 134 volte)
Fin da quando ero piccino piccino, ho sempre avuto profondo rispetto per chi era migliore di me. Anzi, oltre al rispetto c'era vera e propria ammirazione. Nessuna gelosia. E, di conseguenza, vedermi superare dal migliore non mi creava problemi. Per esempio nello sport. Chi era più bravo di me a fare gol per esempio, diventava per me un mito, un esempio da seguire. A scuola lo stesso, e via discorrendo. D'altro canto non ho mai sopportato di essere superato da chi non lo meritasse. Eppure è successo tante volte. Ma così è la vita. In politica ho un sogno: quello di rappresentare i miei concittadini, ma probabilmente non lo farò mai più, perchè per rappresentare qualcuno bisogna superare l'esame, per titoli e raccomandazioni, che fanno i partiti. E fin qui, passi. Continuerò ad infoltire le fila di chi vota, e non di chi è votato. Problema di poco conto. Quanti sogni rimangono sogni, senza avverarsi. Però voglio, pretendo, esigo, che a rappresentarmi sia qualcuno a me superiore. In tutto, in cultura, e non ci vuole molto, in passione e in disinteresse, e qua diventa un pò più difficile, in capacità e in serietà. Qualcuno cui possa fare riferimento guardandolo dal basso, e che non stia lì ad elemosinare un appannaggio tanto pingue quanto immeritato. Un esempio da seguire, un rappresentante di cui andare fiero, un rappresentante capace di risolvere i problemi, sensibile e carico di umanità. Ebbene, un rappresentante così, io non l'ho mai avuto. Perchè a sceglierlo c'è sempre stato qualcuno al posto mio, anche se a votare poi ero io. E allora mi sono scassato i cabasisi a dover votare per un rappresentante che non mi merito. Voglio scegliermelo io. In maniera democratica, e cioè, insieme a tutti i miei concittadini, ma non sopporto che me lo propini un Viceconte, o un Taddei e via via scendendo scendendo nella gerarchia dei capatazz, da un lato, o un Restaino o un De Filippo, dall'altro. Detto questo, so già che anche questo rimarrà un sogno. Ma il mio voto se lo dovranno sudare. Giuro. E se non ci riescono voto Palmiro Cangini, rigiuro.
 
Di Admin (del 08/02/2010 @ 14:01:21, in Regione Basilicata, linkato 151 volte)
De Filippo, bontà sua, dopo averci collocato al centro del futuro, ci comunica che "l'innovazione continua". Per continuare deve pur essere iniziata. Vero è che non fa alcun riferimento spaziale; e quindi potrebbe riferirsi alla innovazione tecnologica in atto in Cina, in India, o negli Stati Uniti. Se poi, invece, si riferisce alla innovazione in Basilicata, cosa pur possibile visto che si candida a sgovernarci per altri 5 anni, ebbene, la dichiarazione merita un approfondimento. Non si riferirà certo ai trasporti, che sono fermi da una trentina d'anni. Ferrovia e viabilità sono ai minimi termini. Non si riferirà neanche all'ADSL che manca in buona parte della regione. Non si riferirà alla occupazione, visti gli esodi in massa. E allora a cosa si riferisce? Mistero dei misteri. O mistero della fede. In fondo deve ritenersi il padreterno in terra lucana, e di conseguenza, presuppone un atteggiamento fideistico nei suoi confronti da parte del popolo bue. Ragionando per sillogismi, non dovremmo neanche invocarlo invano. Andremo al voto come alla Santa messa. Vito De Filippo. Prega per noi. Amen.
 
Di Admin (del 06/02/2010 @ 22:03:40, in Regione Basilicata, linkato 94 volte)
Listino s. m. [dim. di lista]. – Propr., piccola o breve lista (nel sign. di elenco); è termine usato soltanto (senza valore dim.) nel linguaggio commerciale o amministrativo, per indicare alcuni specifici tipi di elenchi; in partic., l. dei prezzi, o assol. listino, la nota con l’indicazione dei prezzi fissati da una ditta o correnti sul mercato per una categoria di merci o di prodotti (controllare i prezzi sul l.; comprare un elettrodomestico a prezzo di listino, ecc.); l. di borsa, l. dei cambî, l. ufficiale, nota di accertamento dei prezzi dei titoli e dei corsi dei cambî, compilato giornalmente presso ciascuna borsa-valori dal comitato direttivo degli agenti di cambio in base alle dichiarazioni degli agenti stessi. Dalla Treccani. Ora veniamo a noi. Anche in Basilicata c'è un listino. Un elenco commerciale? Mumble..mumble... sì. Un elenco dei prodotti dei partiti?...... sì, ce l'ho. Listino dei prezzi della politica?.... Ce l'ho. Insomma una gran comodità. Questo è il commercio trasparente. I politici in vetrina, elencati nel listino dei saldi, semmai. "Ma il listino è uno strumento per eleggere grandi personaggi che non hanno un consenso acquisito"!!!!! La folla tace. Poi un singulto, un sorriso, una risatina. Uno scoppio di risate. Un mare di risate, fragorose, con le lacrime, col risucchio, frenetiche, irrefrenabili. Grazie uomini politici. Abbiamo temuto l'eliminaste. E invece è sempre lì. Grazie. Baciamo le mani.
 
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Fini deve creare un altro partito o rimanere nel PDL?

 Deve creare un altro partito di destra liberale e riformatore.
 Deve rimanere nel PDL, allineato e coperto.
 Deve diventare l'anima critica del PDL.

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www.antoniocarlucci.it


08/09/2010 @ 1.33.54
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