Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Marcel Proust
…. per quella naturale inclinazione delle cose di questo mondo a discendere al peggio quando un nobile sforzo non mantenga il loro centro di gravità al di sopra di esse. … una forza che, se è nutrita dalla vanità, vince il disgusto, il disprezzo e la noia stessa: l’abitudine.
Lasciati gli x, andate a trovare gli y, e l’idiozia, la cattiveria, la miserevole situazione degli x sono messe a nudo. Pieni d’ammirazione per la lucidità degli y vi vergognate di aver avuto una certa stima per gli x. Ma quando tornate da loro, essi, v’infilzano da parte a parte gli y e quasi con gli stessi sistemi. Passare dall’uno all’altro è come visitare due campi nemici. Ma siccome nessuno ode mai la fucilata dell’altro, si crede il solo in armi.
Quando ci si è accorti che l’armamento è lo stesso e che le forze, o meglio le debolezze, sono quasi pari, allora si smette di ammirare chi spara e disprezzare chi è preso di mira.
E’ l’inizio della saggezza.
La saggezza completa sarebbe rompere con tutti e due.
Dalla Nuova Basilicata del 19 gennaio 2007, fondo a firma di Nino Grasso:
“Oggi, forse, per la prima volta nella storia di Potenza, ci sono un ufficio edilizia e territorio, oltre che un ufficio di piano, che funzionano. Per unanime ammissione ci sono dirigenti,…………che non devono essere richiamati all’ordine per una sorta di “studiata lentezza”, propedeutica ad un uso elastico della norma, “interpretata” per gli amici ed “applicata” per chi non lo è. Dopo anni e anni di attesa. Grazie anche ad una recente normativa regionale che ha messo un po’ di sale sulla coda di tecnici e amministratori comunali, sono stati sbloccati tutti i piani particolareggiati, attualmente all’esame del Consiglio. Se approvati, essi consentiranno, nel giro di pochi anni, di immettere sul mercato migliaia di nuove abitazioni, col risultato (auspicabile) di far abbassare i prezzi delle case, elevando gli standard urbanistici con parcheggi, verde, e infrastrutture pubbliche.”

Dopo i fasti del quarto posto in "Striscia la notizia", è doveroso riproporre l'autentica opera d'arte, apparsa qualche mese orsono nella nostra beneamata città. Quando si parla di cultura, e quindi di arte, a Potenza, probabilmente si allude anche a esempi come questi, davanti ai quali dobbiamo levarci tutti il cappello.
I festeggiamenti per il bicentenario impazzano. La gente è strabiliata e vorrebbe che non finissero mai. Dimenticati tutti i mali si tuffa nel mare della cultura e del sapere. Aspettando Mozart, che, dicono gli esperti, avrebbe avuto uno stretto rapporto con la città di Potenza, per averla frequentata per ispirarsi nella scrittura del “Requiem”, ieri ha goduto in piazza guardando il maxi schermo. Sul maxi-schermo veniva offerta l’immagine della star per eccellenza del bicentenario: il Sindaco di Potenza, il quale osannato a lungo dalla folla, ha ringraziato benedicendo tutti dal’enorme televisore. La benedizione, sponsorizzata da Santa Romana Chiesa, è valsa un ulteriore indulto di 12 mila anni di inferno e purgatorio, da applicarsi a tutti i peccatori alla data del Bicentenario. La gente ha ringraziato, commossa. Il Sindaco, sobriamente, ha ripetuto due volte: di nulla, di nulla, e si è rituffato nel mondo della cultura, dal quale, pare, anche la visione del quartiere di Bucaletto sembra più affascinante della vista che si gode da Posillipo. Dal libro dei sogni.
A proposito tengo ‘no frate
che da quindici anni sta disoccupato
chill’ha fatto quaranta concorsi -
novanta domande e duecento ricorsi -
voi che date conforto e lavoro -
Eminenza vi bacio v’imploro -
chillo duorme co’ mamma e co’ me -
che crema d’Arabia ch’è chisto cafè -
(De Andrè)
Dio all'uomo:" Io ti conferisco la sensibilità. E' per mezzo di essa, e di essa soltanto, che tu, cieco strumento dei miei desideri, incapace di sondare i miei scopi, sei forzato, senza saperlo, a realizzare le mie intenzioni. Sopra di te pongo il piacere e il dolore; l'uno e l'altro vigileranno sui tuoi pensieri e i tuoi atti, ecciteranno le tue antipatie, le tue amicizie, i tuoi intenerimenti e le tue gioie, accenderanno i tuoi desideri, le tue paure e le tue speranze, ti riveleranno la verità e ti piomberanno nell'errore, e dopo averti indotto a generare una miriade di svariati e assurdi sistemi etici e legislativi, un giorno ti dischiuderanno i semplici principi dal cui sviluppo dipendono l'ordine e la felicità del momdo morale. (Helvetius, Francia, fine ottocento).
"Se avessimo continuato ad avere dialoghi, mi avrebbe aperto il cuore, lasciandomi intuire quanto stava per fare? Probabilmente no. Quel genere di decisioni, quelle dei santi e dei pazzi, non si manifesta. Si forgia poco a poco, nei risvolti dello spirito, di sbieco alla propria ragione e al riparo da sguardi indiscreti, senza sottoporla all'assenso degli altri -che mai lo concederebbero- finchè non la si mette in pratica. Immagino che nel corso di quel processo -il forgiarsi del progetto, e il suo passaggio all'atto- il santo, l'illuminato o il pazzo, si isolino, trincerandosi dietro una solitudine che gli altri non sono in grado di varcare." Tratto da "Il narratore ambulante" di Mario Vargas Llosa.
Come quando il fuoco funesto brucia una foresta immensa sulla cima di una montagna e da lontano si vede il bagliore, così, mentre venivano avanti, dalle armi di bronzo lucente un luminoso splendore saliva nell'etere, fino a raggiungere il cielo.
Fine di intervista. "Lei crede che la televisione abbia abbassato il livello culturale del pubblico?" "No, credo che abbia abbassato il livello culturale degli intellettuali". "Se dovesse definire in poche parole il dramma della vita moderna?" "Il dramma della vita moderna è questo: tutti cercano la pace e la solitudine. E, per il fatto stesso di cercarle, la scacciano dai luoghi dove si trovano". "E adesso una domanda indiscreta: perchè scrive tanto poco?" "Caro Signore, io non ho una vocazione narrativa. Scrivo, che è una cosa molto diversa".