Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
La nostra Costituzione (tutti in piedi) recita:" La Giurisdizione si attua mediante il giusto processo". e poi:" La legge ne assicura (dei processi) la ragionevole durata." Sembra una cosa seria; ma in effetti cosa succede. E veniamo a noi:
1) è giusto un processo che dura tantissimi anni? Infatti che si tratti di un procedimento civile, ordinario o di lavoro, di un procedimento penale, di un procedimento amministrativo, sono davvero rari i casi nei quali la durata è limitata a pochi anni. La regola è che devi avere pazienza, tanta pazienza. Basti rammentare o far presente che pendono ancora giudizi intentati prima del 1990, e sono tanti. In campo amministrativo, poi, il legislatore ha dovuto prevedere che, quando un processo supera i dieci anni di età, oltre a dover fare i vaccini di rito, deve essere sollecitato da una nuova istanza,che, ove mancasse, comporterebbe la perenzione (rectius morte) del processo. O ancora può succedere che uno venga arrestato nel 2000, si faccia tre mesi di carcere, perda dignità e lavoro, e nel 2006 sia ancora in attesa di sapere se i PM avevano fatto bene o male.
2) Quali sono quelle leggi che regolano la ragionevole durata dei processi? Io non ne conosco. Per le lentezze della giurisdizione lo Stato italiano è stato condannato migliaia di volte dai Tribunali europei, e oggi esiste una procedura che assicura un indennizzo (invero ridicolo) a chi abbia dovuto subire l'incedere da tartaruga dell'impianto della (in)giustizia italiana.
3) E' giusta una giustizia che invece di essere semplice, accessibile, poco costosa è inceve poco accessibile, complicatissima, e costosissima? Esistono in Italia decine e decine di riti, diverse giurisdizioni, e il campo del processo è disseminato di decadenze, di carattere punitivo e dissuasivo. Un campo minato sul quale è facile farsi molto male. Cominciare una causa è costosissimo, da ricchi. E le relative spese non sono nemmeno deducibili fiscalmente, se non in casi davvero eccezionali. Una gabella continua, un macchinario spremiportafogli di indiscutibile efficacia.
Insomma, diceva un noto studioso, la nostra Costituzione è una raccolta di menzogne convenzionali.
Evviva la Costituzione!
Carta straccia? Art. 24 della nostra amata Costituzione. Comma IV. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari. Commento: Conosco soltanto una legge, applicata, che punisce il nostro Stato per i ritardi della Giustizia. Del tipo: spiccioli per anni di lungaggini. E un'altra che punisce lo Stato per la ingiusta detenzione. Ovvero: ti ho privato della libertà personale ingiustamente, ti ho rovinato una carriera, ti ho fatto perdere la faccia davanti al mondo, tutto ingiustamente perchè avevo visto male, ma non ti preoccupare ti risarciremo con quattro soldi quattro. Non conosco altre forme reali di riparazione di errori. Leggendo la Costituzione però viene naturale immaginare che volesse dire ben altro. Qualcosa che riguardasse anche la dignità, ferita, dell'uomo, dall'errore giudiziario, e viene da immaginare ad una riparazione che fosse davvero una riparazione non una farsa, come in effetti si dimostra. Insomma per lo Stato Italiano il cittadino ferito dalla mala giustizia, comunque rimane un questuante cui fare l'elemosina, e niente di più. Paese civile il nostro? Ma mi facciano il piacere.
Carta straccia?
Art. 24 della nostra amata Costituzione.
Comma IV. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
Commento: Conosco soltanto una legge, applicata, che punisce il nostro Stato per i ritardi della Giustizia. Del tipo: spiccioli per anni di lungaggini. E un'altra che punisce lo Stato per la ingiusta detenzione. Ovvero: ti ho privato della libertà personale ingiustamente, ti ho rovinato una carriera, ti ho fatto perdere la faccia davanti al mondo, tutto ingiustamente perchè avevo visto male, ma non ti preoccupare ti risarciremo con quattro soldi quattro.
Non conosco altre forme reali di riparazione di errori.
Leggendo la Costituzione però viene naturale immaginare che volesse dire ben altro. Qualcosa che riguardasse anche la dignità, ferita, dell'uomo, dall'errore giudiziario, e viene da immaginare ad una riparazione che fosse davvero una riparazione non una farsa, come in effetti si dimostra. Insomma per lo Stato Italiano il cittadino ferito dalla mala giustizia, comunque rimane un questuante cui fare l'elemosina, e niente di più.
Paese civile il nostro? Ma mi facciano il piacere.
art. 4. - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Commento: è imperscrutabile l'orizzonte repubblicano sul fronte della promozione delle condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro. In Basilicata stiamo ancora aspettando almeno la mossa. Per il momento sono sicuramente effettivi i doveri, soprattutto quelli fiscali. Per il resto ciccia. Viva la Costituzione.
Art. 24 della nostra amata Costituzione.
Comma IV. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
Commento: Conosco soltanto una legge, applicata, che punisce il nostro Stato per i ritardi della Giustizia. Del tipo: spiccioli per anni di lungaggini. E un'altra che punisce lo Stato per la ingiusta detenzione. Ovvero: ti ho privato della libertà personale ingiustamente, ti ho rovinato una carriera, ti ho fatto perdere la faccia davanti al mondo, tutto ingiustamente perchè avevo visto male, ma non ti preoccupare ti risarciremo con quattro soldi quattro.
Non conosco altre forme reali di riparazione di errori.
Leggendo la Costituzione però viene naturale immaginare che volesse dire ben altro. Qualcosa che riguardasse anche la dignità, ferita, dell'uomo, dall'errore giudiziario, e viene da immaginare ad una riparazione che fosse davvero una riparazione non una farsa, come in effetti si dimostra. Insomma per lo Stato Italiano il cittadino ferito dalla mala giustizia, comunque rimane un questuante cui fare l'elemosina, e niente di più.
Paese civile il nostro? Ma mi facciano il piacere.
La nostra Costituzione (tutti in piedi) recita:" La Giurisdizione si attua mediante il giusto processo". e poi:" La legge ne assicura (dei processi) la ragionevole durata." Sembra una cosa seria; ma in effetti cosa succede. E veniamo a noi:
1) è giusto un processo che dura tantissimi anni? Infatti che si tratti di un procedimento civile, ordinario o di lavoro, di un procedimento penale, di un procedimento amministrativo, sono davvero rari i casi nei quali la durata è limitata a pochi anni. La regola è che devi avere pazienza, tanta pazienza. Basti rammentare o far presente che pendono ancora giudizi intentati prima del 1990, e sono tanti. In campo amministrativo, poi, il legislatore ha dovuto prevedere che, quando un processo supera i dieci anni di età, oltre a dover fare i vaccini di rito, deve essere sollecitato da una nuova istanza,che, ove mancasse, comporterebbe la perenzione (rectius morte) del processo. O ancora può succedere che uno venga arrestato nel 2000, si faccia tre mesi di carcere, perda dignità e lavoro, e nel 2006 sia ancora in attesa di sapere se i PM avevano fatto bene o male.
2) Quali sono quelle leggi che regolano la ragionevole durata dei processi? Io non ne conosco. Per le lentezze della giurisdizione lo Stato italiano è stato condannato migliaia di volte dai Tribunali europei, e oggi esiste una procedura che assicura un indennizzo (invero ridicolo) a chi abbia dovuto subire l'incedere da tartaruga dell'impianto della (in)giustizia italiana.
3) E' giusta una giustizia che invece di essere semplice, accessibile, poco costosa è inceve poco accessibile, complicatissima, e costosissima? Esistono in Italia decine e decine di riti, diverse giurisdizioni, e il campo del processo è disseminato di decadenze, di carattere punitivo e dissuasivo. Un campo minato sul quale è facile farsi molto male. Cominciare una causa è costosissimo, da ricchi. E le relative spese non sono nemmeno deducibili fiscalmente, se non in casi davvero eccezionali. Una gabella continua, un macchinario spremiportafogli di indiscutibile efficacia.
Insomma, diceva un noto studioso, la nostra Costituzione è una raccolta di menzogne convenzionali.
Evviva la Costituzione!
Art. 1. -
1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Commento: il lavoro sul quale si fonda la nostra beneamata repubblica è anche quello nero? I disoccupati devono ritenersi non contemplati, non considerati, intrusi o cos'altro? Come si esercita la sovranità? Sbaglio o al popolo è stata tolta anche la possibilità di scegliere da chi farsi rappresentare?
2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali, ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Commento: il diritto alla riservatezza violato quotidianamente dagli intercettatori pubblici e privati, non rientra fra quelli inviolabili? In cosa consiste la solidarietà politica? Per me è incomprensibile. E la solidarietà economica? Sembrano solo chiacchere. Per la solidarietà sociale mi spiegate come si coniuga con i ticket anche per il pronto soccorso?