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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Admin (del 26/12/2009 @ 21:55:33, in Consigli comunali d'epoca, linkato 73 volte)
Chiede la parola il collega Petrullo. PETRULLO Il dibattito di oggi - come spesso ci tocca dire alla fine di un Consiglio - è stato ricco di spunti, ricco di riflessioni, segno che le iniziative della Minoranza, dell'Opposizione, colgono sempre nel segno. Evidentemente c'era bisogno di un consiglio sull'ACTA; forse ce lo immaginavamo, come diceva Lepore, un po' più sull'azienda, un po' meno sui problemi dei rifiuti in genere, ma va bene lo stesso perché anche i problemi dei rifiuti sono qualche cosa che volevamo affrontare, prima o poi. Caso mai ci saranno degli altri consigli in seguito e sicuramente non ci verrà negato - come pure è successo qualche volta - di poter esercitare il diritto di iniziativa. Dunque, gli interventi sono stati molteplici, da parte di tutti i gruppi, tutti, però, caratterizzati da una comune critica; comune critica a quella che è stata la politica dei rifiuti a Potenza e nella provincia di Potenza in passato, a quelle che sono state le scelte, a quello che è il critico regime attuale, che non sappiamo se è transitorio e per quanto tempo rimarrà transitorio; critiche per il futuro che forse viene affrontato senza quella progettualità che la città si aspetta, che questo Consiglio vuole, che questa Opposizione pretende, progettualità nei confronti della quale si pone con un intento assolutamente propositivo, laddove dovesse verificarsi il miracolo di voler sentire per una volta anche la Minoranza prima e non dopo, quando si devono fare le critiche. Si dice: "Ma noi abbiamo un'Opposizione che non si propone, che critica soltanto, che demolisce". Beh, certo, se dobbiamo parlare a "babbo morto", sì; ma se dovesse essere, non voglio dire interpellata perché non deve essere interpellata, però sentita in quel gioco democratico necessario, che si svolge nelle aule consiliari, e, ripeto, non solo quando il problema diventa tanto grande che non si può evitare un confronto consiliare, ma prima, prevedendo le situazioni... Nel caso specifico, non so però quando si potrebbe indicare una fase in cui si poteva parlare di previsione di un problema, perché parliamo di decine di anni fa. Il problema è vecchissimo. Il problema è vecchissimo, forse siamo una delle poche realtà, tra i capoluoghi di regione, che hanno deciso di affrontare la guerra con il temperino, nel senso che noi stiamo cercando... pensavamo di poter risolvere, oggi, il problema dei rifiuti a Potenza con un inceneritore che è vecchio di 20 anni, e lo stiamo dicendo tutti. Siamo andati verso la terza, la quarta guerra mondiale, muniti di clava, pietre e temperini, ed è ridicolo questo, allora il problema va affrontato progettualmente per il futuro, criticamente per il passato, seriamente ed una volta per tutte. Le critiche sono venute dalla Giunta, perché l'Assessore ha parlato senza mezzi termini di due anni persi, di opportunità perse, di un Assessorato che ha promesso e non ha colto quelle opportunità e quindi si è reso responsabile di un ristagno del problema senza prospettiva di risoluzione. L'ingegner Continolo ha fatto uno splendido intervento affrontando la dura realtà dei numeri e proponendosi seriamente e criticamente sulle scelte che dovremo affrontare oggi per il domani e per il futuro più lontano. Un intervento critico e propositivo, ma importante, che deve avere un seguito. Ha parlato di una "maledizione" dell'inceneritore. Mai parole, credo, siano state più esatte, e vanno assolutamente condivise. E' una maledizione, però, dalla quale ci dobbiamo liberare risolvendo il problema e finalmente decidendo che cosa dobbiamo fare "da grandi". C'è stato l'intervento di Pace, notevole anche quello. Ha parlato di soldi; crudo, vicino alla realtà, senza paroloni, senza quei paroloni che molto, troppo spesso caratterizzano quel "fare politica" che sovente, poi, alla fine, i contenuti non li affronta, i contenuti non li ha e non affronta il problema seriamente. Poi abbiamo avuto una visuale altrettanto importante per quanto riguarda l'aspetto economico e finanziario dell'azienda ACTA da parte del consigliere Lepore; aspetto importante che è stato affrontato brillantemente dal consigliere Lepore, sempre più incisivo nei suoi interventi. C'è stato anche l'intervento significativo di Trombetta, che ha parlato anche di un problema di esubero, o comunque di politiche passate dell'ACTA con i passaggi dal part-time ad un full-time che forse non sono stati tempestivi, se messi in relazione con quello che è stato il futuro immediato, del giorno dopo, dell'ACTA, che si è vista depotenziata, privata di servizi, e quindi presumibilmente con un surplus, rispetto alle aspettative, di manodopera. Bello l'intervento di Travaglini. Ha affrontato il problema in maniera più profonda, ma per il futuro, anche forse per la fase transitoria. Abbiamo parlato di discariche e di altro. Ha parlato di un problema culturale. E' vero: le Amministrazioni il problema della gestione dei rifiuti se lo devono porre da un punto di vista culturale; è condivisibile, quindi, anche la prospettazione che ha fatto Travaglini. Allora io voglio andare, come per il Regolamento Urbanistico, a completamento, perché di due aspetti, forse, non abbiamo parlato. E allora: la città oggi è pulita? E' l'argomento di cui trattiamo. Il servizio che noi tanto paghiamo... L'assessore Molinari ci ha detto, ci ha ricordato, mettendo il dito nella piaga della città, che la TARSU potentina è quella più alta d'Italia; sarebbe facilissimo dire: "Benissimo, allora deve corrispondere il servizio migliore d'Italia". Possiamo dire non che sia il migliore d'Italia - non voglio arrivare a tanto perché sarebbe fuori luogo, abbiamo tanto da recuperare - ma che abbiamo un servizio degno di una TARSU così alta? Io ho portato negli scorsi Consigli degli esempi. Guardiamo il problema anche dal punto di vista del cittadino. Noi abbiamo un'azienda che lavora, che ha dei problemi, che prospetta dei problemi, che a volte litiga con il Comune, che chiede "x" e non l'ottiene, che chiede "x" e la seconda volta, invece di ottenere quella "x", ha meno servizi... Dico: la città è soddisfatta del servizio che c'è? Io dico di no, perché abbiamo una città che non è più quella città pulitissima che ricordiamo nei decenni passati. A parte lo spettacolo - che pure va ricordato - dei sabati sera e delle domeniche mattina (uno spettacolo triste, che affligge la città e addolora soprattutto chi abita nel Centro Storico o chi dovesse avere la ventura di decidere di passare una domenica a Potenza), vi sono le scritte sui muri, il verde... Il verde: ci sono degli angoli di Potenza che sono diventati delle piccole "foreste amazzoniche". Io non so come affronteremo il problema degli insetti, delle zecche, ma io dico anche di qualche serpente, perché abbiamo delle zone vicinissime al centro dove l'erba non viene assolutamente tagliata. Io ho un "esempio esemplare" davanti alla mia casa (ovviamente il mio intervento non tocca questo argomento per potermi raccomandare e veder tagliare quell'erba per prima, assolutamente no, perché è così da anni); sono delle situazioni inguardabili che ci avvicinano ad un livello di civiltà che è piuttosto basso e non quello che un capoluogo di regione pretende, e non a quel prezzo. Correggetemi se sbaglio: io ho percorso Corso XVIII Agosto la settimana scorsa ed ho fatto la conta dei pacchetti di sigarette, delle cartacce, dei rifiuti lasciati dai nostri animali. Il numero era davvero eccezionale e bisognava fare una gimcana per arrivare giù. Allora questo servizio di raccolta funziona? Lo possiamo criticare? Ne possiamo parlare? Significa fare politica anche dire queste cose? Perché molto spesso io vengo tacciato di non fare politica, ma di fare o l'avvocato o altro. Non vedo il consigliere Samela che è il mio principale accusatore sull'argomento. Significa fare politica questo? Siamo o non siamo i rappresentanti di una città che vuole vivere meglio? Parliamo o non parliamo spesso di un livello di qualità della vita che deve assolutamente migliorare? Credo di sì, e allora diciamo anche questo. Il problema dell'ACTA è un problema economico e finanziario da un lato ed un problema di qualità del servizio dall'altro lato. Termovalorizzatore. Si può usare la parola fallimento? Credo di sì. Contratto per la gestione del termovalorizzatore: possiamo parlare di scelta assolutamente scellerata? Se poi, infatti, dobbiamo aggiungerci anche il "condimento", non di poco conto, della situazione dei dipendenti della società che gestisce, è una situazione che deve sicuramente farci stare attenti e farci mostrare tutta la sensibilità di cui siamo capaci in situazioni sensibili come sono queste. Ho parlato di una città che è sporca, scritte ovunque... insomma, non ne parliamo. Il verde pubblico e la situazione dei parchi a Potenza: Sant'Antonio la Macchia... eh! La fontana di Montereale: è diventata, quella sì, un inceneritore, c'è di tutto dentro; c'è un'acqua stagnante di una ventina di centimetri che non so da quanto tempo... E' un souvenir, da mostrare agli altri, da ritrarre nelle cartoline. Ma, dico, questo è lo specchio della nostra città. E non lo sto dicendo con una verve polemica che ho avuto in altre occasioni; lo sto dicendo con il cuore in mano, con il cuore di un cittadino in mano. Ci vuole poco per avere questi piccoli accorgimenti per la nostra città, che diciamo tutti di amare. Ma come l'amiamo? Vogliamo cominciare a dimostrarlo? Samela, non so se sto facendo politica o sto facendo altro, ma io credo che vada fatto anche altro. Poi c'è il problema aziendale serissimo dell'ACTA - e vado così, mi muovo tra gli argomenti forse non con una logica e con una conseguenzialità, ma secondo gli appunti che ho preso -. Il problema aziendale è serissimo. Qualche volta, oggi non l'ho sentito, ma in altre occasioni ho sentito dire che la nostra azienda deve diventare un punto di eccellenza. Benissimo, però stiamo levando i servizi. Che punto di eccellenza diventerà? Ha detto giustamente Lepore: noi avevamo un piano di trasformazione pronto nel cassetto, ma questa Amministrazione non ci ha detto mai perché non va avanti. E' un ritardo enorme, colossale, che ci stiamo portando dietro, e comunque ci stiamo attrezzando benissimo per la trasformazione, nel senso che la stiamo indebolendo sempre di più... Fase interlocutoria PETRULLO No, il piano era pronto - sono aggiornato sull'argomento -, era all'attenzione del Consiglio Comunale scorso, venne rinviata la trasformazione esclusivamente perché si era in prossimità... Fase interlocutoria PETRULLO Del rinnovo del Consiglio, sì; ma il progetto di trasformazione del Consiglio, dell'Assessore, era pronto. Non sappiamo perché, e che cosa ne facciamo nel frattempo? Ci attrezziamo a rendere l'ACTA pronta e ad intervenire sul mercato. Come? Levandole i servizi e consentendo che porti dei bilanci in rosso, terribilmente in rosso, e quindi non sarà sicuramente competitiva. Stiamo facendo il bene del città, stiamo facendo il bene dell'ACTA? Temo di no, perché, se domani avremo un libero mercato sull'argomento, forse non saremo più in grado di poter ricondurre questa attività al Comune di Potenza e quindi priveremo la città di Potenza di quelli che potrebbero essere gli introiti di una gestione sana dei rifiuti. Il servizio porta a porta. Quante volte ce lo ha promesso l'assessore Fulgione non lo so. Era sempre... doveva partire il giorno dopo. Il servizio porta a porta, fra l'altro, è di una utilità indiscutibile, perché servirà a coltivare quell'ambizione che dovremmo avere - e sono d'accordo con Marcello Travaglini - di arrivare ad una percentuale di differenziata che sia seria, non quella portata dai piani industriali, ma molto, molto più di più. Oggi che abbiamo un esubero di personale da parte dell'ACTA perché non si deve occupare più di tante cose, fermo restando il fatto che comunque non se ne poteva occupare neanche prima, perché non aveva soldi, forse potremmo incominciare a programmare il porta a porta, a vederlo, non più soltanto a prometterlo. Oddio, delle scelte un po' scellerate che ha fatto l'ACTA nel passato ha parlato Trombetta. Noi abbiamo passato pochi mesi, una stagione che è stata un po' triste, vissuta malissimo, con la spazzatura per terra, probabilmente abbiamo una cittadinanza non pronta all'avvenimento, o forse la nostra è una città strutturata in maniera tale da non poter immaginare un servizio del genere. Quale progetto per il futuro? Comincia in questo momento una fase propositiva da parte di Alleanza Nazionale per la risoluzione dei problemi. Innanzitutto, bisognerà vedere come ripianare immediatamente il debito che si porta l'ACTA. Abbiamo... per la verità avete fatto, coraggiosamente, dei salti mortali per approvare dei bilanci che hanno fatto finta che non ci fossero queste uscite. Già in sede di equilibri di bilancio si sono fatti... avete fatto i miracoli, i miracoli contabili, perché sapevamo già che c'era un consuntivo prossimo con un debito enorme e non ne abbiamo tenuto conto. Abbiamo fatto un preventivo che ancora non ne tiene conto, e non è che i problemi lasciandoli nel cassetto si risolvono. Il problema della situazione economica ha portato anche alle dimissioni di un Revisore dei Conti (e non è cosa di poco conto quella che è accaduta, come non è cosa di poco conto - come diceva Lepore - il contenuto della lettera del Revisore dei Conti che si è dimesso), però non se ne parla in Consiglio, la Giunta ancora non ci ha detto come vuole seriamente affrontare questo problema. Sarebbe, però, il caso che ce lo facesse sapere. La prima proposta è questa: risolvere il problema del debito che si porta l'ACTA perché si avvicina, e molto velocemente, il momento dei consuntivi per il bilancio dell'ACTA e per i nostri. Non vorrei che l'azienda dovesse subire lo scossone definitivo dovuto o a un commissariamento o addirittura ad una liquidazione; cosa non tanto difficilmente ipotizzabile se si dovesse continuare a questo ritmo. I servizi che abbiamo tolto all'ACTA, io vorrei che la Giunta ci dicesse con quali soldi verranno fatti e da chi verranno fatti, perché altrimenti, ancora una volta, abbiamo nascosto il problema. E lo abbiamo nascosto alla città, e non è atteggiamento serio per affrontare il problema. Io so, non lo capisco e non lo giustifico, però so che togliere i servizi all'ACTA non voleva significare penalizzare l'azienda, ma voleva significare risolvere il problema contingente di una liquidità che non c'è, allora togliendo i servizi si può conferire di meno all'azienda. Ma il problema del verde pubblico, delle aree cimiteriali, è un problema urgentissimo che noi dobbiamo alla città, un problema che va risolto. Questo fa parte degli scopi della politica: rendere la vita, ai cittadini, un po' più accettabile dal punto di vista di cose assolutamente essenziali e che vengono prima di tante altre. L'obiettivo quale deve essere? L'obiettivo lo possiamo disegnare già noi oggi. E noi dell'Opposizione diciamo che l'obiettivo di questo Consiglio dev'essere una minore tassazione (perché è ingiusto pagare la TARSU più alta d'Italia a fronte di un servizio che è assolutamente normale, se non, in alcuni punti di caduta verticale, addirittura scadente), per ottenere, con una minor tassazione, un servizio assolutamente migliore. Questo è l'obiettivo. Per farlo va affrontato il problema seriamente, e il problema serio, serio, serio è: cosa fare di questo termovalorizzatore. Qui ci vuole una scelta coraggiosa, una volta per tutte: il termovalorizzatore rende meno di quello che ci aspettavamo e comunque sarebbe stato meno del fabbisogno, quindi siamo partiti assolutamente con il segno meno, con una penalizzazione di partenza che probabilmente non potremo mai recuperare; un termovalorizzatore che ci costa un occhio della testa... Allora una seria scelta coraggiosa ci vuole. Noi poniamo il problema in questi termini: non sarà forse il caso di chiuderlo e di non tenere più conto di questa scelta vecchia, obsoleta, che non serve a nessuno? Un'Amministrazione si contraddistingue per le scelte serie e coraggiose, anche se potrebbero sembrare impopolari all'inizio, ma il tempo è galantuomo e darà ragione ad un'Amministrazione che ha affrontato il problema in termini di seria programmazione, non soltanto guardando all'urgenza immediata, o comunque fino alla "punta del proprio naso". L'aumento della differenziata deve partire immediatamente. Ci sono i mezzi, possiamo pretenderlo da parte dell'ACTA, c'è il personale. Questo è un servizio che deve assolutamente partire, e bisognerà vigilare sui tempi di messa in esecuzione di una raccolta differenziata di questo tipo; bisognerà vigilare e chiedere un rendiconto del perché vanno le cose in una certa maniera e non in un'altra. E poi per segnare finalmente un serio cambio di passo dell'Amministrazione sul problema, cambio di passo che non c'è stato, io ribadisco una proposta che feci già in Commissione in una riunione con il Sindaco e con tutti i dirigenti: contraddistinguiamoci per qualche cosa di forte. Noi dobbiamo fare i conti anche con una cittadinanza pigra, con una cittadinanza per certi versi scostumata, non abituata al rispetto della città. Dobbiamo fare i conti anche con questo, e la città si deve porre criticamente questo problema, ma è l'Amministrazione che deve indirizzare la cittadinanza ad un comportamento assolutamente civile, perché molto spesso il comportamento della cittadinanza è specchio di quello di un'Amministrazione indifferente ai problemi, o che comunque non li risolve. Investiamo quanto più possibile in una seria campagna pubblicitaria nei confronti della città, per il rispetto di questa città, perché ogni cittadino si ponga il problema di voler bene alla città come si pretende che le voglia bene l'Amministrazione, una campagna pubblicitaria che parta dalle scuole perché non abbiano più a verificarsi episodi nei quali i giovani, i meno giovani e gli anziani portano per questa città il rispetto che non si porta neanche per il peggior nemico. Le nostre strade sono sporche, e prima ho fatto una seria critica all'ACTA perché non vengono forse spazzolate bene. E' altrettanto vero che i cittadini di Potenza non rispettano la loro città. Non tutti, per la verità, ma quella minoranza non rispettosa rende il problema molto, molto più serio e fa subire alla maggioranza rispettosa delle leggi e delle norme di correttezza più elementari uno smacco, uno smacco alla dignità. Quei dieci cittadini che si mettono la carta della caramella in tasca per buttarla nella spazzatura vengono oltraggiati da quei 2-3 che, invece, fanno delle nostre strade la loro personale pattumiera. Un cambio di passo avviene anche attraverso questa scelta che io propongo ancora una volta, ed ufficialmente: una campagna di sensibilizzazione che parta dalle scuole e che serva ad educare il potentino a rispettare ed amare la sua città come probabilmente rispettano ed amano soltanto casa loro. Ripeto, riguarda una minoranza della città ma è una minoranza invadente che pesta i piedi anche ai più civili. Grazie.
Di Admin (del 20/12/2009 @ 22:44:28, in Consigli comunali d'epoca, linkato 81 volte)
Trovo interessante rileggere i verbali di consiglio di qualche anno fa, e ve li ripropongo. /
Verbale del Consiglio del 3 ottobre 2006
CITTÀ DI POTENZA Consiglio Comunale del 3 ottobre 2006 La seduta ha inizio alle ore 11.40. PRESIDENTE Si procede all'appello nominale. I presenti sono 29; la seduta è va-lida. Devo giustificare i consiglieri Rinaldi e Garramone per l'assenza di questa mattina; vi sono, poi, le giustifiche già comunicate al Consiglio nella passata seduta. Colleghi, prima di dare avvio ai lavori di questa mattina, vorrei infor-mare il Consiglio di due sedute che avremo a breve: la prima sarà quella del giorno 24 ottobre prossimo, nella quale ascolteremo la relazione del Difensore Civico e procederemo al dibattito sul ruolo e sulla funzione di questa istituzione nel contesto della nostra città; la seconda sarà fissata per il giorno 30 ottobre, e sarà un Consiglio congiunto con il Consiglio Provinciale sul ruolo della città di Potenza nel contesto provinciale. Questa seconda iniziativa, che è già stata concordata e definita con il Consiglio Provinciale, sarà messa a punto ed i consiglieri saranno regolarmente convocati ed informati; ai fini, però, di poter organizzare i vostri lavori ed il vostro calendario sappiate che il giorno 24 ed il giorno 30 ottobre prossimi ci saranno due sedute di Consiglio Comunale, sempre di mattina. Se ci sarà necessità di un'ulteriore seduta di Consiglio Comunale ordinario entro il mese di ottobre, lo definiremo sulla base delle pratiche giacenti presso la Presidenza e di quelle che le Commissioni dovessero nel frattempo licenziare. Passiamo al punto all'ordine del giorno che era rimasto sospeso nella precedente seduta, cioè il punto numero 7: "Ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e salvaguardia degli equilibri di bilancio - E-sercizio Finanziario 2006". La parola all'assessore Pace. PACE Egregi Colleghi, mi accingo a relazionare in uno dei momenti più alti dell'azione politico-amministrativa della città, quale è quello della verifica dello stato di attuazione dei programmi e salvaguardia degli equilibri di bilancio, e lo faccio con spirito di sincera riconoscenza verso chi mi ha preceduto, perché se possiamo affermare, oggi, di trovarci di fronte ad un bilancio perfettamente equilibrato è perché dietro c'è stata la mano esperta del professor Lepore, ed oggi la città si giova dei buoni frutti di questo lavoro. Ci troviamo di fronte a momenti difficili per la finanza pubblica e degli Enti Locali, sia sul versante della riduzione dell'efficienza della spe-sa, sia su quello del rilancio degli investimenti per la competitività e la coesione sociale. Il Patto di Stabilità, uno strumento di controllo introdotto nel 1998, ma che ha di anno in anno cambiato i suoi parametri di calcolo, è stato rispettato; tuttavia, nel corso della gestione corrente il meccanismo del tetto per categoria di spesa ha condizionato fortemente la gestione finanziaria, sia nell'assunzione degli impegni, sia nell'emissione dei mandati di pagamento. Ci troviamo di fronte al paradosso di avere delle entrate, ma di non poterne disporre perché sennò si sfora il Patto. E' il caso anche del milione di euro che abbiamo avuto per Bosco Piccolo, perché è una situazione complicatissima. Dico questo per dire che è possibile una piena e convinta partecipazione degli Enti Locali alla realizzazione degli obiettivi di riduzione strutturale della spesa pubblica soltanto se, contestualmente, si avvia un diverso assetto della finanza locale e del sistema tributario. E proprio in questa direzione va, per buona parte, il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria presentato dal governo Prodi domenica mattina, dove, a meno di stravolgimenti durante l'iter parlamentare di approvazione, la misura della spesa pubblica, per la parte che ci interessa - cioè quella riferita agli Enti Locali -, viene collocata all'interno di un quadro di coerenza fra decentramento delle funzioni e responsabilità finanziarie. E' troppo facile fare come si è fatto fino ad oggi, cioè attribuire nuove funzioni e nuove responsabilità ai Comuni senza però indicare i mezzi per farvi fronte. Le previsioni, infatti, sono per una revisione del Patto di Stabilità interno, abolendo il diabolico meccanismo del tetto per categorie di spesa e reintroducendo il meccanismo del saldo di bilancio. Vengono definiti nuovi spazi di autonomia tributaria locale, la cosiddetta autonomia fiscale, in attuazione di un dettato costituzionale (l'articolo 119 della Costituzione); la previsione di imposte addizionali di scopo; l'unificazione dell'ICI e di tutte le imposte e tasse che gravano sugli immobili con la gestione del Catasto dei Comuni; l'effettiva compartecipazione dei Comuni all'accertamento ed al recupero dell'evasione fiscale mediante l'attribuzione delle necessarie risorse organizzative e strumentali. Nuovi scenari, quindi, si aprono alle politiche di bilancio dell'Ente; una maggiore attenzione per una gestione finalmente dinamica, attiva, della finanza e delle risorse. E qui anche la risposta all'occhio attento di Roberto Speranza, che esprimeva la preoccupazione nella limitazione della capacità di erogazione dell'Ente, che subirà un’ulteriore acutizzazio-ne nel corso del quarto trimestre. La risposta a questa temporanea difficoltà sta tutta nella responsabilità che l'Amministrazione dimostrerà, perché tutti i settori saranno veramente chiamati ad una prudente gestione dei tempi di realizzazione degli interventi programmati, mediante anche un'oculata gestione delle spese e delle utenze in genere. Il problema vero, oggi, è questo: di fronte a nuovi impianti, a nuove strutture che rappresentano momenti di grande soddisfazione per la città, per essi, contemporaneamente, bisogna chiedersi come far fronte alle spese di gestione. Lo stesso discorso vale, a maggior ragione, per i collegamenti meccanizzati; per quegli impianti, per quelle previsioni di ormai prossimo completamento del ponte attrezzato e delle scale mobili di Via Mazzini, soprattutto in un settore, come quello dei trasporti, dove una legge regio-nale vecchia di un quarto di secolo ci vede riconoscere un contributo cal-colato solo sui chilometri percorsi dai pullman, senza considerare come trasporto pubblico i collegamenti meccanizzati, che gravano quindi inte-gralmente, come costi di gestione, sulle nostre spalle. L'esternalizzazione dei servizi, la gestione privata degli impianti, delle strutture di proprietà, saranno questioni sulle quali da qui a poco questa Amministrazione dovrà necessariamente ripiegarsi in un'attenta riflessione. Abbiamo difficoltà dovute anche alle scelte che abbiamo fatto nei confronti dei deboli, dei nefropatici, dei talassemici, dei beneficiari del reddito di cittadinanza, ai quali abbiamo sentito il dovere morale di antici-pare i contributi loro spettanti, quando comodamente avremmo potuto di-re: "Vi paghiamo quando la Regione ci trasferisce le relative somme; nel frattempo continuate nei vostri stenti". Ancora: le calamità naturali, l'emergenza neve, che ha costretto l'ACTA a chiudere in disavanzo il consuntivo 2005 con una perdita che dolorosamente è stata rinviata al prossimo esercizio finanziario dell'a-zienda, nelle more di una sua eventuale trasformazione in società per a-zioni. Una trasformazione che sarà oggetto, evidentemente, di un'attenta valutazione, coinvolgendo e rendendo partecipi tutti i livelli politici ed isti-tuzionali dell'Ente e che porrà l'azienda di fronte alle sfide di una società di servizi che ha il coraggio di mettersi in gioco, di porsi in competizione con quanto di meglio oggi offre il mercato europeo in tema di servizi per l'ambiente. E' stata attivata una migliore sinergia nella riscossione dei crediti verso gli Enti sovracomunali, gli altri Enti pubblici in generale. E' stata im-pressa una definitiva accelerazione verso il programma di dismissione del patrimonio immobiliare, un obbligo tutto finanziario di copertura del mutuo attivato per il risanamento delle somme occorrenti a chiudere la vicenda del dissesto finanziario dell'Ente. E' partito un attento monitoraggio del contenzioso, perché il buon padre di famiglia programma il presente pre-vedendo ragionevolmente quello che accadrà e che potrebbe accadere nel futuro. Poi, i debiti fuori bilancio. Ne abbiamo ampiamente discusso nella seduta passata, abbiamo già detto di un'eredità complessa, ma è un'ere-dità alla quale l'Amministrazione ha risposto in un solo modo: con la pun-tuale attuazione dei programmi di governo. Senza entrare nel merito di tutte le questioni, dico soltanto che dalle schede di report elaborate dai responsabili di ciascuna Unità Direzionale del Comune in merito allo stato di attuazione dei programmi emerge che gli obiettivi ordinari e di mante-nimento, quelli strategici e quelli intersettoriali sono stati dichiarati tutti raggiungibili come da previsione, ed in uno stato di attuazione avanzato, tale da ritenere che si realizzeranno completamente entro la fine dell'e-sercizio finanziario. Sì, consigliere Napoli, alla situazione debitoria rispondiamo con la politica, con il programma di governo della città, non con le commissioni di inchiesta. E' la politica che si appropria di un ruolo e di un compito ar-dui. Ai giovani che "subiscono" questa città, oggi rispondiamo con ini-ziative quali la notte bianca, con l'occasione del Bicentenario, con un'of-ferta culturale che non ha eguali nella storia della città, per affermare con forza che non siamo nel segno di una ineluttabile decadenza e non lo sa-remo mai fino a quando la politica di centrosinistra di questa città sarà i-spirata a criteri di razionalità, fondata su postulati etici, complementari e di solidarietà sincronica con la presente generazione, e di solidarietà dia-cronica per le generazioni future. In occasione dell'inaugurazione della mostra di arte figurativa del realismo spagnolo, Realidad, la domanda più interessante è stata proprio questa: "Perché a Potenza?". Il Ministro per i Beni Culturali dell'Amba-sciata spagnola rispondeva: "Perché non c'è una città di provincia che non abbia un cuore tanto grande da non poter ospitare una mostra di questa levatura", e rispondeva Laura Gavioli che una perla rara se è sola viene realmente valorizzata, se si confonde tra altre perle, altre offerte culturali di cui dispongono i grandi centri della cultura storica italiana (Roma, Venezia e così via) non ha senso. Ma noi diciamo che si fa a Po-tenza perché chi vuole venire a vedere questa mostra da Venezia, da Fi-renze, da Milano, deve venire a Potenza. Questa è la manifestazione vera, reale del cosiddetto sviluppo so-stenibile. Il Piano strutturale metropolitano, il Piano strategico, il Regola-mento urbanistico, sono tutti strumenti in avanzatissima fase di attuazio-ne, che rappresentano il volano per lo sviluppo economico del territorio, ed è solo con la crescita, con la capacità di attrarre nuovi investimenti, con l'intelligente sviluppo urbanistico, artigianale e del tessuto produttivo in genere che si può pensare a una diminuzione della pressione fiscale, perché ne viene significativamente aumentata la base imponibile. Ed ancora: la capacità dell'Amministrazione di captare fondi e fi-nanziamenti extracomunali, fondi europei, fondi regionali per investimenti infrastrutturali; la soluzione del problema traffico di mezza città; il Nodo viario del Gallitello, i cui lavori sono appena cominciati; i progetti di riquali-ficazione urbana, il volto nuovo di questa città; l'attenzione per l'offerta formativa con la costruzione di nuove scuole a Bucaletto, a Via Perugia. Il Titolo Secondo del bilancio è la risposta alle difficoltà; quel libro che il Sindaco definisce il libro dei sogni e che oggi, invece, è un libro del-la realtà. Allora la sfida qual è? E' quella di coniugare il binomio politica di ri-gore-politica di sviluppo. E' questa una sfida che ci attende; ci attende al varco del giudizio del popolo da qui a tre anni. E il coraggio di osare; un coraggio che solo la rinnovata unità politica e programmatica del centro-sinistra è in grado di esprimere compiutamente. Grazie. PRESIDENTE Grazie. Ci sono interventi sulla delibera? Chi chiede di intervenire? Consigliere Trombetta, prego. TROMBETTA Grazie, Presidente. Dall'inizio di questa consiliatura fino all'ultimo Consiglio Comunale, quello tenutosi venerdì scorso, non abbiamo sentito dire altro dal nostro Sindaco, se non di trovarsi di fronte ad una opposi-zione strumentale; come se questa opposizione non avesse nulla da pro-porre, come se questa opposizione stesse qui a dire solo corbellerie e null'altro. Oggi questo termine voglio utilizzarlo io, in riferimento all'atteggia-mento ostruzionistico che questa Amministrazione ha nei confronti del-l'opposizione, ma sento di dover dire del Consiglio intero. Il fatto che non si possano leggere gli atti per tempo, il fatto che ci si debba ridurre sempre e comunque all'ultimo momento per far finta di dare carte che non hanno il tempo di essere consultate, di essere inter-pretate, è un atteggiamento da leggere, a questo punto, come ostruzioni-stico rispetto a chi ha voglia di partecipare alla gestione della cosa pub-blica ed al bene di questa città e non viene messo nelle condizioni di far-lo. La politica che non ha paura, Sindaco, gioca a carte scoperte, e-spone i programmi, rendiconta sullo stato di attuazione degli stessi, ma questo, da due anni a questa parte, e cioè da quando il suo mandato è cominciato, purtroppo non si verifica; questo è grave per la politica. E' una politica, questa, che non accetta il confronto, non accetta le proposte, non accetta il dialogo; è una politica che non arriva a soluzioni che possono essere anche condivise, se i problemi che vengono messi in campo sono condivisi e condivisibili. Questa è una Giunta che allontana la politica da quest'aula; è una Giunta che troppo spesso si nasconde dietro l'urgenza dell'assunzione di provvedimenti ed arriva a mandare "in esilio" l'intero Consiglio Comunale. Di questo siamo sinceramente molto dispiaciuti; io parlo per conto mio, ma penso di interpretare il sentimento di tutti o di gran parte dei colleghi, con i quali spesso, fuori dal campo di battaglia, ci si confronta e con i qua-li si arriva alla determinazione di pensare a quello che oggi sto dicendo. Ancora oggi, quindi, per l'ennesima volta, vi trovate a dover appro-vare un documento "al buio", un documento del quale non si è potuto di-scutere, un documento che è un po' il riassunto del riassunto del riassun-to di quello che ha fatto questa Amministrazione rispetto al Bilancio di previsione 2006. Ancora una volta - tengo a sottolinearlo - è calpestata la dignità del consigliere comunale. Le Commissioni, Sindaco, sono diventate un luogo che nelle mi-gliori tipografie si chiama "correzione di bozze"; il luogo dove vengono corrette le bozze, collega Pesarini. Mi spiego meglio: è il posto in cui si ri-leggono gli atti non per interpretarli, ma per correggere gli errori. Se è questo quello che dovevo chiarire, penso di averlo fatto in maniera abba-stanza precisa. Sindaco, la situazione sembra sfuggirvi di mano, sembra che non si accetti il dialogo; aspettiamo che la situazione migliori perché possa mi-gliorare lo stato di questa città, che assolutamente sta andando sempre più indietro, verso il degrado. La politica che deve amministrare è altra cosa; la politica che deve amministrare è chiarezza, esposizione di progetti, di programmi parago-nabili e paragonati alle possibilità economiche. Non è fumo, non è inau-gurazioni; è concretezza, Sindaco. Faccio un brevissimo accenno al documento che oggi vi apprestate ad approvare. Leggo a pagina 4: "Le risorse finanziarie affidate con il PEG 2006 alla gestione delle singole Unità di Direzione soddisfano le e-sigenze del momento". Sindaco, che cosa significa? Tutto e niente. Devo ripetere? "Le risorse finanziarie affidate con il PEG 2006 alla gestione delle singole Unità di Direzione soddisfano le esigenze del mo-mento". Che cosa significa? Si dà atto che assume la Presidenza il consigliere Picerno. TROMBETTA Significa tutto e nulla. Che cosa abbiamo fatto? Questo è quello che noi cercavamo e cerchiamo di capire. Se questo significa essere strumentali, Sindaco, vorrei che lei ci ribadisse il concetto di essere stru-mentali. Che cosa significa, per lei, essere strumentali? Se essere stru-mentali per lei significa voler partecipare al dialogo, sono ben disponibile ad accettare di essere tacciato di strumentalizzare ogni vostra azione. Sindaco, io attendo una risposta a questo interrogativo, e preferirei che nella risposta non venissero tirate in ballo persone che in questo con-testo non ci sono, per le quali e delle quali potremmo eventualmente, se vuole, parlare fuori da quest'aula. Grazie. PRESIDENTE Grazie. Chi chiede la parola? Nessuno chiede la parola? Prego, consigliere Petrullo. PETRULLO Come al solito, quelli del centrosinistra hanno bisogno di forti stimo-li per sentire l'esigenza di difendere un documento che in linea di massi-ma parte come non difendibile. Voglio ufficialmente fare un apprezzamen-to al consigliere Trombetta, la cui crescita politica, credo, sia esponenzia-le da quando ha esordito insieme a me in questa assise, e vorrei sottoli-neare a tutti come i suoi interventi siano sempre più che puntuali, più che stimolanti, più che approfonditi, più che politici. Volevo fare anche un appunto ai nuovi assessori (ho dimenticato di farlo la volta scorsa, e mi perdonerete se lo faccio oggi): i nuovi assessori devono ricordare quotidianamente quanto sono stati critici, quando face-vano parte delle Commissioni, nei confronti della Giunta. Tutti indistinta-mente hanno manifestato insofferenza per comportamenti della Giunta, che più di qualche volta non erano condivisibili. Non vorrei che oggi che sono diventati assessori guardassero la cosa da un altro punto di vista, perché farebbero torto alla loro coerenza. SINDACO Farei bene a nominare qualche assessore della minoranza. PETRULLO Probabilmente sarebbe una svolta, in questi sistemi che "piangono" soprattutto dal punto di vista del processo democratico. Potrebbe essere una grossa svolta. Il mio approccio, in linea di massima, con questi appuntamenti che sono importanti, è un approccio universitario; cioè prima cerco di capire di che cosa dobbiamo parlare e poi cerco di farmi un'opinione, dopo aver letto attentamente le carte. Allora ho cominciato, anche in base alla buo-na abitudine che ho metabolizzato facendo la professione che faccio, a studiare le norme. La norma che cosa dice? Che oggi il Consiglio è chiamato a verifi-care nel merito l'attuazione delle linee programmatiche da parte della Giunta (siamo tutti d'accordo? Questo mi fa piacere, perché vuol dire che sto andando bene), con riferimento, però, ai programmi esplicitati nella relazione previsionale e programmatica. Avevamo sentito una serie di progetti, qualche mese fa; oggi siamo qui per verificare se questi progetti vanno avanti o meno. La norma ci spiega come fare per attuare questa verifica, e ci dice che, innanzitutto, l'obiettivo è porre l'Amministrazione di fronte alle proprie responsabilità; quindi abbiamo una legge che è saggia, è giusta e dà gli strumenti della democrazia. Poi dice che è un momento di confronto fra l'organo esecutivo e quello consiliare in ordine all'effettiva messa in prati-ca della progettualità e degli interventi contenuti nel programma politico ed amministrativo. L'atto che andiamo a fare oggi dovrebbe essere corredato da una relazione che dovrebbe predisporre la Giunta, con il supporto dei respon-sabili dei servizi, e questa relazione dovrebbe porre l'accento sugli even-tuali progetti non ancora avviati o che devono diventare oggetto di oppor-tune spiegazioni al fine di motivare al Consiglio i ritardi nell'attuazione de-gli interventi programmati. Questo dice la norma. Dal momento che mi rifiuto di pensare che noi non siamo soggetti alla norma, ma con il dubbio che ci possa essere una prassi generalizza-ta in Italia per cui le cose vanno diversamente, ho - come fanno gli stu-denti - fatto ricerche su Internet, ed ho tirato fuori lo Stato di attuazione dei programmi e progetti al 30 settembre 2005 del Comune di Fasano. Non vi parlerò di quello che succede a Modena, perché veramente ci do-vrebbe far vergognare, ma quello di Fasano. Un bel lavoro. Programma per programma, così come inserito nel Bilancio preventivo, commentato, riportato per intero, a quale punto si è. Di questo stato di attuazione della città di Fasano vorrei fare simbolico dono alla Giunta perché la prossima volta noi possiamo avere non dico qualcosa di simile, ma qualcosa che si avvicina alla norma. La relazione del neoassessore: bella, ma di stato di attuazione dei programmi io non ho visto traccia. A scuola avrebbero detto "fuori tema", "fuori traccia". Bella, anche condivisibile, perché no? Se dobbiamo votare la rela-zione dell'Assessore così, al di là dell'ordine del giorno, va benissimo; ma visto che le nostre Commissioni vanno deserte quando si deve parlare di questo, e vanno deserte per mancanza dei consiglieri del centrosinistra, quindi non si può sapere a che punto è lo stato di attuazione dei pro-grammi, quando la facciamo questa verifica? Oggi siamo venuti qui per alzare una mano tutti nella più totale in-coscienza, chi voterà "sì" e chi voterà "no", perché anche chi voterà oggi "no" potrebbe farlo all'oscuro; non si sa. Che cosa è successo, invece, nel Comune di Potenza? Abbiamo una relazione di 9 pagine (qui ne ho contate 79), però, badate bene, di queste 9 pagine una è la copertina, e solo 3 pagine sono complete; cioè, se le sommiamo arriviamo ad una relazione di 4 pagine e mezzo. Fatta da chi? Dalla Giunta? Ma no! Aveva altro da fare. Fatta dal laborioso diri-gente. I conti non tornano, perché se le Commissioni non le possiamo fa-re, se la relazione che precede la votazione parla di altro, questa verifica quando me la volete far fare? Immagino che non vogliate farla fare, a me e all'opposizione, per-ché quelli di maggioranza, evidentemente, sono soddisfatti mettendo in essere un atto di fede nei confronti della Giunta; "lo avete detto voi, sarà così". La nostra relazione, poi, continua, perché effettivamente non è fatta solo di queste 4 pagine e mezzo nette. Ci sono diverse "tabelline", indeci-frabili, per la verità, se non per quello che dicono nelle ultime parole, dove si può leggere: "lo abbiamo fatto", "non lo abbiamo fatto", "lo faremo". Ovviamente noi vorremmo sapere perché non è stato fatto e quando sarà fatto, soprattutto quando quello che si legge è il frutto di formule di rito e non risulta neanche immaginabile che possa essere fatto nei termini in cui viene detto. Faccio un esempio (ci sono, credo, oltre 60 di esempi da fare): sta-bilizzazione discarica Pallareta; il cronoprogramma prevede lo sviluppo dell'obiettivo in due fasi; le attività relative alle suddette, al 30 giugno, non sono state svolte. Perché? Dico, ci sarà pure un motivo, Sindaco; ma ce lo volete dire, perché noi possiamo dire "sì, abbiamo verificato che lo sta-to di attuazione dei programmi è in corso" o "no"? Perché ci costringete a fare tutto al buio? Quando poi leggiamo, per esempio, che non è stata espletata per carenze di risorse, che dobbiamo dire? Che avevamo sbagliato i bilanci o che oggi non ci sono gli equilibri, se mancano le risorse di qualcosa che era stato progettato? Stiamo parando di cose serie; gli equilibri, se non raggiunti, comporterebbero addirittura il fatto che la città di Potenza do-vrebbe andare a votare. Cosa che non vuole nessuno. Poi si legge che tutto quello che era stato previsto e che era stato suddiviso in 3-4-5 fasi, verrà fatto nei mesi di novembre e dicembre. E chi ci crede?! Probabilmente si fa affidamento sulla incomprensibilità di que-sto documento, che voi chiamate relazione, ma che non può essere chiamato relazione. Se una democrazia compiuta prevede un ruolo e una funzione da parte di un Consiglio che si esplicitano in determinate attività che, però, vengono sempre regolarmente inibite, mi volete spiegare voi di quale democrazia stiamo parlando? Questo per quanto riguarda lo stato di attuazione, che, ripeto, non è allo stato verificabile per le carenze obiettive riscontrate nel documento che oggi, e soltanto oggi, ci portate in discussione. Nel merito qualche cosa si può comunque dire. Io leggo in questa succinta relazione che il Bilancio consuntivo dell'ACTA si chiude con una perdita di euro 146 mila e dispari; tale perdita ai sensi dello Statuto dell'A-zienda speciale... Verrà ripianato... Bene, il Bilancio consuntivo dell'ACTA, per quanto possa essere diversa l'opinione di diverse persone che frequentano a vario titolo questa Amministrazione, in base allo Statuto Comunale - e chiedo scusa se do fastidio al Sindaco e all'assessore Singetta disturbando la loro lettura - è... Fase interlocutoria PETRULLO Riuscite a fare due cose contemporaneamente. Dicevo, il conto consuntivo, in base al nostro Statuto, che, sebbene in via di riforma, rimane in vigore, deve essere approvato dal Consiglio Comunale. Non vi è traccia né di questo provvedimento, né di una richie-sta di un provvedimento simile da parte del Consiglio Comunale. Scarta-bellando fra le carte vengo a sapere che lo ha approvato la Giunta. La questione dei conti dei bilanci dell'ACTA è stata già portata al-l'attenzione delle Commissioni più di una volta, per esempio l'anno scor-so. Il direttore generale venne in Commissione e convenne, dopo aver cercato di sostenere le proprie tesi contrarie alle Statuto, che comunque, tutto sommato, c'era scritto così nello Statuto, avevamo ragione, e ci con-sentì (all'epoca gli dicemmo "grazie") di approvare il bilancio dell'anno scorso. Quest'anno punto e a capo: abbiamo uno Statuto che non viene applicato, abbiamo lo Statuto dell'ACTA che è come se non ci fosse, ed il risultato qual è? Ovviamente la Commissione è stata diligente nel richie-dere i bilanci (non una volta, ma più di qualche volta, il 22 agosto, il 18 settembre), perché continuiamo a ritenere - a ragione, perché confortati dallo Statuto - che tocchi a noi. La Giunta, invece, si appropria di questo potere del Consiglio, approva i bilanci dell'ACTA e decide anche come debbano essere ripianati i disavanzi di bilancio. A prescindere dalla facile obiezione dettata dall'amore per la nor-ma, che prevede che i bilanci delle aziende debbano finire in pareggio - norma che è regolarmente by-passata, e poi comunque risolta con delle operazioni posticce che cadono a pioggia sui bilanci successivi-, in ogni caso questa forma di ripianamento del deficit è come se non ci fosse, per quanto mi riguarda, perché fino a quando la Giunta farà dei provvedimenti che non può fare, non può neanche decidere come debba essere sanato un debito, un disavanzo di bilancio, anche perché in Consiglio, che è la sede deputata a questo tipo di discussione, si potrebbe pervenire ad una soluzione diversa. Per esempio si potrebbe dire: "Anziché far carico il bilancio prossi-mo dell'ACTA di questa ulteriore perdita, che dovrebbe essere calcolata sul patrimonio, quindi anziché andare ad impoverire ancora di più un'a-zienda che domani dobbiamo mettere sul mercato (perché si deve tra-sformare in S.p.A.), ed abbiamo tutto l'interesse a mettere sul mercato u-n'azienda che abbia un minimo di credibilità e un minimo di consistenza economica...", invece cosa si va a decidere? Si va a decidere che sarà il patrimonio dell'ACTA a dover assorbire questo deficit. Il Consiglio potreb-be decidere anche diversamente; potrebbe trovare dei fondi diversi, po-trebbe andare a raschiare la botte e tirar fuori quei soldi, così come è riu-scito a fare tante volte per i debiti fuori bilancio. Allora perché, oggi, dobbiamo approvare un documento che parte da un presupposto così sbagliato, e cioè dall'esistenza di un disavanzo di bilancio nell'azienda ACTA che non è stato approvato dal Consiglio Co-munale? E' stato approvato dalla Giunta, ma questo tipo di approvazione è come se non ci fosse, perché non sta scritto da nessuna parte - e co-munque, lì dove c'è scritto qualcosa, la competenza rimane attribuita in maniera inequivocabile al Consiglio -, quindi come facciamo oggi a dire che ci sono gli equilibri? Probabilmente ci sono, perché quel provvedimento che ha preso la Giunta potrebbe adottarlo il Consiglio; ma allora cominciamo a farlo adot-tare al Consiglio nel rispetto totale delle regole e delle competenze; poi vediamo come lo risolverà il Consiglio. Si dà atto che il consigliere Triani riassume la Presidenza. PETRULLO Potrà ratificare quanto era stato preannunciato dalla Giunta, oppure potrà riformarlo, e potrà comunque pervenire ad una constatazione della sussistenza degli equilibri di bilancio. Però così come ce li prospettate no, non è accettabile. In genere l'obiezione che mi sento fare è: "Sì, ma i tuoi sono rilievi formali"; mai come oggi sono di natura politica. La verifica dello stato di attuazione dei programmi è squisitamente politica, e poco ha a che fare con i conti ragionieristici che ci potrebbero portare, stasera, a dichiarare che sussistono gli equilibri. Io mi rifiuto di pensare che la Giunta ha tanto sovrastimato la mia intelligenza da ritenerla capace di sapere, di conoscere la situazione rea-le attraverso la lettura di queste pagine. Non è così, per fortuna mi aiuta la norma. Il mio invito qual è? Prima di passare a questa votazione, che ha l'esclusivo carattere di essere bulgara, perché pretende un voto senza che si conosca cosa si va a votare, io vorrei che si desse una compiuta risposta a quello che ha chiesto il consigliere Trombetta, una compiuta ri-sposta a quello che chiedo io; che ci fosse una compiuta relazione sullo stato di attuazione dei programmi in maniera tale da consentirmi di farne una seria valutazione politica; dopo di che chiedo formalmente che al Consiglio venga demandata l'approvazione del Conto Consuntivo 2005 dell'ACTA. All'esito di tutto questo sarò ben disponibile a dire assieme a voi, però questa volta sapendo quello che dico, che gli equilibri ci sono. Grazie. PRESIDENTE Credo che il consigliere Petrullo abbia sollevato una questione di merito per la quale non posso non dargli ragione, avendo io stesso solle-vato il problema mettendo insieme la normativa così come oggi è: nazio-nale, Statuto comunale e Statuto dell'ACTA. Pertanto, se la normativa nazionale prevede che l'Ente approva i bilanci delle aziende, se lo Statuto comunale demanda al Consiglio Comunale l'approvazione degli atti fon-damentali, se lo Statuto dell'ACTA individua nei bilanci di previsione, con-suntivo e piani programmi gli atti fondamentali, il Bilancio consuntivo del-l'ACTA deve necessariamente essere approvato dal Consiglio Comunale, così come il Consiglio Comunale ha approvato il Bilancio di previsione. Fatta questa premessa e detto che io condivido l'impostazione che dà il collega Petrullo, preciso che la questione, in questa sede, è del tutto irrilevante ai fini della delibera oggetto di discussione, giacché se il Con-siglio Comunale volesse decidere una diversa sistemazione della perdita relativa all'esercizio 2005, questo non inficerebbe gli equilibri; semmai sa-rebbe oggetto di diversa valutazione in sede di assestamento di bilancio, dove le risorse possono essere stornate da un capitolo all'altro. Questa è la questione di merito relativa alla delibera oggetto di discussione. Sulla questione di principio, avendola già io sollevata all'atto del-l'approvazione del Bilancio di previsione, non posso non ricordare che le competenze del Consiglio Comunale vanno rispettate, salvaguardate, e non possono essere in nessuna circostanza modificate attraverso inter-pretazioni parziali o particolari. La parola a chi ne fa richiesta. Consigliere Imbesi, prego. IMBESI Io vorrei porre l'accento su alcune questioni a cui alcuni miei colle-ghi hanno, in maniera eccelsa, accennato e che probabilmente necessi-tano di un approfondimento normativo, perché a me pare che ogni anno si venga a verificare una - chiamiamola così - disattenzione da parte del-l'Amministrazione, ma io dico che la disattenzione può capitare una volta. Se ogni anno si verifica lo stesso modus operandi non è più una disatten-zione; probabilmente o è un errore, grave (di quelli che a scuola venivano segnati con il colore blu, quando facevate le elementari voi), oppure c'è volontà in quella direzione. Ancora peggio! Spiego i motivi. Luciano ha anticipato il problema dell'ACTA. Io non condivido l'opinione del Presidente, che dice... cioè, è chiaro che si può fare la modifica del bilancio fin quando non viene approvato; il problema è che il bilancio dell'ACTA credo sia stato chiuso - mi dice il Presidente - nei primi mesi di quest'anno. Fase interlocutoria IMBESI Quindi dovrebbe essere arrivato entro il 5 aprile. Lo ringrazio, per-ché lui è stato componente nella scorsa Amministrazione dell'ACTA, quindi queste incombenze le ricorda. Dal 5 aprile al 3 ottobre sono passati maggio, giugno, luglio, ago-sto, settembre e ottobre; sono passati 6 mesi, in cui l'Amministrazione Comunale, che invece è tenuta... poi vediamo perché "è tenuta", perché qui ci sono state due interpretazioni contestate anche da colleghi di mag-gioranza in maniera molto forte - è vero, collega Pietro Campagna? -. Dicevo: passano 6 mesi, ed in questi 6 mesi l'Amministrazione non decide, non approva, non respinge, non discute del bilancio dell'ACTA. Attenzione, nemmeno discute! Il Presidente della Seconda Commissione ha richiamato l'attenzio-ne su una serie di lettere che, come Presidente, come Commissione, ha inviato all'organo della Direzione Generale, e presumibilmente anche alla Segreteria, che di queste cose deve essere informata, nei mesi di agosto, settembre e così via. Ricordo anch'io che il qui presente ha rilevato que-sta cosa in due o tre Consigli Comunali chiedendo formalmente al Presi-dente, al Sindaco, agli assessori ed alla Segreteria Generale di far perve-nire il bilancio ACTA in Consiglio perché era un obbligo di norma. Si dà atto che il consigliere Picerno assume la Presidenza. IMBESI Adesso, prima di dire per quali motivi secondo me è fondamentale, perché noi non possiamo andare ad approvare una cosa... Cioè: che co-sa approviamo dopo 6 mesi? Sarà dopo 8 mesi. Facciamo sempre le co-se in ritardo, e comunque sempre superando i limiti. Questo deficit che l'ACTA si trova, probabilmente il Consiglio Co-munale poteva anche riconoscerlo, e mi chiedo: che succedeva se il Consiglio Comunale, che doveva affrontare l'argomento ACTA, avesse ri-conosciuto 147 mila euro circa di debito? Erano rispettati i canoni previsti dalla delibera di oggi, dalla legge che la sovrintende? Era rispettato l'equi-librio di bilancio se il Consiglio Comunale avesse, come doveva, preso at-to di questa perdita ed avesse desiderato ripianarla? Attenzione, se non la ripianava, no, come ha fatto la Giunta; la Giunta ha deciso di non ripia-narla, non il Consiglio Comunale. Se l'avesse deciso il Consiglio Comuna-le, forse - dico forse perché non ci è dato saperlo - mancavano 147 mila euro, e forse non c'era l'equilibrio. Allora vediamo cosa succede. Io l'ho detto dall'inizio, in Conferenza dei capigruppo, che avevo dubbi che questa delibera si potesse fare oltre il 30 settembre; sono stato sincero fino in fondo, l'ho sempre detto, l'ho sempre ribadito: attenzione, ricordatevi che il 30 settembre è un limite, è un limite di legge, è un limite stabilito, è un limite rispetto al quale il Consiglio Comunale deve operare e deve assumere certe decisioni; eventualmente sempre facendo riferi-mento all'ipotesi di... avrebbe dovuto anche ripianare. Allora vediamo che cosa dice la norma, vediamo che cosa dice lo Statuto, cioè la nostra norma, quella che ci siamo dati noi, perché non è che, perché la legge “sta sopra”, noi non dobbiamo rispettare la nostra norma. La prima cosa che ci viene da leggere è l'articolo 193 del Testo U-nico: "Salvaguardia degli equilibri di bilancio. Con periodicità stabilita dal Regolamento di contabilità dell'Ente Locale, almeno una volta entro il 30 settembre di ciascun anno, l'organo consiliare provvede con delibera ad effettuare la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi. In tale sede l'organo consiliare dà atto del permanere degli equilibri generali di bilancio o, in caso di accertamento negativo, adotta contestualmente i provvedimenti necessari per il ripiano degli eventuali debiti di cui all'artico-lo 194 e per il ripiano dell'eventuale disavanzo di amministrazione risul-tante dal rendiconto approvato, e qualora i dati della gestione finanziaria facciamo prevedere un disavanzo di amministrazione o di gestione per squilibrio della gestione di competenza, ovvero della gestione dei residui, adotta le misure necessarie a ripristinare il pareggio. La deliberazione è allegata al rendiconto dell'esercizio relativo". Comma 4: "La mancata a-dozione dei provvedimenti di riequilibrio previsti dal presente articolo è equiparata ad ogni effetto alla mancata approvazione del Bilancio di pre-visione di cui all'articolo 141, con applicazione della procedura prevista dal comma 2 del presente articolo". Articolo 141 comma 2 (visto che ce lo richiama l'articolo 193, così ce lo "rinfreschiamo"): "Nella ipotesi di cui alla lettera c) del comma 1, tra-scorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che sia stato predisposto dalla Giunta il relativo schema, l'organo regiona-le di controllo nomina un commissario affinché lo predisponga d'ufficio per sottoporlo al Consiglio. In tal caso, e comunque quando il Consiglio non abbia approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla Giunta - nei termini, approvato, non messo a discussione; approvato nei termini -, l'organo regionale di controllo assegna al Consiglio, con let-tera notificata ai singoli consiglieri, un termine non superiore ai 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce mediante apposito commissario all'Amministrazione inadempiente. Del provvedimento sosti-tutivo è data comunicazione al Prefetto, che inizia la procedura di scio-glimento del Consiglio". Sempre facendo riferimento a quello, guardiamo cosa dice il nostro Statuto, che mi pare non sia tenuto in considerazione. Perché dico che il Consiglio Comunale deve approvare il bilancio dell'ACTA? Perché - e qui sono subentrate, l'anno scorso, due modalità di interpretazione - la legge, sempre il Testo Unico, dice all'articolo 114, "Aziende speciali ed istituzio-ni", comma 6: "L'Ente Locale conferisce il capitale di dotazione, determina le finalità e gli indirizzi, approva gli atti fondamentali; la vigilanza verifica i risultati della gestione, provvede alla copertura degli eventuali costi socia-li". Quali sono questi atti fondamentali? Lo dice il comma 8: "Ai fini di cui al comma 6 sono fondamentali i seguenti atti: il Piano programma com-prendente un contratto di servizio che disciplini i rapporti tra Ente Locale e Azienda Speciale, i bilanci economici di previsione pluriennale ed an-nuale, il conto consuntivo, il bilancio di esercizio". Quindi il conto consun-tivo - lo dice la legge - è uno degli atti fondamentali. Allora, un'interpretazione che l'anno scorso è venuta fuori era che, siccome la norma non dice "il Consiglio Comunale" ma dice "l'Ente Loca-le", qualcuno diceva: la Giunta rappresenta il Comune. A questa interpre-tazione, che a me pare peregrina, si affianca il nostro Statuto, che è la nostra legge locale; l'abbiamo fatta noi e noi per primi siamo chiamati a rispettarla. Si dà atto che il consigliere Triani riassume la Presidenza. IMBESI Articolo 68: "Statuto Comunale. Le Aziende Speciali", terzultimo comma: "Il Comune, previa deliberazione consiliare, conferisce il capitale di dotazione. Il Consiglio Comunale ne determina - sta a indicare le A-ziende Speciali - le finalità e gli indirizzi, approva gli atti fondamentali (cioè quelli che ho testé letto, quindi compreso il conto consuntivo), verifi-ca i risultati della gestione e provvede alla copertura di eventuali costi so-ciali". C'è poco da interpretare: il Consiglio Comunale è tenuto ad appro-vare il bilancio dell'ACTA, ed è solo il Consiglio Comunale che può deci-dere di rinviare questa cifra di perdita che ha verificato l'ACTA ad essere ripianata eventualmente dall'ACTA stessa l'anno venturo. Non può farlo la Giunta. Quindi quello che c'è scritto qua non ha ragion d'essere, perché la Giunta non può decidere su questa cosa. Qualcun altro ha dato un'altra interpretazione e ha detto: "Sì, ma quando approvate questa delibera, di fatto, avete approvato la perdita". Un momento! Sempre per i canoni di trasparenza, io del bilancio non so nulla; come faccio ad aver detto "sì" al bilancio e al rinvio di 147 mila euro del bilancio dell'ACTA all'anno venturo sul capitolo di bilancio dell'ACTA, se io non ho mai visto il bilancio dell'ACTA? Come fa ad essere applicabi-le un'interpretazione di questo tipo? Non è assolutamente possibile, per-ché per potere decidere una cosa di questo tipo io la devo poter vedere. Anzi, mi corregge il collega: la dovrei poter studiare. Non che ci arrivano le delibere due giorni prima della convocazione del Consiglio Comunale, con tutte le pecche che i colleghi hanno sottolineato prima, cioè il fatto che c'è un certo raffazzonamento nella descrizione della delibera. Non dimentichiamo, peraltro - cosa che ho sempre ribadito in tutte le sedute in cui si è parlato di bilancio -, che da un punto di vista politico, se vogliamo affrontare anche da un punto di vista politico la questione, sarebbe obbligo di ogni assessore - ricordo anche qualche attuale asses-sore che la pensava come me, e la pensa come me, quindi lo attendere-mo; lo aspetto a questi importanti eventi - presentare una relazione sulle cose che sono state fatte e perché sono state fatte, su quelle che non so-no state fatte e perché non sono state fatte. Cosa che non c'è, sistemati-camente. Ai bilanci consuntivi non le vediamo mai; ai bilanci preventivi la re-lazione è sempre assente; alla verifica degli equilibri di bilancio è perfet-tamente assente; alla modifica dei bilanci in corso d'opera è perfettamen-te assente. Ma scusate, non è una delle questioni che viene rilevata, la valutazione politica? Io devo dire come impegnerò quelle cifre, come le ho impegnate, perché le ho impegnate e perché non le ho impegnate, o le ho dismesse, o ho deciso che una cosa non s'ha da fare (come diceva il buon maestro Manzoni in alcuni dei suoi libri). Rispetto a questo mi sembra evidente che la questione è molto fondata; è particolarmente fondata, quindi, forse, il Consiglio Comunale dovrebbe adottare un sistema differente: scherzare di meno, avere meno ilarità, perché stiamo parlando di questioni importanti, rilevanti, sulle quali siamo impegnati tutti, e dovremmo essere coinvolti tutti, e dovrebbe af-frontare con più attenzione questi appuntamenti. Devo anche dire che da questo punto di vista io non bacchetto solo la Giunta presente e passata (la presente, ovviamente, per poco, perché è arrivata quando i provvedimenti erano già pronti, tant'è vero che lo stesso Assessore ha ringraziato i precedenti, che però già sapevano di andare via; sappiamo tutta la questione, quindi c'è poco da affrontarla), la Presidenza del Consiglio, che pure era informata di questa questione e solo oggi si ricorda di difendere l'operato del Consiglio sulla questione dell'ACTA; non solo la Segreteria Generale e la Direzione, che è stata portatrice di un'interpretazione, l'anno scorso, che abbiamo contestato e abbiamo dimostrato che non può essere quella, ma dobbiamo bacchetta-re anche i revisori, perché anche i revisori avrebbero dovuto notare que-sta cosa; l'avrebbero dovuta notare e l'avrebbero dovuta far rilevare, per-ché anche i revisori hanno nel loro DNA di istituzione di controllo la ne-cessità di verificare questi atti, perché anche loro avrebbero dovuto co-municare al Consiglio che il Consiglio Comunale non può approvare un bilancio senza averlo mai visto, e che, quindi, non era possibile e non si poteva procedere a quella approvazione così come si intende fare. Concludo: per poter portare avanti il deliberato e per poter essere a norma con quanto previsto dalle leggi che ho letto - che non ho interpre-tato, ma che ho letto - probabilmente bisognerebbe ricominciare daccapo tutta la procedura: approvare prima il bilancio e decidere, il Consiglio Comunale - non la Giunta -, se l'ACTA se la deve “vedere per i fatti suoi” o se il Consiglio deve ripianare; dopo, probabilmente, devono arrivare le carte, così come ve le chiedeva il consigliere Petrullo; dopo di che si può pure arrivare alla valutazione se gli equilibri sono stati mantenuti o meno e se gli stati di attuazione sono stati rispettati o meno. PRESIDENTE Grazie. Devo solo dire al collega Imbesi che, come ho condiviso, facendo mie, le osservazioni del collega Petrullo, non posso fare mie e non posso condividere le osservazioni fatte da lui quando parla di Consi-glio Comunale disattento, teso a scherzare anziché a porsi i problemi. E in relazione al deposito degli atti voglio ricordare al collega Imbesi che questo Consiglio Comunale ha aggiornato i propri lavori a questa mattina proprio per tener conto di queste possibili osservazioni e per poter rientra-re esattamente nei termini previsti dal nostro Regolamento. Allora non si può dire che la delibera è arrivata 2 giorni prima se è stata depositata lu-nedì scorso, che, rispetto alla giornata di oggi, è esattamente 10 giorni fa. La parola al consigliere Pesarini, prego. PESARINI Grazie, Presidente. Saluto i colleghi consiglieri, gli assessori; un ringraziamento personale da parte della Margherita va all'assessore Le-pore per il lavoro, il proficuo lavoro svolto in questi 2 anni di consiliatura. Un augurio felicissimo anche al giovane assessore Pace per il lavoro che andrà ad intraprendere nei prossimi giorni. Presidente, io sono intervenuto solo ed esclusivamente per fare chiarezza rispetto a cose che sono state dette e che secondo me non ri-specchiano la realtà. Io ho detto fin dall'inizio della consiliatura - e lo ripeto quest'oggi - che ho l'impressione che da parte della minoranza si tenti, ogni volta, di arrampicarsi sugli specchi. Quando si mette in evidenza che in Commissione i lavori vengono svolti in maniera sommaria, quando si dice che gli atti non arrivano per tempo (lei l'ha ribadito poc'anzi), quando si parla di documenti al buio o di correzione di bozze, secondo me si dicono non/verità, e io - consentite-melo - lo posso dire soprattutto perché gli amici e colleghi della Seconda Commissione - e per essi ringrazio il presidente Trombetta per l'ottimo la-voro di coordinamento che riesce a fare - sanno che sono sempre pre-sente alle Commissioni e sanno benissimo che i documenti arrivano per tempo e vengono esaminati. E' vero, ultimamente, rispetto alle delibera-zioni di debiti fuori bilancio, ci sono stati degli errori, ma abbiamo anche capito che tipo di errori c'erano. Io credo che onestà intellettuale vorrebbe che da parte dei colleghi, amici, della minoranza si dicessero le cose così come stanno, e - ripeto - non ci si arrampicasse sugli specchi, come si tenta di fare anche e so-prattutto nelle sedi consiliari. Io ho apprezzato moltissimo la relazione dell'amico Federico Pace, al quale voglio rivolgere - presidente Galante - un ringraziamento, perché dovete sapere che all'atto del suo insediamento, cioè il giorno dopo aver ricevuto la delega assessorile, egli ha risposto all'invito fatto dalla Com-missione, si è presentato con il dirigente e soprattutto ha relazionato su questo documento dimostrando grande dimestichezza col ruolo che an-drà egregiamente a svolgere. Quindi lo ringrazio pubblicamente, e vorrei che anche gli altri amici e colleghi facessero altrettanto. Io ho letto attentamente la delibera in questione; l'ho detto ieri in Commissione e lo ripeto oggi nella sede istituzionale ufficiale. Il collega Petrullo afferma che lo stato di attuazione... ha parlato di 60 opere che non sarebbero state realizzate; io devo dire, invece, che sono appena 10 o 12 le fasi in cui si dichiara l'incertezza della risoluzione dell'opera. Quindi mi permetta, il collega Petrullo, di smentirlo sotto questo aspetto. Si parla di relazione incompleta, ma io non credo che noi abbiamo avuto dei documenti incompleti, perché se analizziamo attentamente il documento ci rendiamo conto che dopo una prima parte di natura pretta-mente tecnica c'è l'elencazione, naturalmente in linea generale, unità per unità, di tutte le cose che sono state fatte e che si faranno. Poi c'è il pro-spetto dei numeri - e mi pare che questo debba esserci - ed infine c'è l'e-lencazione di tutte le cose che sono state fatte, dello stato dell'arte a quel-la data, al 31 di agosto, mi pare di capire. Non credo, quindi, che questo documento sia incompleto, soprat-tutto se si considera che nel momento in cui si scrive che le opere saran-no completate a fine dicembre, a fine ottobre, secondo me si tratta di un attestato di certificazione che può essere preso... in un prossimo futuro, naturalmente entro fine anno, quando ci sarà l'assestamento di bilancio, si potrà semmai ritornare sull'argomento. Io credo che da parte dell'opposizione ci sia la necessità di lavorare proficuamente, come in tante occasioni fa, ma soprattutto di non arrampi-carsi sugli specchi e di continuare a lavorare, perché le cose realizzate sono tante. Io l'ho detto la scorsa volta nel momento in cui abbiamo ap-provato il bilancio di previsione, quindi è inutile che mi ripeta. L'Assessore ha elencato le cose più importanti nel suo intervento. Ritengo che il collega, il presidente del gruppo consiliare della Margherita, lo farà successivamente in sede di dichiarazione di voto. Grazie. PRESIDENTE Grazie. Chi altri chiede di intervenire? Consigliere Liccione, prego. LICCIONE Intervengo per sottolineare alcuni dati. Prima di tutto mi associo al taglio che Tonino Pesarini ha dato alla sua relazione, all'analisi che ha fatto, per tutta una serie di questioni. A dire la verità, non posso non rile-vare un atteggiamento non particolarmente encomiabile da parte di alcuni colleghi, i quali certamente potranno dissentire rispetto a quello che dice Tonino Pesarini, però secondo me dovrebbero tenere nel debito conto le opinioni di un loro collega. E' l'atteggiamento che secondo me non va; poi ognuno è libero di assumere l'atteggiamento che vuole. Sulla questione di natura prettamente amministrativa rimarco da un lato la doverosità, da parte di questo Consiglio, dell'affidamento rispetto alle valutazioni di natura amministrativa e contabile che noi dobbiamo fa-re sugli uffici e sui dirigenti della nostra struttura comunale. Essi ci dicono che gli equilibri di bilancio sono rispettati, che abbiamo una proiezione ta-le per cui gli obiettivi non ancora colti nel pieno da parte di ciascuna sin-gola Unità di Direzione saranno colti nel divenire della chiusura dell'anno e per il tempo che abbiamo di fronte. Ci dicono in modo analitico anche le situazioni di criticità, come per esempio i debiti fuori bilancio, per i quali sono state apportate le relative valutazioni e sono stati effettuati i ricono-scimenti, e le situazioni - in particolar modo quelle che riguardano l'ACTA - che giustamente il presidente Triani, pur cogliendo il dato valutativo che riguarda questo Consiglio, pone al di fuori della valutazione relativa agli equilibri, che riguardano questo particolare deliberato. Se invece facciamo un'analisi di natura più prettamente politica, come lo stesso Luciano Petrullo in comunicazioni brevi che abbiamo avu-to in questi giorni intendeva fare, dobbiamo scendere nel merito della va-lutazione dei risultati che ciascuna singola Unità di Direzione ha colto in questo periodo, nel periodo che noi ci troviamo ad analizzare. Se noi leggiamo in modo intersettoriale le diverse relazioni delle Unità di Direzione, avendo noi un ruolo precipuamente di natura di indi-rizzo e di controllo, dobbiamo riscontrare, secondo me, un dato politico su tutti, cioè l’elaborazione, la strumentazione di un percorso che porti la struttura, la macchina amministrativa ad essere più efficiente nell'interfac-cia, nella relazione con i cittadini. E' questo l'obiettivo di lungo periodo che si pone l'Amministrazione, è questo l'obiettivo che, per singoli passi, per passi successivi, anche in questo segmento amministrativo che ci troviamo a valutare, l'Amministra-zione si è data e sta piano piano perseguendo. Lo è sul versante dei servizi che riguardano il cittadino per le attivi-tà di sostegno, per esempio, alla strutturazione scolastica, alla gestione degli asili nido, alla gestione della viabilità nel suo complesso, alle iniziati-ve che hanno riguardato il Bicentenario, sulle quali mi voglio fermare solo un attimo per dare il taglio ed il senso di quello che deve essere percepi-to: non un rapporto dare-avere di natura squisitamente contabile. L'investimento in cultura che ha visto in questo periodo il Bicente-nario non può essere inteso, non può dare frutti esattamente come lo si può percepire per l'investimento in un'opera pubblica; non c'è materialità nell'investimento in cultura. C'è un investimento di lungo periodo che va ad uno strato molto più profondo di quella che è l'assistenza per i bisogni primari, che evidentemente deve essere fatta sotto altro profilo. Noi non possiamo cogliere un rapporto diretto di dare-avere quando poniamo - e noi del centrosinistra l'abbiamo fatto - come tema principale lo sviluppo di un filone che riguarda la cultura, di un tema che riguarda la cultura, anche con le manifestazioni per il Bicentenario. Quindi nessun approccio conta-bile e ragionieristico in relazione al tema ed alle attività della cultura, al-trimenti saremmo fuori da quella che effettivamente è la politica per il set-tore cultura. Capisco che gli impegni hanno un costo e capisco anche che il co-sto è stato rilevante e significativo, ed evidentemente non ne avremo un ritorno materiale, concreto, visibile; ma chi si propone di sviluppare que-sto tema non deve avere come punto di riferimento il riscontro immediato di determinati obiettivi. Chiudo con una riflessione che riguarda una serie di problemi che ci sono e che dobbiamo porci, che riguardano l'approccio più strettamente di bilancio. Una serie di spese ed una serie di costi di cui questa Ammini-strazione si deve onerare, che si deve accollare, trovano una copertura con una sempre crescente difficoltà, anche alla luce di una serie di impe-gni di spesa rispetto ai quali l'Amministrazione non si può sottrarre. Da questo punto di vista io ritengo opportuno, sempre in sede poli-tica e facendo salva la valutazione sugli equilibri di bilancio, rivalutare, ri-approfondire - lo potrà fare bene Federico Pace, anche per il fatto che approccia a questa materia in modo assolutamente scevro, essendo stato incaricato da poco -, reperire gli strumenti che, non colpendo le fasce più basse, possano dare maggiore stabilità, ma anche l'agio di un maggiore investimento sul versante della politica, liberando il bilancio dalle spese fisse che in questo momento lo ingessano (e sono numerose) e non con-sentono all'Amministrazione di dispiegare l'attività amministrativa che tutti quanti noi vorremmo in modo sempre più efficace e concreto. PRESIDENTE Grazie. La parola al collega Campagna. CAMPAGNA Grazie, Presidente. Ad essere sincero, dopo il fuoco di fila dell'ulti-ma fila è difficile riprendere la sostanza delle questioni, perché mi pare che sino ad ora, tranne in alcuni puntuali passaggi dei colleghi di maggio-ranza, sia completamente mancato in quest'aula un dibattito sulla sostan-za del provvedimento che andiamo ad approvare. C'è stata una lunga dissertazione sul mancato rispetto, o sul pre-sunto mancato rispetto, di norme di legge, di norme regolamentari, sui ri-tardi e quant'altro, ma ben poco è stato detto sulla sostanza delle cose. Capiamoci, non che io non eccepisca i ritardi che si sono verificati, ma ne abbiamo già parlato; anche in Conferenza dei presidenti di gruppo sono stati assunti alcuni impegni da parte dell'Amministrazione. Non che io non abbia criticato, censurato l'atteggiamento dell'Amministrazione per quanto riguarda l'approvazione dei bilanci ACTA; ho sempre ritenuto che, nel momento in cui si va ad innovare una prassi consolidata - che poi è una prassi fino ad un certo punto, dal momento che trova comunque fon-damento in alcune norme, quanto meno nello Statuto dell'Ente -, bisogne-rebbe avere l'accortezza, a monte, di uniformare proprio il quadro norma-tivo di riferimento nel suo complesso, perché se lo Statuto dell'Azienda comprende tra gli atti fondamentali - e quindi rinvia all'approvazione del Consiglio - i bilanci preventivi e consuntivi, non riesco a capire perché il preventivo arriva in Consiglio allegato al bilancio di previsione dell'Ente ed il consuntivo viene approvato direttamente dalla Giunta, con un deficit di comunicazione e di trasparenza nei confronti del Consiglio che si traduce in una grave compromissione o compressione delle potestà consiliari. Io mi auguro, e qui l'Anci è ottimamente rappresentata a livello di vertici, che in sede di approvazione del nuovo Testo Unico ci sia una forte ripresa anche delle potestà consiliari rispetto a quelle dell'organo esecuti-vo. Al di là di queste censure, di queste osservazioni, nella sostanza qual è l'influenza che queste questioni possono avere? Ritengo assolu-tamente nessuna. Abbiamo letto, leggiamo, l'Assessore ci ha riferito, ce lo ha detto anche in Commissione; abbiamo approvato nella seduta scorsa ben 6 delibere di riconoscimento di debiti fuori bilancio, tutte regolarmente coperte di risorse, coperte con fondi provenienti dalla Commissione di Li-quidazione o con fondi di bilancio, per cui, in ogni caso, non c'è nessun elemento, ad oggi, che possa inficiare gli equilibri di bilancio dell'Ente. Questo è un dato sostanziale, sul quale nessuno può discutere e che personalmente mi mette tranquillo. Sono ancora più tranquillo dal momento che si è pervenuti a questo risultato finanziario (e devo dare atto all'ottimo assessore Lepore di esse-re riuscito a barcamenarsi in questi due anni) nonostante i tagli, di cui ab-biamo più volte parlato, e nonostante la necessità per l'Ente di rispettare il Patto di Stabilità interno. Anche questo, altro elemento sostanziale che si rileva dagli atti, è a tutt'oggi rispettato. Nella relazione - l'Assessore lo ha anche riferito - si dice che nel quarto trimestre probabilmente dovranno essere limitate le erogazioni del-l'Ente, ma è un fatto che ormai è diventato fisiologico, purtroppo, quando le risorse da impiegare sulla spesa corrente sono sempre di meno; quin-di, fatti sostanziali: gli equilibri rispettati, il rispetto del Patto di Stabilità. Il ripianamento del bilancio dell'ACTA. Vorrei far notare ai colleghi che hanno attentamente letto lo Statuto dell'ACTA per rilevare la incom-petenza della Giunta ad approvare il Bilancio consuntivo che l'articolo 38, comma 7, punto 3, prevede: "Nell'ipotesi di disavanzo di esercizio dovuto a cause eccezionali - come quelle che si sono verificate nel corso del 2005 - si provvede alla sua copertura con il fondo di riserva, ed in caso di insufficienza di questo con il rinvio della perdita agli esercizi successivi". E' previsto nello stesso Statuto dell'Ente; la via adottata dall'Amministra-zione è già prevista nello Statuto, quindi dov'è il problema? Cosa cambia, ai fini della sussistenza degli equilibri di bilancio, se il Bilancio consuntivo dell'ACTA lo approva la Giunta, il Consiglio o il dirigente competente del settore? Ferme restando tutte le valutazioni e le critiche che ho poc'anzi mosso. E' vero anche che nessuno è entrato più di tanto nell'altro aspetto rilevante, importante, della delibera oggi all'esame del Consiglio, che è quello dell'attuazione dei programmi. 60, 12... abbiamo dato un po' di numeri. Io non ho nessun motivo, innanzitutto, di mettere in discussione le certificazioni che provengono dai dirigenti dell'Ente, ai quali va tutto il mio rispetto ed il mio compiacimento per il lavoro che svolgono, pur tra mille difficoltà e pur nella evidente necessità di andare a registrare qual-cosa che, probabilmente, non funziona appieno. Una volta usavamo, in queste occasioni, allegare agli atti le rela-zioni degli assessori di riferimento, ma non mi appassiona più di tanto trovare 80 pagine scritte, come nel caso del Comune di Fasano, o trovare semplicemente 24 schede riassuntive; a me interessa capire a che punto è l'attuazione dei programmi dell'Ente. Stando a quello che si certifica con le schede diciamo che siamo in linea, almeno così traspare da una lettura che potremmo anche dire di superficie; ma bisogna tener conto, a questo proposito, di un altro ele-mento determinante: finché ci sarà l'abitudine di rinviare l'approvazione dei bilanci di previsione degli Enti ai mesi di aprile-maggio, come si verifi-ca ormai da anni, e di conseguenza finché la Giunta non potrà che nel mese di giugno assegnare i PEG ai dirigenti, è chiaro che qualche ritardo, a fine agosto, inizi di settembre, a quando si riferisce la fotografia della si-tuazione, è inevitabile. D'altra parte sono sotto gli occhi di tutti; non ci na-scondiamo dietro il classico prosciutto. I ritardi ci sono su PRU, Bucaletto, Ierace, sul piano del ponte at-trezzato, che prevede l'attivazione delle opere private entro il mese di ot-tobre, anche sullo stesso Nodo complesso del Gallitello, per il quale quel-le schede prevedono che entro il 31 dicembre lo stato di avanzamento dei lavori sarà al 30%. Per non parlare, poi, anche dei ritardi che si registrano sul Piano strutturale, sul Piano strategico, sugli stessi PRUSST, su alcuni interventi POR. Io sono fiducioso, però; confido che negli ultimi mesi del-l'anno ci possa essere - come ci sarà - una ripresa, un'accelerazione di questi interventi, in modo da ricondurre lo stato di attuazione, anche di questi che oggi presentano qualche difficoltà, nel pieno rispetto di quelle che erano le previsioni programmatiche. Ne sono convinto ancora di più perché si è aperta, non ce lo di-mentichiamo, una nuova fase politica, e perché la maggior parte della re-sponsabilità del raggiungimento di questi obiettivi riguarda, guarda caso, proprio gli uomini che l'UDEUR ha ritenuto di mettere in campo in questa circostanza. La vera sfida sarà più in là sotto il profilo politico; la vera sfida ci at-tende nei prossimi 3 anni, ed è questo un punto al quale l'Amministrazio-ne non potrà sottrarsi; non avrebbe avuto senso aprire e chiudere rapi-damente una crisi se non ci fossero delle aspettative, l'aspettativa di una nuova fase di programmazione e l'aspettativa di una nuova fase di indivi-duazione delle priorità che richiede la città per reclamare a pieno titolo il proprio diritto di essere città capoluogo. PRESIDENTE Grazie. Consigliere Napoli, prego. NAPOLI Grazie, Presidente. Io non mi dilungherò molto sulle questioni sol-levate dagli altri consiglieri, per non essere ripetitivo, quindi prendo spun-to dall'ultima parte dell'intervento del consigliere Campagna. Si dà atto che assume la Presidenza il consigliere Lovallo. NAPOLI Prima, però, di farlo vorrei sollecitare l'assessore Pace - egli me lo consentirà - ad usare un pizzico di cautela nel momento in cui, anziché parlare degli equilibri di bilancio e dello stato di attuazione dei programmi, come correttamente invitava a fare il consigliere Campagna, si dilunga in una serie di questioni che attengono alla Finanziaria appena varata dal Consiglio dei Ministri di questo Governo di centrosinistra; e lo invito a da-re una semplice lettura, senza entrare nel dettaglio, di quello che è acca-duto in queste ultime ore; potrebbe servirgli, visto che riveste un ruolo im-portante quale espressione del settore Bilancio e Finanze di questa Am-ministrazione. Il sindaco di Firenze, Dominici (non lo dice Michele Napoli, ma Francesco Verderame, del Corriere della Sera; non la Nuova Basilicata o quotidiani locali, ma un autorevole quotidiano nel panorama nazionale), si è appellato ai ministri Amato, Chiti e Lanzillotta, che è il ministro che cura gli affari regionali: "Parlo con voi perché altri proprio non capiscono". Per non parlare di ciò che ha detto Veltroni, che dà pieno sostegno a Domini-ci, costretto a chiedere d'urgenza, per il 5 prossimo venturo, la convoca-zione di una conferenza che riguarderà l'Anci e l'Upi, proprio per discute-re dei guasti che questa Finanziaria provocherà alle Amministrazioni Co-munali. Anche il responsabile degli Enti Locali della Margherita, Giaco-melli, dice: "E meno male che siete arrivati voi al posto di Tremonti!". Non lo dice il consigliere Napoli; sono alcuni spunti riportati dalla stampa na-zionale. Ma c'è di più. C'è quello che dice Massimo Franco, sempre sul quotidiano poc'anzi citato, che certamente non può essere spacciato per un quotidiano che ha delle simpatie per il centrodestra (voglio ricordare all'Assessore come si è esposto questo quotidiano non molto tempo fa, in vista del rinnovo del Parlamento Italiano), dove si prefigura un periodo di tasse alte e impopolarità, altrimenti i bilanci comunali salteranno; e fa so-prattutto rumore il silenzio dei sindaci dell'Unione, e così via. Detto ciò, utilizziamo - Assessore, lo dico per lei - massima cautela nel momento in cui si fanno certe affermazioni. Ritornando per un attimo al provvedimento che questo Consiglio Comunale si appresta a discutere, o comunque ad approvare, voglio ri-partire da ciò che ha detto il consigliere Campagna, perché ci riporta alla questione che ci riguarda più da vicino, cioè lo stato di attuazione dei programmi. Vediamo cosa è accaduto, Sindaco; non lo dico per la neces-sità di ricorrere ad una polemica - come qualcuno osa dire - strumentale; vediamo ciò che questa Amministrazione Comunale è riuscita a fare nel corso di questo anno. La carenza abitativa, i ritardi di alcuni interventi, su tutti Bucaletto; ritardi sulla riqualificazione di Bucaletto, ritardi su tutta una serie di inter-venti PRUSST e POR che pure erano previsti, ma soprattutto una serie di questioni che hanno riportato all'attenzione della città la necessità di ri-prendere un dialogo che consenta la partecipazione dei cittadini ad alcu-ne scelte strategiche di questa Amministrazione. E' avvenuto che per alcuni interventi di riqualificazione alcune note dei cittadini indirizzate alla Sua Signoria non sono state neppure prese in considerazione; sono stati adottati alcuni provvedimenti, certamente im-portanti, che per i loro effetti necessitavano di un coinvolgimento diretto da parte dei cittadini, che vanno coinvolti non perché sono portatori sol-tanto di bisogni ma perché sono anche portatori di capacità che andreb-bero valorizzate. Questa è una delle vere, grandi pecche della sua Amministrazione; al di là degli interventi discutibili o meno; scelte importanti, decisive, stra-tegiche per il futuro della città vanno assunte non senza aver coinvolto e partecipato le scelte agli stessi cittadini. Soprattutto, Sindaco, dovremmo anche far attenzione, nel momen-to in cui valutiamo l'operato della sua Amministrazione, a quelli che sono i risultati che ci vengono attribuiti a livello nazionale allorquando si parla di qualità della vita; allorché si parla di servizi che la Pubblica Amministra-zione dovrebbe offrire alla sua comunità. Si dà atto che il consigliere Triani riassume la Presidenza. NAPOLI Se noi prendiamo le ultime graduatorie, le ultime classifiche redatte da autorevoli quotidiani che si occupano di queste questioni, vediamo che la posizione della città di Potenza - vale per il traffico, vale per la qualità della vita, vale per tutta un'altra serie di servizi -... credo che la positività che è emersa dagli interventi di alcuni autorevoli esponenti della maggio-ranza andrebbe rivista. Ma ciò che risalta ancora di più è che ci si ostina a portare avanti un'idea di città che non c'è. Abbiamo ascoltato, nel corso di questi due anni, e non può tardi di qualche mese fa, la grande proposta dell'area metropolitana. Sarebbe bene che qualcuno leggesse anche Il Sole 24 ore di qualche giorno fa, dove, con riferimento al Testo Unico degli Enti Locali che questo Governo si appresta a varare, di aree metropolitane si fa cenno soltanto con riferi-mento a Napoli. Altre importanti città del Meridione sono state scartate: Bari, Palermo, Catania, Messina escluse dal cambio organizzativo. Figu-rarci Potenza. Ora cominciamo a discutere di quello che è il progetto della città, e soprattutto dei contenuti che dovrebbero qualificare questo progetto. Allora dico, Sindaco, è necessario cominciare a discutere seria-mente sul progetto-città, e farlo evitando le polemiche sterili, certamente immaginando un sistema innovativo della macchina amministrativa. Si-stema innovativo che è stato a gran voce richiesto dai componenti della Commissione consiliare di cui faccio parte, ma anche dagli altri esponenti dell'opposizione, ed in qualche maniera richiamato anche dal consigliere Campagna nel suo intervento. Una struttura amministrativa degna di questo nome è quella che è certamente capace di innovare, ma senza scavalcare non dico le prassi, ma le norme statutarie e regolamentari. Ha certamente ragione Campa-gna nel momento in cui afferma che la "267" (con riferimento al Bilancio consuntivo dell'ACTA) dice che è possibile la sua approvazione in manie-ra sibillina da parte dell'Ente, senza specificare quale, però poi dimentica di sottolineare che sono lo Statuto comunale e lo Statuto dell'ACTA a de-finire il Bilancio consuntivo (come quello preventivo) un atto fondamentale che rientra nell'esclusiva competenza del Consiglio Comunale. Fermo restando che le interpretazioni possono essere diverse, e fermo restando che, presumibilmente, l'interpretazione che dà il direttore generale possa essere quella corretta, il Sindaco e il direttore generale, e direi anche le forze politiche che sostengono la maggioranza, dovrebbero preoccuparsi di armonizzare le norme, di evitare che alcune norme siano soggette alle interpretazioni più disparate. Armonizzare le norme significa anche garantire regole certe; evita-re equivoci; evitare incomprensioni; evitare, magari, provvedimenti come quello che oggi ci apprestiamo a votare. Mi permetto di dissentire dalla questione di merito evidenziata dal Presidente del Consiglio, che dice: "Che problema c'è sugli equilibri di bi-lancio?". Poi si arriverà alla variazione, agli aggiustamenti di bilancio e così via, quindi tutto rientra nella norma, ma il termine di scadenza è il 30 settembre. Non ci inventiamo la possibilità di utilizzare altri strumenti, altri mezzi per poter parare le falle o - come dire? - risolvere delle questioni che potrebbero avere delle ripercussioni serie sul futuro di questa Ammi-nistrazione. Ritornando per un attimo al progetto-città, quello che a nostro avvi-so manca è il riferimento ai contenuti che bisognerebbe dare allo stesso e sui quali bisognerebbe cominciare a discutere seriamente, senza barri-carci su questa o su quella posizione, perché l'interesse comune è un in-teresse che sta a cuore a tutti; non sta a cuore soltanto alla parte della città da voi rappresentata e meno all'altra parte della città che ha scelto noi come portatori dei propri interessi in questa sede consiliare. Quanto ai contenuti (con riferimento proprio ai ritardi, per i quali pe-rò l'assessore Campagna confida di poter recuperare il tempo perduto), vorrei spendere qualche parola, magari per indicare anche una diversa via, questa volta innovativa, che l'opposizione indica alla maggioranza di governo, ai partiti di centrosinistra; la via è quella di inquadrare in un uni-co contesto tutte le proposte ed i progetti tecnici - potenziali ed in corso - per valutare la loro compatibilità, la coerenza tra loro e con gli obiettivi di crescita di qualità della vita, di direzione che la città intende perseguire, e proprio in ragione di questa valutazione effettuare delle scelte in ordine ad alcune priorità da seguire. E poi verificare la loro compatibilità, la loro fattibilità economica e finanziaria allo scopo di chiarire le disponibilità di finanza pubblica, o anche per immaginare quando ed in che modo impie-gare il capitale privato, attraverso il ricorso allo strumento della sussidia-rietà orizzontale. Questo darebbe anche la possibilità di superare alcuni inconve-nienti, alcuni rinvii, alcune questioni che riguardano degli interventi pur previsti, ma che ancora non trovano concreta realizzazione, così come di fissare i tempi degli interventi, sia per quanto riguarda la parte pubblica che quella privata, perché è inconcepibile, Sindaco, che in ordine agli in-terventi di riqualificazione di Bucaletto (dove si sono spesi fiumi di parole, dove gli scritti ai quotidiani sono stati tanti e tali da abbandonare il vero nocciolo del problema) l'Amministrazione Comunale sia ancora in forte at-tesa. Immaginiamo davvero un progetto-città, Sindaco; un progetto che veda la partecipazione e la condivisione di maggioranza e opposizione. Noi non diciamo che ciò che affermiamo corrisponde al 100% a pura veri-tà; crediamo, però, che chi governa, chi ha delle responsabilità nei con-fronti della collettività, debba avvertire il dovere morale, politico, istituzio-nale di raccogliere i suggerimenti e di avviare, alla luce degli stessi, se ri-tenuti validi, alla luce di un serrato e serio confronto, un dibattito aperto che veda il coinvolgimento delle forze vive della città. Come dicevo all'ini-zio del mio intervento, l'interesse pubblico è un interesse che sta a cuore anche all'opposizione, sebbene qualcuno, sicuramente sbagliando, dica che il nostro atteggiamento è di pura strumentalità, quando invece il no-stro è un atteggiamento certamente concreto, costruttivo, che va nell'inte-resse della comunità che tutti quanti noi rappresentiamo. PRESIDENTE Grazie. La parola al consigliere Speranza. SPERANZA Io credo che un momento come questo, sicuramente importante per la vita della nostra Amministrazione, debba essere vissuto con uno spirito che riconosce il senso sostanziale del provvedimento che andiamo ad esaminare e a votare. Io credo, quindi, che prima di tutto vada affer-mato lo stato di assoluta ordinarietà del provvedimento che è qui in anali-si; provvedimento che tiene dentro due aspetti tra loro senz'altro legati, ma in qualche modo anche analizzabili in fasi e momenti diversi: la salva-guardia degli equilibri di bilancio e lo stato di attuazione dei programmi. Per quanto riguarda gli equilibri di bilancio, io sento di dover espri-mere un sentimento di viva gratitudine a chi ha voluto lavorare affinché il risultato degli equilibri si cogliesse; quindi in primis all'assessore Lepore, nel ringraziarlo per tutto ciò che non solo in questa fase, ma anche nelle fasi precedenti, ha dato alla nostra Amministrazione; al dirigente Laguar-dia ed in ultimo all'assessore Pace, che ha dimostrato sin da subito un'ot-tima capacità di ripiegarsi nel merito, ad approfondire, a studiare, a capire le dinamiche del nostro bilancio. Il rispetto degli equilibri a 244 milioni di euro nella gestione di com-petenza ci dimostra che un percorso positivo su questo terreno è senz'al-tro compiuto. Io credo anche che in maniera positiva vada segnalato il ri-spetto del Patto di Stabilità, con tutte le limitazioni che un provvedimento come questo comporta e con tutte le riflessioni, alcune assolutamente si-gnificative, che possiamo condividere al di là dell'appartenenza ai banchi dell'opposizione o della maggioranza. Le contraddizioni (ne ricordava una particolarmente significativa proprio l'assessore Pace: noi siamo incapaci di inserire in bilancio il milio-ne di euro che abbiamo ottenuto per Bosco Piccolo, siamo incapaci di spenderlo proprio perché supereremmo il Patto di Stabilità) ci fanno capi-re come alcune volte sembra che provvedimenti che arrivano dall'alto non siano portatori di un semplice buon senso di cui, invece, ci sarebbe una straordinaria necessità. Una riflessione voglio farla anche su questa Finanziaria. E' eviden-te che una Finanziaria di 33,4 miliardi è estremamente complessa, diffici-le, che chiama tutto il Paese a dei sacrifici, e senz'altro anche le nostre Amministrazioni Locali. Vorrei premettere che questa Finanziaria, però, non nasce per caso; nasce esattamente perché siamo costretti a rientrare nei parametri europei, da cui una scellerata politica economica ci aveva purtroppo portato lontano. Eppure questa non deve essere una giustifica-zione, e per questo io credo che la nostra Amministrazione Comunale debba stare esattamente al fianco di Dominici e di tutti i Sindaci che pro-prio in queste ore, in questi giorni, stanno cercando di mettere in atto ogni possibile iniziativa affinché nel dibattito parlamentare, ove si discute del contributo agli Enti Locali, questo possa rivestire un ruolo fondamentale. Io credo che la seconda parte di questo provvedimento che votia-mo, sullo stato di attuazione dei programmi, sia probabilmente il cuore, il momento più significativo di questo deliberato, che ci consente una rifles-sione, se possibile, meno tecnica e più politica. Una riflessione più politica io credo debba essere sempre svincola-ta da questioni contingenti, e questione contingente è senz'altro il con-teggio del numero delle pagine di una relazione. Io starei alla sostanza, che è il nostro giudizio; un giudizio che può essere diverso, sul quale ci si può confrontare, ma che senz'altro deve avere un respiro, deve avere una capacità di leggere le dinamiche. Il nostro è un giudizio che guarda positivamente a quello che in quest'anno si è fatto, al cantieramento delle tante opere pubbliche, all'in-vestimento positivo ed utile nell'immagine della città e nella cultura; all'in-vestimento straordinario, che io credo non dobbiamo mai dimenticarci di sottolineare, nelle politiche sociali, in quello sforzo continuativo di rendere ciascuno, tutti, ogni singolo cittadino, realmente protagonista della nostra comunità. Io credo che positivo sia stato anche lo sforzo di credere nella sfida del Bicentenario come momento in cui l'identità di una città si ricon-nette, ripensa se stessa e si reimmagina rispetto alle dinamiche del futu-ro. E proprio questa lettura e questo giudizio positivo di quello che l'Amministrazione sta facendo mi fa ricollegare a quello spirito positivo che io apprezzo, che perveniva dall'ultimo intervento del collega Napoli, e cioè ad uno sforzo ancora superiore che tutti insieme dobbiamo fare; uno sforzo nella necessità di un'analisi ancora più puntuale dello stato com-plessivo dell'attuazione del programma, così come uno sforzo ancora più puntuale deve essere fatto per il rispetto dei tempi e delle procedure, e se vi sono ritardi - e da qualche parte vi sono dei ritardi, non dobbiamo avere paura di dirlo chiaramente, e il caso di Bucaletto sta esattamente in que-sta lettura - dobbiamo avere la forza, io credo, a partire da questa sede, che è il Consiglio Comunale, e a partire da un rapporto positivo possibile anche tra maggioranza ed opposizione (ed in questo senso mi sembra particolarmente significativo l'intervento di Michele Napoli), di ripiegarci insieme, perché la città che verrà, la nostra città di Potenza, sta esatta-mente nella nostra capacità di immaginarla e di costruirla insieme quoti-dianamente. Per queste motivazioni, e con uno spirito assolutamente aperto e positivo, il gruppo dei DS esprime il proprio voto favorevole al provvedi-mento in esame. PRESIDENTE Grazie. La parola al collega Galante. GALANTE Grazie, signor Presidente. Mi sembra che dall'esito di questo dibat-tito emergano cose molto interessanti che rendono giustizia, alla fine, ad un dibattito che è stato pieno di spunti stimolanti che non possono trovar-ci insensibili. In particolare, io penso che se si chiede rispetto per una maggio-ranza che io ritengo molto qualificata, la stessa maggioranza deve saper offrire rispetto ad un'opposizione che ha gli stessi requisiti. Se si chiede attenzione bisogna saper offrire attenzione. Ora, io credo che le indicazioni che alcuni consiglieri ci hanno forni-to stamattina siano indicazioni che potranno, nel futuro, migliorare la qua-lità e la capacità di un'Amministrazione di esprimere in maniera concreta gli importanti risultati che sono stati raggiunti. Io non credo, a differenza di Roberto, al canone della ordinarietà di questo provvedimento, a meno che per ordinarietà non si intenda un fatto previsto nella norma, e pertanto non eccezionale. Però questa è anche la sede dove un'azione amministrativa viene nella sostanza verificata. Si guarda agli obiettivi che ci si era prefissi nella fase di approvazione dei bi-lanci di previsione e si vede come oggi, in questo lasso di tempo, questi obiettivi sono stati raggiunti. Mi sembra intelligente la provocazione - ecco perché ritengo che meriti rispetto - di riuscire noi, come Amministrazione, a fornire nel pros-simo futuro dati che maggiormente rendano giustizia di quello che si è fat-to, perché essenzialmente è un interesse nostro che ciò accada; perché se non si fosse fatto nulla avrei capito la necessità di essere fumosi e su-perficiali, ma siccome si è fatto molto abbiamo la necessità, per affermare i buoni risultati portati in campo, di avere una leggibilità, una trasparenza che dia giustizia all'azione dell'Amministrazione. Oggi i resoconti che ci arrivano dalle Unità di Direzione, le schede, probabilmente, non danno giustizia del tanto lavoro fatto in questo anno finanziario; per cui io credo che la provocazione messa in campo da al-cuni consiglieri dell'opposizione sia una provocazione che, se praticata con la dovuta attenzione negli strumenti, permetterà a questa Ammini-strazione di cogliere ulteriori e migliori risultati, quanto meno nella comu-nicazione. E' cosa non di poco conto questa, perché rendere conto non solo al Consiglio ma all'intera città delle cose fatte bene - e sono tantissime -, ha ragione chi ci ascolta dai banchi dell'opposizione, mette noi tutti, come maggioranza, nella condizione di dire che ciò che abbiamo fatto non l'ab-biamo fatto per fideistica ostinazione ma per un "laico convincimento", nel senso che abbiamo creduto nei ragionamenti, abbiamo creduto nei per-corsi, abbiamo governato i percorsi di sviluppo che in tutti i campi, dalla cultura al sociale, dai lavori pubblici allo sport, sono stati messi in campo in questo ultimo anno. Io mi lamento soltanto di un fatto: che certe volte l'opposizione, su questi temi, resta attaccata al dato formale e solo con l'avvocato Napoli poi, in fondo, ci ha dato una serie di riflessioni di merito che probabilmen-te avrebbero ancor di più stimolato il ragionamento su questi fatti, fermo restando che la presentazione del ragionamento fatto dall'avvocato Pe-trullo mi vede assolutamente condividere le provocazioni, perché ritengo che quelle provocazioni, custodite e messe in campo, siano in grado di offrire a noi tutti come maggioranza, in maniera probabilmente più leggibi-le, gli importanti risultati che questa Amministrazione ha conseguito. E' ovvio che ci sono momenti di arretramento. Bucaletto, come è stato più volte richiamato, è una di quelle spine nel fianco che, nonostan-te l'impegno... Perché non è mancato l'impegno a questa Amministrazio-ne; l'impegno è stato totale, si sono spese risorse non solo economiche ma anche intellettuali, perché a Bucaletto si vuole con forza dare una ri-sposta perché rappresenta un momento di crisi della nostra società citta-dina. Non è che non si è cercata la soluzione o che non si voglia la solu-zione. Si sono messi in campo strumenti importanti per riuscire a dare una casa decorosa ai nostri concittadini, ormai generazioni, che non co-noscono il senso di un tetto fatto in calcestruzzo, in cemento e in tavello-ni, gente che è cresciuta e vissuta in condizioni di precarietà assoluta. Noi siamo convinti che l'Amministrazione si è spesa con determi-nazione su questo tema, come si sta spendendo con determinazione per dare un volto nuovo a questa città. Mi piace anche ricordare, in questo contesto, la continuità ammini-strativa, la capacità di chi ha recuperato i fondi e di chi oggi, con la sua progettualità aggiuntiva, li sta spendendo. Noi consegneremo, nel 2009, una città trasformata nella sua fisio-nomia. La quantità di lavori pubblici che sono in essere e quelli che nel prosieguo arriveranno definiranno una città completamente diversa da quella che oggi stiamo vivendo. L'impegno nel sociale, una di quelle poche voci dove l'Amministra-zione, senza doversi preoccupare di superare i limiti del Patto di Stabilità, ha potuto spendere milioni di euro per la prima volta - credo che siamo arrivati a 4 milioni e mezzo di euro nell'ambito del sociale -, è il segno di un'attenzione forte a delle problematiche serie. Io credo che il confronto debba essere questo, fermo restando che sono di questo avviso - e riprendo un passaggio del pensiero che ci ha of-ferto anche il consigliere Campagna -: sbagliare è umanissimo per tutti noi, perseverare è diabolico; la vicenda dei bilanci ACTA è una vicenda di cui ci siamo occupati l'anno scorso e sapevamo di aver ragione, e sapeva il Consiglio Comunale di aver ragione. Che questa vicenda si riproponga quest'anno non lo concepisco, non mi sembra corretto, non mi sembra ri-spettoso di quel rispetto che noi chiediamo e che nello stesso tempo dobbiamo offrire agli altri; ma tutto questo non è in grado, comunque, di inficiare un ragionamento molto più ampio che è fatto di risultati, non di formalismi, ma di risultati. Io credo che il rispetto dovuto a noi tutti come consiglieri imporrà, in termini e in tempi brevissimi, che questo documento approdi necessaria-mente, come avvenne l'anno scorso, anche se in ritardo, nella competen-te Commissione comunale. Questo perché è un atto dovuto e perché il nostro Regolamento, il nostro Statuto, la nostra carta fondamentale lo prevede, e pertanto è giusto che ciò accada e si faccia in tempi brevi. Di-co, però, che tutto questo non inficia il risultato di quell'equilibrio di bilan-cio accompagnato a quella verifica degli obiettivi che l'Amministrazione si era prefissa in fase di approvazione del bilancio di previsione e che riten-go abbia naturalmente centrato - ripeto - non per fideistica ostinazione ma per convincimento radicale, nel senso che gli obiettivi sono stati raggiunti, e quelli che non sono stati raggiunti, perché situazioni diverse hanno in qualche modo ostacolato, reso difficile l'azione amministrativa, potranno essere raggiunti in un futuro prossimo. E' chiaro che la questione dei 4 miliardi e mezzo di tagli agli Enti pubblici, signor Sindaco, e di trasferimenti, è una questione seria e delica-ta. Convengo con Speranza, però. Una Finanziaria "lacrime e sangue" non viene perché piace al Presidente del Consiglio, ma probabilmente viene perché qualche cosa, forse, non è andata al meglio in chi ci ha pre-ceduto, in chi ha amministrato la nostra nazione negli ultimi 5 anni. Ciò, però, non ci deve portare a dire che siamo costretti e tagliamo agli Enti pubblici "senza se e senza ma". Credo che una revisione che guardi non tanto ai tagli, ma alle politiche di equilibrio sia forse una cosa un po' più giusta, nel senso che, lì dove le Amministrazioni hanno una propria capa-cità di spesa e hanno fondi, devono essere messe nelle condizioni di po-terli spendere, perché mi sembra assurdo che un milione di euro da spendere per la frana di Bosco piccolo stazioni nelle casse dell'ente sen-za poter avere la sua naturale destinazione. Il nostro compito è quello di spendere per servizi, non di fare utili di bilancio. Io credo che la ormai prossima riunione congiunta dell'Anci e del-l'Associazione Nazionale delle Province inevitabilmente debba mettere sul tavolo questi temi, che sono i temi dello sviluppo, perché ogni lira, o-gni euro speso da queste Amministrazioni, dalla nostra Amministrazione, dagli enti pubblici territoriali, sono soldi che ritornano ai contribuenti, ai cit-tadini, in termini di servizi, in termini di qualità della vita, in termini di mi-glioramento complessivo delle condizioni delle nostre collettività. Il messaggio che va mandato a chi oggi ritiene, con politiche di tagli ulteriori, di poter risolvere il problema dei conti pubblici nella nostra na-zione è un messaggio di forte revisione di un atteggiamento così radicale. Noi non possiamo chiedere ai nostri cittadini ulteriori sacrifici, che pure in questa Finanziaria vengono richiesti, se non siamo in grado di of-frire dei miglioramenti alla qualità della vita dei nostri concittadini. Io credo che lo sforzo debba essere questo, uno sforzo diretto a migliorare la qualità della vita ai nostri cittadini, a dare alla nostra città una fruibilità migliore, renderla veramente fino in fondo città capoluogo. Un'ultima considerazione. Credo che questi due anni abbiamo dato a noi tutti la possibilità di apprezzare un modo diverso di far sentire a questa regione che c'è una città capoluogo. Credo che la cultura sia stato uno strumento che alcune volte ha saputo cogliere risultati importanti sotto questo profilo. Spendere in cultura può, in alcune occasioni, in condizioni di ristret-tezza, sembrare qualcosa di eccessivo, ma il ritorno - come diceva Lic-cione - è tale e tanto, anche se immateriale, che la potenzialità di accre-scimento di noi tutti, della nostra collettività, potrà in termini di prospettiva portare ulteriori benefici che non sono immediatamente immaginabili. Io penso che bisogna insistere nel qualificare la nostra città anche come riferimento culturale della nostra piccola regione, con i sacrifici che comporta, perché immaginiamo tutti che una grande mostra, una grande manifestazione fatta a Milano, fatta a Vienna o fatta a Berlino, con bacini di utenza enormi, abbiano un maggior ritorno, anche sotto il profilo eco-nomico, della possibilità di recuperare nei costi. La sfida è farle nei piccoli centri del Mezzogiorno, la sfida è mettere le sinergie di un ragionamento che sia capace, comunque, attraverso la cultura, di fare sviluppo e fare migliorare anche in termini di disponibilità. E' questo lo sforzo. Ci auguriamo che nel prossimo bilancio ci siano ulteriori risorse da poter spendere in questo settore, coniugandole con le Unità di Direzione legate al commercio, migliorando la capacità di fare ospitalità nella nostra città, cioè mettendo in campo tutti quei circuiti virtuosi che in qualche mi-sura sapranno offrire a questa collettività la necessaria ricaduta che noi tutti ci aspettiamo. Io, con questo, ho finito e comunico il voto favorevole al provvedi-mento della "Margherita Democrazia e Libertà". PRESIDENTE Grazie. La parola all'amico Lepore. LEPORE Grazie Presidente. Ho chiesto di parlare per ultimo perché non vedevo l'ora di ringra-ziare l'Assessore al Bilancio per avermi nominato "una volta e tre quarti" nella sua relazione. Grazie assessore Pace. Questo certamente non mi impedisce di ringraziare alcuni amici della Margherita: grazie Antonio; Paolo, sei stato una persona perbene e la disciplina di partito che distin-gue alcuni amici della Margherita mi ha fatto sentire sereno anche quan-do i problemi erano fondamentalmente assai gravosi, perché parlavamo di problemi di liquidità di cassa, parlavamo di come aggredire la riscos-sione dei crediti. Ma per questo, caro Sindaco, siccome ti ho conosciuto come una persona perbene, estremamente intelligente, anche all'interno della Giunta, così come hai fatto con noi, farai scuola anche di stile e di politica. Grazie ad alcuni amici dei DS, grazie a Pompeo Laguardia, che è stato il pilastro di questa mia esperienza per due anni. Ma ahimè, sicco-me è difficile parlare di necrologia e di trigesimi, gradirei, avrei gradito, per la verità, che questa mattina ci fosse un'elencazione delle cose fatte, fatte bene, fatte male... Sindaco Santarsiero, abbiamo fatto "l'ira di Dio" in questi due anni, anche se qualcuno fa finta di non ricordarlo. Io, questa mattina, non posso parlare della delibera oggetto della nostra conversazione (per un fatto di stile, capite bene), ma certamente non mi sottraggo al ringraziare tutti quelli che hanno collaborato con la struttura, persone perbene - l'ho detto quando sono sceso a fare il pas-saggio di consegne all'assessore Pace -, persone che studiano la mate-ria, persone con le quali è necessario anche incontrarsi e scontrarsi per la risoluzione dei problemi; ma dico all'amico Pompeo Laguardia: "Non ti preoccupare, perché, per come il Parlamento sta approvando la Finanzia-ria, avrai sicuramente trovato la risoluzione a tutti i problemi che afferi-scono... da dopodomani in poi. Per questo stai tranquillo". Proprio perché, caro sindaco Santarsiero (questa è una novità di questa seconda parte della legislatura, e nessuno me ne voglia), c'è un'a-ria nuova nel fare politica, capisco perché il mio partito ha scelto di chie-derti l'Assessorato all'Urbanistica e in virtù di quell'aria nuova il mio partito ti abbia chiesto l'Assessorato al verde, all'aria pulita, agli alberi e a quan-t'altro. In questo, nulla di personale. Ho chiesto, però, di non essere im-brigliato in una politica che, se dovesse vedermi d'accordo su provvedi-menti alla cui risoluzione sicuramente l'UDEUR comparteciperà... ma mi aspetto di vedere il nuovo modo di fare politica del Presidente del Consi-glio, mi aspetto il nuovo modo di fare politica dell'Assessore all'Urbanisti-ca e dell'Assessore al Verde Pubblico, e quando cito questi cari e fraterni amici certamente mi riferisco alla Giunta intera. Ti do un dato che tu intel-ligentemente - come hai dimostrato di fare in questi anni - valuterai, per cui, se qualcuno pensa di venire a portare provvedimenti che non abbia-no la tipicità di un nuovo corso nel fare politica, io non so che cosa suc-cederà. Ma di questo parleremo nelle sedi opportune. Dico che abbiamo problemi, cari amici; è inutile che ci nascondia-mo dietro un dito, perché vorrò vedere come il Consiglio Comunale parle-rà, caro sindaco Santarsiero, e tu hai sprecato quintali di telefonate quan-do ti venivo ad "esaurire", per non dire altro, dicendo: "Vediamo di recu-perare crediti che sono ancora alla portata di tutti"... C'è una Regione che, se non fosse per il tuo rapporto di amicizia, non funziona, che can-cella la politica attiva della tua città vanificando il tuo sforzo, perché a qualcuno, probabilmente, non "scende" bene il modo di risolvere e di ag-gredire i problemi politici. Ma questo esula da alcuni compartimenti, come qualcuno vorrebbe far venire fuori, essendo tu ingegnere ed essendo io commercialista. Amici, togliamoci fuori da tutta una serie di circostanze, io avevo già augurato buon lavoro all'assessore Pace, perché di tanto lavoro si tratta, però dico: come fa un professionista come me, che esercita, caro assessore Pace, la professione di commercialista, nello svolgimento della sua attività professionale, a dire che il decreto Bersani è la cosa che ri-solve i problemi del mondo? E a venire in Consiglio Comunale e poi ritor-nare allo studio e a dire che questo Governo - non me ne vogliano alcuni amici di sinistra o di centro - in realtà mette le attività professionali ai piedi di Pilato, per non essere volgari? Quando si viene in Consiglio Comunale (che è il consesso più tan-gibile dove pure è necessario fare politica) le due cose devono essere scisse? Non riesco ad essere uno, nessuno e centomila e, mentre mi ac-cingo allo svolgimento della mia attività professionale, a dire: "Maledetto questo ministro Bersani" - per tutta una serie di considerazioni che capite -, per poi venire in Consiglio Comunale a dire che la manovra finanziaria è la panacea e la risoluzione di tutti i problemi... Non può essere! E, sic-come la mia dignità mi chiede di rispettare il mio ruolo professionale e poi quello politico - perché non ho mai sovrapposto la politica alla professio-ne, e Santarsiero lo può testimoniare -, allora dico: "Calma, serenità, tranquillità". Stamattina si doveva parlare di riequilibrio di bilancio. E' diffi-cile, assessore Pace, perché probabilmente, ogni qualvolta tornerai a ca-sa, dovrai prendere il Supradyn per evitare che i problemi di questo Co-mune... problemi che ti creano gli amici, perché, fin quando il problema te lo crea un tuo nemico, sii sempre sereno e tranquillo! Il problema è quan-do l'ansia viene dagli amici, perché la gente vuole capire, e quindi farai una serie di esami di stato e di abilitazione, ma, vivaddio, tu sei una per-sona intelligente. Chiusa la parentesi dei ringraziamenti? Ah! Ho saltato alcuni amici dell'UDEUR che devo ringraziare. Come, non voglio ringraziare alcuni amici dell'UDEUR? Alcuni amici dell'UDEUR li devo ringraziare. e sicco-me, caro assessore Pace, durante il mio mandato ho collezionato una percentuale "x" di solidarietà, credetemi, io non vedo l'ora di contraccam-biarla; e siccome, come diceva la buonanima di mio padre, ancora deve nascere chi mi deve insegnare il lavoro e il mestiere, ne vedremo, come intuirai, delle belle. Parlo - dicevo prima - dei crediti esigibili. Abbiamo il ministro della Giustizia Clemente Mastella che ti risolverà il problema del Tribunale. 14 milioni di euro che hai sulla testa! Avevi l'Assessore Regionale ai Traspor-ti, il Popolare, l'amico Restaino, che tutte le volte che è stato da me inter-pellato ha fatto sempre finta di "mandarmi oggi per domani", perché lì ci sono altri 2 miliardi di crediti da riscuotere. Oggi però, siccome abbiamo l'assessore Mollica, significa che tutta una serie di azioni che si dovranno mettere in campo certamente dovranno essere messe in campo con un ente interistituzionale, quale la Provincia o la Regione, che collabora be-ne con il Comune. Continuo a ringraziare il tuo Sindaco, perché - lo voglio ribadire -, se non fosse stato per i rapporti, non certo di partito - non sono così stu-pido e sciocco da credere questo - certamente i problemi non si sarebbe-ro risolti. Ahimè, il Bicentenario. Qualcuno, Sindaco, proprio perché vorrà fa-re politica nuova, non ti consentirà più di spendere un milione di euro per il Bicentenario (milione che tu sei andato a prendere dalla Regione), per-ché i problemi della città sono altri, sono molti, sono diversi, e quindi tu ti dovrai accingere a risolvere problemi che non hanno a che fare con la cultura, che pure "portano un consenso", che è quello economico e finan-ziario, cioè afflusso di turisti. Ma siccome tu hai il brutto vizio di non dimo-strare questi dati e siccome non l'hai ancora fatto, ti prego su questo di venire in Consiglio Comunale e di dimostrare i dati. Lo devi avere questo coraggio, non ti devi nascondere, perché, per quanto riguarda il Bicente-nario, anche io e l'assessore Bongiovanni abbiamo approvato quella deli-bera. Quindi ti prego di fare chiarezza su una serie di delibere, di propo-ste di Giunta, che pure abbiamo contribuito, come UDEUR, seppure un po' fibrillanti, ad approvare. Grazie a tutti. PRESIDENTE L'Assessore chiede la parola per la replica, poi daremo la parola al Sindaco. PACE Prima di cedere la parola al Sindaco, ringrazio Lepore per gli auguri di buon lavoro; ma, caro Rocco, il mio, almeno per quest'anno, sarà ve-ramente un lavoro facile perché tutto il lavoro l'hai fatto tu e l'hai fatto be-ne - ne ho dato atto in maniera esplicita -. L'unica cosa che volevo chiari-re era questa: io non ho detto testualmente - vi posso riportare la mia re-lazione letteralmente - che questa Finanziaria risolve i problemi degli Enti Locali. Questa Finanziaria va in una direzione che però - e lo dico tran-quillamente - necessita di alcune questioni importanti come la revisione del Patto di Stabilità e così via. Per cui faccio anche salvezza degli stra-volgimenti e dei miglioramenti dell'iter parlamentare di approvazione. Evi-dentemente c'è stato qualche termine che nella foga di relazionare è sal-tato. Volevo anche chiarire la questione ACTA. La questione ACTA è questa: la Giunta non ha approvato il bilancio consuntivo dell'ACTA, la Giunta ne ha preso atto. La questione sulla competenza ad approvare il consuntivo dell'ACTA è una questione purtroppo, oggi, ancora aperta; è una questione che si dibatte tra diverse interpretazioni, rispetto alle quali il problema della competenza consiliare su una norma statutaria potrebbe essere risolto anche nel senso di una incompetenza, nel momento in cui una norma statutaria va disapplicata quando il novellato articolo 107 del Testo Unico non prevede questi atti come atti di competenza del Consi-glio; oppure, viceversa, con l'interpretazione che veniva suggerita in ma-niera un po' più tecnica e compiuta dai consiglieri. Su tale questione il Segretario generale formalizzerà in maniera scritta, in maniera incontrovertibile, il suo convincimento in merito. I 144 mila euro di disavanzo del consuntivo 2005 non inficiano la delibera degli equilibri di bilancio, tant'è vero che erano previste tre possi-bilità, una di queste era quella della riduzione del patrimonio netto. Lungi da noi prevederla come riduzione del patrimonio netto dell'azienda. Per-ché? Perché oggi l'ACTA - non abbiamo oggi la certezza assoluta che lo sarà domani - non è una società per azioni, per cui il problema si porrà quando e se si arriverà a questa trasformazione, eventualmente valutan-do in quella sede ipotesi di ricapitalizzazione. Questo è tutto, non è un problema di buttare sul mercato una so-cietà sminuita del suo valore patrimoniale al netto. Questo è quanto. PRESIDENTE Prego, Sindaco. SINDACO Grazie, Presidente del Consiglio. Gli equilibri di bilancio ci chiama-no, fondamentalmente, ad un momento di riflessione e verifica sullo stato di attuazione dei nostri programmi; programmi che abbiamo definito noi. Noi stiamo ragionando su tutto quello che qualche mese fa, in sede di approvazione del bilancio, abbiamo approvato, abbiamo definito, e ve-diamo a che punto è l'attuazione di tutto ciò. Quando approvammo il nostro bilancio noi, fondamentalmente, in-dirizzammo la nostra azione amministrativa prevista per quest'anno su due grandi canali, quello della spesa corrente e quello della spesa per gli investimenti. Allora (come è stato successivamente, fino a consentirci oggi di cogliere il risultato di un dato tecnico estremamente positivo) il gran lavo-ro dell'assessore Lepore ci consentì di chiudere il bilancio, in una condi-zione di grandissima difficoltà per effetto di norme, sulle quali tornerò, che erano le norme della Finanziaria che è ancora in essere. Avevamo una spesa corrente che si riduceva - lo ricorderete - di quasi 8-10 milioni di euro, rispetto alle spese di due anni fa e che per il 50% era investita da somme non comprimibili tra sport e rifiuti, e che quindi riservava al restante 50% una massa di abbattimento percentuale poderosa, che arrivava anche all'80%, in alcuni casi; poi avevamo il bloc-co degli investimenti, che avevamo definito in un piano triennale da noi approvato e discusso lungamente, prima ancora che qui, in Commissio-ne. Questo per dire una cosa: stiamo discutendo di cose nostre, cose che abbiamo deciso noi, che abbiamo valutato, che abbiamo approvato noi. Puntualmente in Consiglio, al di là delle questioni di merito, si ritorna su questioni che, riportate come grandi questioni della nostra città e della nostra comunità, vengono spostate nel relativo atto amministrativo. Sono d'accordo: dobbiamo ragionare del futuro, del Piano strategi-co, del Piano strutturale, di tutta una serie di questioni... però non dimen-tichiamo che cosa stiamo facendo. Dal punto di vista del risultato, prima ancora di entrare nel merito degli oltre 300 obiettivi - tanti sono quelli elencati dai nostri dirigenti ed oggetto, sia pure in maniera sintetica, di una indicazione precisa -... Po-tremmo anche chiedere ad ogni dirigente di redigere un'ampia relazione su ogni obiettivo, così da avere un “malloppo” di oltre mille pagine, che non so se cambierebbe di molto l'obiettivo che abbiamo in una seduta di consiglio di questo tipo. Possiamo porci il problema di rendere più ricca la scheda, e su questo accettiamo sicuramente le sollecitazioni che ci ven-gono soprattutto dagli amici di minoranza, però fondamentalmente ritengo che ciascuno dei 300 obiettivi trova qui una indicazione chiara e precisa di quello che è stato fatto. Faccio l'esempio di Pallareta per dire che, tutto sommato, rispetto all'obiettivo che ci eravamo dati di realizzare l'intervento di sistemazione di quella discarica, è scritto che siamo arrivati alla consegna dei lavori. E' evidente che, fatta la consegna, bisognerà poi eseguirli. Potremmo riempire 10 pagine di relazione, ma abbiamo fatto la consegna. I lavori non sono eseguiti. Si dovranno eseguire. Certo, po-tremmo anche chiedere all'ufficio perché si è perso tempo (forse un paio di mesi) per fare la consegna, però questo è un discorso generale che va visto all'interno dei 300 obiettivi, dove ci sono i punti di crisi del nostro modello organizzativo che necessitano di un approfondimento, oppure punti di crisi legati all'attuazione dei lavori. Pensiamo a quante volte - e ci ritornerò per il caso di Bucaletto - appaltata un'opera, o meglio, aperta la busta ed espletata la gara, passa-no molti mesi per avviare i lavori, perché non arriva la documentazione idonea della ditta. Noi abbiamo due gare dove le ditte sono state indivi-duate a marzo, ad oggi non riceviamo la documentazione, non possiamo definire il contratto, non possiamo avviare le procedure, non possiamo appaltare. E' chiaro che in questi due casi è facile puntare il dito, se non si chiarisce bene il quadro, e dire: "I lavori a Rione Lucania non partono. C'era stato l'impegno dell'Amministrazione a farli a maggio-giugno, e però non partono, e quindi il Sindaco è incapace, ci sono ritardi..." ed altro. Semplicemente la ditta, ad oggi, non ha presentato i documenti. Sarebbe bello sentirsi dire: "Caro Sindaco, caccia quella ditta!", cosa che stiamo cercando di fare, scadute tutte una serie di tempistiche, come soprattutto gli avvocati sanno bene, per ricondurla alle proprie responsabilità; dopo di che passiamo alla seconda. Quindi, al di là del merito specifico di ciascuno dei 300 obiettivi, che possiamo sicuramente rendere più approfonditi ed altro, a me interessa evidenziare una cosa in questo bilancio - e mi riferisco al dato internet cui ha fatto riferimento il nostro collega Petrullo -: ben venga il confronto, pe-rò avrei preferito, caro avvocato, che, in questa analisi, la verifica sugli 8.000 Comuni del nostro Paese avesse interessato quanti di questi Co-muni riescono a rispettare il Patto di Stabilità, che è l'obiettivo di fondo in un momento come questo, l'elemento essenziale. Per tutto il resto, possiamo trovare, tra i 300 obiettivi, 10-20-30-40 su cui puntare il dito, però cerchiamo di comprendere le grandi questioni. In Italia, oggi, i Comuni hanno un grande problema: rispettare il Patto di Stabilità; noi abbiamo avuto una Finanziaria che ci ha posto tre tetti di spesa, il tetto di spesa sulla spesa corrente, drammatico - come vi ho det-to poc'anzi -, il tetto di spesa sul personale, che ci determina altre pro-blematiche e il tetto di spesa, addirittura, sugli investimenti. Rocco, ricordi che addirittura non potevamo spendere i soldi che avevamo? In Italia il 50% dei Comuni non rispetta uno di questi tre vincoli e quindi è fuori dal Patto di Stabilità, con grandissime difficoltà. Essere fuori dal Patto di Sta-bilità significa non poter accedere a tutta una serie di atti amministrativi importanti: mutui o risorse che arrivano dal Ministero o altro. Noi siamo all'interno del Patto di Stabilità. Operiamo nel rispetto di una norma estremamente vincolante, che ci apre il discorso sulla Finan-ziaria. In questo momento, sulla Finanziaria noi siamo sulle posizioni di Domimici, vivaddio Dominici mantiene la posizione dell'anno scorso! Il problema non è la posizione di Dominici, che non è cambiata; è la posi-zione - consentitemi di dirlo con grande franchezza - di quelle persone, nell'Anci, del centrodestra che l'anno scorso difendevano Berlusconi, fino al punto di arrivare quasi a spaccare l'Anci nazionale. Dominici fa bene, e lo facciamo anche noi, lo dicono anche il Sin-daco ed il Consiglio Comunale di Potenza che questa è una Finanziaria che non va bene, così come è stata impostata, per il Comune, e scende-remo in piazza se questa Finanziaria dovesse restare così. Ma il problema della Finanziaria non è nemmeno in termini di tra-sferimento di risorse. Se c'è veramente una situazione di crisi nel nostro Paese, economica, dobbiamo contribuire tutti. Lo dicevamo anche l'anno scorso che eravamo disponibili. Il problema è l'approccio al ruolo del Comune, il riconoscimento di alcune nostre specificità ed autonomie che purtroppo non ci vengono ri-conosciute. Continuare ad avere una Finanziaria tarata non sui saldi di bi-lancio ma sui tetti di spesa significa avere una Finanziaria che non riesce a comprendere un dato costituzionale, che è quello del titolo V, che ab-biamo modificato con un referendum nel nostro Paese. E' questa la prima cosa che stiamo cercando di chiedere al Governo Prodi, e non è un caso che dopodomani ci sarà un consiglio nazionale al quale saremo presenti sia io che il presidente del consiglio Tonino Triani, essendo noi membri di quel consiglio e ritenendo - ne abbiamo parlato insieme - che quella di dopodomani sarà un'assemblea determinante per il futuro degli Enti Loca-li del nostro Paese, perché, al di là delle appartenenze politiche e degli schieramenti, se non cambia il modo di intendere il ruolo e la funzione degli Enti Locali, noi non avremo futuro. Continueremo, in quest'aula, a confrontarci, a dividerci, a spaccarci su mille questioni, ma chiunque sie-derà nei banchi, maggioranza o minoranza, a parti invertite o meno, non risolverà i problemi del nostro Paese. Noi ci aspettiamo, innanzitutto, un'inversione di tendenza da questo Governo, che vengano eliminati tutti i criteri dei tetti e si passi ai saldi. E' una questione di principio. Oggi, se noi ci mettessimo a Piazza Prefettura a chiedere l'elemo-sina per la città, raccoglieremmo una cifra, qualunque essa sia, che non potremmo portare in bilancio e spendere. E' una follia. Se non cambiano le norme della Finanziaria, il prossimo anno i fondi POR che avremo non li potremo spendere. Noi abbiamo fatto una scelta nello scorso bilancio - Rocco, lo ricorderai -: riportare tutte le risorse europee negli scorsi anni ed avviarne la spesa, perché dovevamo assolutamente evitare questo ri-schio, cosa che siamo riusciti a fare, ma se dovessero arrivare delle co-spicue risorse di fondi europei, non le potremmo spendere. Questa è la prima cosa che chiederemo al Governo: un cambio di tendenza in termini di principio. Dopo di che ci dobbiamo confrontare su altri due temi: le ri-sorse e le politiche. C'è un indirizzo principale, una strada principale: ci devono ricono-scere il ruolo. Poi ci sono i meriti: i meriti delle risorse e i meriti delle poli-tiche. Quando si parla di Enti Locali, quando si parla di trasporti, quando si parla di scuole, è necessario che il confronto avvenga con l'Anci, che non se ne discuta in aula semplicemente. E così per qualsiasi altra que-stione. Mi sembra, quindi, che gli equilibri di bilancio ci dicano innanzitutto questo, nonostante le grandi difficoltà, nonostante il fatto che noi spen-diamo ogni anno 10 milioni di euro per saldare un debito che appartiene alla storia di questa città (non appartiene a nessun politico, appartiene al-la storia complessiva della città, sia chiaro anche questo, l'abbiamo sem-pre detto), frutto, questi 10 milioni di euro, di una razionalizzazione che è stata una delle grandissime azioni che abbiamo fatto in questi due anni con l'emissione degli 80 milioni di euro di BOC, dopo che avevamo sana-to questioni di grave pignoramento che avevamo in atto. Sono questioni che vanno ampiamente riconosciute e dette, come sempre facciamo, e non ci sono dubbi. Quindi, dopo che con gli equilibri di bilancio riusciamo sicuramente, in questa situazione, a cogliere il grande obiettivo di essere tra gli Enti in Italia che rispettano il Patto di Stabilità, possiamo entrare nel merito. Nel merito, francamente, non noto grandissime distorsioni; noto molte situazioni che sicuramente ci richiamano ad una riflessione - lo ab-biamo fatto, lo ribadisco, in terza Commissione in maniera molto franca e serena -, ci pongono un problema di riorganizzazione dei nostri uffici, di una migliore e puntuale organizzazione della nostra struttura burocratica. E' un problema che abbiamo; abbiamo cominciato a “metterci mano”, dobbiamo continuare ad andare avanti. Volendo restare nel merito di altre due questioni, quelle che riguar-dano alcuni obiettivi raggiunti, vorrei semplicemente puntualizzare alcune cose rispetto a ciò che è stato detto e poi chiudere su due questioni che riguardano il Piano strategico ed il Piano strutturale. Vorrei evidenziare che, probabilmente, c'è davvero un difetto di comunicazione, o il Sindaco non riesce mai ad esprimersi, perché su alcune questioni, puntualmente, si danno dei dati e delle informazioni che non riescono ad essere trasferi-ti. Bucaletto. Bucaletto è uno dei grandi drammi della nostra città; lo dobbiamo affrontare in maniera radicale. Mi auguro che il Governo Prodi e gli uomini del centrosinistra nazionale e di questa terra riescano a svi-luppare quell'azione che è necessaria per affrontare le questioni di Buca-letto. A Bucaletto, però, non è vero che non è successo niente in due an-ni. Intanto non abbiamo fatto una delibera di assegnazione. E' vero che abbiamo avuto dei fenomeni di abusivismo, che da qualche mese riu-sciamo anche ad evitare, ed abbiamo anche demolito, finalmente, i pre-fabbricati. Abbiamo ereditato un PRU, un programma di recupero urbano, importante perché ha segnato una procedura amministrativa che ha av-viato il percorso per invertire la tendenza e costruire le case. E' un PRU a cui necessariamente si doveva mettere nuovamente mano per risolvere alcune questioni che nella fase di avvio e di attuazione erano emerse. Abbiamo dovuto fare - Michele, l'abbiamo fatto in questa aula, in maniera tranquilla - una variante urbanistica, abbiamo dovuto ri-vedere alcune questioni progettuali. E abbiamo, per quello che compete al Comune, all'Amministrazione comunale di Potenza, sviluppato tutto ciò che era necessario per realizzare i nostri 35 alloggi popolari (la prima par-te del PRU). Un anno fa in quest'aula, a completamento della procedura, di-cemmo che a settembre saremmo stati in grado - lo abbiamo detto più volte quest'anno - di vedere avviati i lavori delle prime case popolari a Bucaletto. Abbiamo appaltato i 35 alloggi il 2 agosto, ad oggi - ahimè - non ci vengono consegnate polizze, piani operativi sicurezza ecc. per re-digere il contratto ed avviare i lavori. Stiamo sollecitando la ditta che, tra quelle partecipanti, ha vinto la gara, e siamo contenti che sia una ditta lu-cana - è una ditta di Tito -, ma, se non si completa questa procedura, non riusciremo a mettere mano. Stiamo sollecitando, ci auguriamo che in questo mese si possa realizzare. Quindi a Bucaletto siamo lì, abbiamo già esaurito la gara, siamo pronti, in due anni partono le case popolari. Che cosa è successo per la componente del privato, quella per la quale ritenevamo di essere noi in grave ritardo rispetto ad esso? Ricorderete che a Bucaletto abbiamo avu-to la contestazione dei cittadini che evidenziavano che partiva il privato e non partiva il pubblico per cui ci dicevano: "Ci avete cacciato dai prefab-bricati non per fare le case popolari, perché ci prendete in giro, ma per fa-re il piacere ai privati che devono realizzare le case per i loro interessi". E questa era la situazione, perché i privati avevano chiaramente un'accele-rata: la ditta non deve fare la gara d'appalto. Che cosa succede? Succede che una questione interpretativa con l'ANAS in ordine al rispetto delle distanze dei 30 metri dall'autostrada, con riferimento ai piani interrati, ha tenuto bloccata la questione sino ad oggi. Solo 15 giorni fa, in un incontro promosso dallo stesso Sindaco, la que-stione è stata risolta con l'ANAS, che ha confermato alcuni vincoli inter-pretativi molto rigidi. Si stanno definendo le varianti progettuali che do-vrebbero consentire ai privati, appena completata questa fase, di partire anche con la loro parte; quindi il pubblico parte - già abbiamo la ditta, ab-biamo i fondi -, il privato ha questa difficoltà. Rispetto al PRU voglio ricordarvi una cosa, che pure è stata detta. Noi siamo partiti con il PRU diviso in due parti, con una seconda parte che è di 60 alloggi, prevista nell'accordo e nella convenzione fatta con ATER e privati; noi oggi non siamo in grado di realizzare i 60 alloggi semplicemente perché, dall'aggiornamento dei quadri economici, i fondi non risultano bastevoli (diciamo chiaramente le cose, avvocato). Abbiamo presentato il progetto di completamento della prima parte del PRU, cioè i 60 alloggi che si sommano ai 35 (perché la prima parte del PRU è suddi-visa in due sottofasi, rispettivamente di 35 e 60 alloggi); quando abbiamo detto che "si partiva" con Bucaletto, intendevamo realizzare 95 alloggi, invece avevamo fondi solo per 35. Per gli altri 60 l'intero blocco proget-tuale è stato oggetto della proposta che il Comune di Potenza ha candi-dato per il "Contratto di quartiere 2". E speriamo che a Roma ci sia, lad-dove ci sono margini di discrezionalità, la dovuta attenzione; laddove le questioni sono solo tecniche ed amministrative, riteniamo di avere le car-te in regola per competere con tutte le altre parti d'Italia che si sono can-didate per il "Contratto di quartiere 2". In questo momento la situazione di Bucaletto è esattamente que-sta. Si parte con le case popolari, ed abbiamo da riflettere, per il futuro, su come aggredire tutto il resto della questione, che è essenzialmente una questione di tipo economico, perché per il resto, grazie all'azione del-l'Assessorato competente, grazie all'azione del servizio socio-assistenziale, grazie all'azione di alcune strutture di volontariato, credo che a Bucaletto la presenza dell'Amministrazione sia una presenza reale. Personalmente, nell'ultimo mese, sono stato due volte a visionare prefabbricati in condizioni di abuso, a verificare procedure, a fare riunioni in sito, e vi garantisco che oggi la situazione a Bucaletto, rispetto a forme di abuso e a circostanze per cui l'Amministrazione comunale veniva con-siderata marginale rispetto a tutto quello che poteva succedere lì, è sicu-ramente diversa. Tengo a chiarire anche la questione del Nodo complesso. Non vor-rei che il Nodo complesso diventasse anch'esso oggetto di continue ana-lisi e di qualche informazione non precisa. Due mesi fa abbiamo firmato il contratto. La procedura - ribadisco - prevede una fase che, dal momento in cui si individua la ditta, si completa alla firma del contratto. In questo momento i lavori sono cominciati, e sono cominciati nel nostro Autoparco. L'Assessore viene da una riunione per risolvere questioni di spostamenti ed altro. I lavori sono cominciati, e sono cominciati, proprio perché abbiamo bisogno di accelerare, con una consegna parziale perché (siccome per la consegna totale dei lavori sapete bene che bisogna completare gli espro-pri) abbiamo un esproprio che è ancora problematico, che non riusciamo a risolvere in un ambito bonario e che potrebbe portarci ad atti ammini-strativi più forti per venire in possesso del relativo terreno. I lavori al Nodo complesso, quindi, sono cominciati. E' stato citato il ponte attrezzato - lo dico all'amico Campagna -: dobbiamo distinguere la questione che riguarda il piano particolareggiato del privato che deve realizzare l'intervento nella parte superiore dalla rea-lizzazione dell'opera in sé. Il privato è in una fase di contrattazione con l'Amministrazione in ordine alla realizzazione del suo piano. E' proprio un fatto tecnico, si stanno verificando le questioni. In ordine all'opera tengo a dire: due anni fa in aula, in queste settimane, discutevamo di una situa-zione drammatica, i lavori erano al 10% dell'esecuzione e l'autorità di vigi-lanza aveva espresso un parere che annullava la gara del ponte attrezza-to. Era una spada di Damocle drammatica sulla città di Potenza. Quella sentenza dell'autorità di vigilanza, laddove fosse stata con-fermata, avrebbe lasciato un segno nella nostra città chissà per quanto tempo prima di sanare una vicenda amministrativa che si presentava complessa. Abbiamo risolto quel contenzioso, chiarito una serie di questioni, i lavori, oggi, sono quasi completati. Dal 10 al 100%. Il ponte attrezzato si sta completando nel rispetto del progetto che avevamo avuto. La fornace Ierace. Anche lì non c'è uno stato di fermo dell'Ammini-strazione. Abbiamo fatto tutto, stiamo solo aspettando che i privati defini-scano alcune questioni che attengono al consorzio, e partono. E' stato fatto tutto quello che si doveva fare da parte dell'Amministrazione comu-nale. In questo momento il nostro Ufficio Urbanistica è un ufficio che sta rilasciando concessioni edilizie con ritmi assolutamente celeri; in 20 gior-ni-1 mese, le pratiche vengono espletate; anche per i piani particolareg-giati - lo sapete bene, operando nelle Commissioni - le pratiche hanno tempi assolutamente ridotti ed ordinari. Abbiamo sui POR molti cantieri aperti, per i quali, oggettivamente, in alcuni casi, abbiamo dei problemi perché si opera in città: Via Pretoria, Viale Dante, Malvaccaro, Rione Francioso, Poggio Tre Galli, discesa San Giovanni, ex stazione autolinee, Piazza Adriatico; frutto di una program-mazione che abbiamo ereditato, ben fatta, e frutto anche di una capacità di spesa che abbiamo portato in campo. La stazione autolinee utilizza i fi-nanziamenti di 15 mesi fa, già partiti. Discesa San Giovanni utilizza finan-ziamenti di 15 mesi fa, già partiti. Abbiamo appaltato 4 milioni e mezzo di euro sul polo ospedaliero. Gli interventi in città sono complessi, non semplici, risentono della qualità delle ditte che si appaltano, delle sorprese inevitabili che durante la fase di progettazione arrivano. Ritengo che complessivamente stanno andando avanti, con qualche punto di crisi: abbiamo avuto un punto di crisi a Viale Dante perché è stato necessario demolire gli alberi e ciò ha portato ad un confronto con le associazioni di categoria e con i cittadini e ad una variante progettuale. Durante il corso dei lavori è venuta fuori una falda acquifera che interessa alcuni fabbricati e che ha preoccupato, infat-ti ci sono stati sondaggi, verifiche e quant'altro. I lavori sono ripresi rego-larmente e siamo ancora nei limiti dei tempi contrattuali. A Malvaccaro c'è stato un fermo, c'è stata una variante per la quale è stato necessario aspettare 2-3 mesi per avere l'approvazione definitiva da parte della Regione. Ci dobbiamo porre un problema per l'utilizzo dei POR. La dimen-sione dei POR per la città di Potenza è tale che le piccole varianti - lo stiamo chiedendo alla Regione - devono essere attestate alla nostra re-sponsabilità; perché non è un problema di perdita di tempo; è che, per definire la variante, trasferirla alla Regione, analizzarla, definire gli atti amministrativi e farla tornare al Comune, si determina inevitabilmente un percorso che ti fa perdere 2-3 mesi di tempo. E' chiaro che un periodo di 2-3 mesi con lavori fermi in una piazza, in un quartiere della città, deter-mina una condizione di disagio, di preoccupazione, di lamentela. I POR, dunque, ci consentono di cominciare a fare le prime valutazioni anche su come intervenire sulla normativa e snellire le procedure. Anche a Malvac-caro, però, ormai i lavori sono ripresi; addirittura a Macchia Giocoli ab-biamo chiuso a tempo di record. Stazione autolinee: la parte superiore dell'intervento è già chiusa, anche lì è stata chiusa in tempi assolutamen-te brevi. E' evidente, però, che tutto ciò che è necessario fare per muoverci e cogliere obiettivi di maggiore efficienza va fatto, ed io ritengo che avre-mo modo di confrontarci su questi temi, ma sono temi di cui si discute normalmente. Venire a dire che siamo in una realtà amministrativa, di fronte ad una Giunta che allontana la politica, mi sembra eccessivo ed anche irriguardoso del lavoro delle Commissioni, perché (al di là di situa-zioni in cui capita, come viene sottolineato, che non si raggiunga la mag-gioranza) mediamente percepisco un lavoro intenso delle Commissioni, con un'attenzione che qualche volta consideriamo anche eccessiva, dalla parte dell'Esecutivo, su tutte le cose che si fanno. Credo che quella sia una sede dove si entra nel merito, si discute, si verificano le singole que-stioni, si ascoltano i dirigenti, si chiamano anche persone esterne - come spesso succede - a confrontarsi per verificare. Non mi sembra che non ci sia discussione, non ci sia analisi, non ci sia valutazione. Se poi il lavoro delle Commissioni, per avere il crisma della politica, deve essere lavoro del Consiglio, Presidente, trasferiamo tutto in Consiglio. Non c'è assolu-tamente problema. Non ci si sottrae rispetto al confronto su tutte queste questioni e su tutte queste problematiche. Sul Piano strategico e sul Piano strutturale: anche qui, due anni non sono passati inutilmente. Abbiamo messo su un ufficio che non ave-vamo, grazie alla possibilità di avere risorse, non perché prima non si fa-ceva. Io credo che noi dobbiamo smetterla con la storia, che ancora ogni tanto emerge, della continuità e discontinuità - l'ho detto e ribadito più vol-te -. Abbiamo avuto risorse. Uno dei meriti del governo Berlusconi - io l'ho sempre detto - è sta-to quello di essere riuscito ad individuare all'interno dei fondi FAS un ca-nale di finanziamento - credo di averlo detto in quest'aula e credo che sia stato uno degli elementi che durante la campagna elettorale non è emer-so in maniera adeguata per il centrodestra -, area urbana, grazie al quale abbiamo potuto avere risorse, anche per il Piano strategico. E' così che abbiamo realizzato l'Ufficio di Piano, altrimenti il Comune di Potenza dove sarebbe andato a prendere il milione di euro necessario per attivare l'uffi-cio per i 5 anni? La migliore capacità organizzativa avrebbe lasciato sulla carta questa proiezione programmatica. Abbiamo avuto i fondi, li abbiamo utilizzati ed abbiamo messo su un ufficio che da Roma in giù ci viene in-vidiato per la qualità dei professionisti e per le attrezzature che abbiamo. Un ufficio che sul Piano strutturale ha esaurito la prima fase. Sul Piano strutturale, in due anni, abbiamo fatto una cosa non semplice: abbiamo messo insieme 10 Comuni a condividere un'idea ed un percorso ed abbiamo attivato un tavolo che oggi ci consente di avere degli elementi per discutere. Perché non si discute semplicemente perché ci vengono le idee in testa; si discute sulla base di elementi, valutazioni, dati e situazioni che ci consentono di affrontare le questioni. Ed oggi parte la fase del confronto sul Piano strutturale . Domani mattina, in Commissione, il Sindaco verrà per il Piano stra-tegico, che avrà il suo primo momento di confronto con la realtà esterna, con tutti i soggetti che operano sulla nostra città e con l'ausilio del profes-sor Persico, nostro consulente, il giorno 9 alle ore 17.00. Sarà una data storica per la nostra città: parte il confronto per il Piano strategico; parte l'audizione, l'ascolto della società civile per consentire a noi di avere tutti gli elementi e definire le grandi scelte strategiche. Ci siamo muovendo nel pieno rispetto di una normativa nazionale non semplice che mette il Piano strategico al di sopra di tutto, per le grandissime scelte, il Piano strutturale ad un livello inferiore, che resta ancora un piano di grandi scelte che non determina nessun vincolo sul territorio, poi il piano operativo, poi il Rego-lamento urbanistico. Una situazione complessa, oggetto, peraltro, di con-fronto tra gli stessi professionisti. E' nota la posizione di un pezzo, per e-sempio, del mondo dell'architettura rispetto a questo percorso e di un al-tro pezzo che lo ritiene da rivedere, da meglio tarare. Però noi ci stiamo muovendo. La legge è quella, intanto, e la stiamo rispettando. Il Piano strategico parte, e parte dopo aver fatto atti amministrativi e trovato risorse che, nel momento in cui ci siamo insediati, non aveva-mo, non era automatico. Abbiamo bisogno di dare accelerate e risposte. Per esempio, il Re-golamento urbanistico - adesso non vedo Alessandro -, dalla prossima settimana, deve diventare il grande tema di discussione della Commis-sione e poi del Consiglio Comunale. Fino a questo momento noi non abbiamo avuto la proroga per an-dare oltre il 31 dicembre, quindi dobbiamo muoverci verso l'approvazione del Regolamento urbanistico e, se pure arriverà la proroga, dovremo co-munque porci il problema delle aree rurali. C'è chi ritiene - ed è pure emerso in un dibattito franco - che pos-siamo aspettare il Piano strutturale - e può essere una scelta che sicura-mente non determina grandissimi problemi, laddove viene fatta, accettata e condivisa -; l'uno o l'altro percorso (il prolungamento dei tempi o l'anda-re direttamente al Piano strutturale) non risolve il problema delle aree ru-rali, che da noi sono bloccate e per le quali dobbiamo fare delle scelte e confrontarci con la Regione. Quindi quel tema è un tema di grandissima importanza e rilevanza. Fase interlocutoria SINDACO Abbiamo il 31 dicembre, perché all'interno del Regolamento urba-nistico noi abbiamo un pezzo di risposta alle aree rurali; però, se il Rego-lamento urbanistico si blocca o c'è una proroga, noi dovremo estrapolare quel pezzo delle aree rurali e farlo diventare... Però ne discuteremo. E' uno dei grandi temi, non a caso lo sto annunciando. Non è che siamo i più bravi e facciamo le cose migliori. Abbiamo moltissimi limiti e moltissime cose da doversi... No, avvocato, lo dico per-ché, facendo l'elencazione da parte dell'Amministrazione, uno ovviamen-te elenca le cose che fa. Abbiamo la piena consapevolezza che bisogna accelerare, conti-nuare a dare risposte soprattutto sull'ordinario, incalzare istituzioni, am-ministrazioni e Governo nel cercare di dare maggiore attenzione alle amministrazioni comunali, mettere a punto la macchina organizzativa nel modo migliore per consentirci di essere ancora più puntuali e tempestivi nelle risposte che si devono dare e, in questo contesto, cercare di coglie-re gli obiettivi che l'Amministrazione fondamentalmente ha, che sono quelli di migliorare la qualità complessiva della vita di una città, rafforzar-ne i percorsi della grande infrastrutturazione, ma anche del dotarsi e del migliorare gli strumenti attraverso cui una società diventa più innovativa, più rappresentativa, più competitiva. Il tema della cultura non lo affronto nemmeno, ma è un tema di no-tevole rilevanza che probabilmente meriterà qualche seduta specifica, Presidente, affinché si faccia chiarezza rispetto a tutto ciò. Gli equilibri di bilancio sono diventati occasione per una ricognizio-ne ampia di tutte le questioni. Ci aspettano grandi sfide. Questo autunno sarà un autunno importantissimo, un autunno durante il quale avvieremo grandissime riflessioni. Non c'è nessuna aria nuova - lo ribadisco per l'ennesima volta, Rocco - in Giunta. C'è stata una situazione che la volta scorsa, con grande serenità, ho cercato di spiegare, che ha determinato un cambio all'interno dell'Esecutivo. Il lavoro che è stato fatto, soprattutto in alcuni settori delicati come quello del bilancio... ma c'è Piero Bongio-vanni, e devo anche dire che nel settore del personale ci sono state, forse condotte in maniera più silenziosa, ma altrettanto importanti, azioni vigo-rose, come pure importanti sono state le azioni sviluppate dagli altri As-sessori uscenti. C'è semplicemente l'aria di un'Amministrazione che deve affrontare e risolvere i suoi problemi. PRESIDENTE Grazie. Credo che il dibattito si sia svolto in maniera sufficientemente am-pia, proficua, interessante; ritengo si possa mettere in votazione la delibe-ra, se non ci sono dichiarazioni di voto. PETRULLO Ci sono dichiarazioni di voto. PRESIDENTE Il consigliere Petrullo chiede la parola. Prego. PETRULLO Ci devono essere dichiarazioni di voto, perché con questa capacità di interpretare a proprio esclusivo beneficio determinati momenti consiliari per poter dire e mettere di tutto, alla fine il momento della dichiarazione di voto diventa anche un momento di replica. E' un processo democratico. Non sto rimproverando, dico perché voglio fare una dichiarazione di voto. SINDACO Ho risposto. Se non fossi stato tirato in ballo... PETRULLO Ma no. Ho voluto spiegare perché ci vuole una dichiarazione di vo-to: perché ci vuole anche una risposta ad argomenti che forse non dove-vano far parte di questo Consiglio, ma semmai di qualche altro lavoro. Io ho registrato due dati, perché al momento della dichiarazione di voto bisogna anche essere capaci di fare una sintesi di quello che è suc-cesso durante il dibattito. Ho registrato due dati: uno che, secondo me, è negativo, per certi versi avvilente, ed un altro positivo, che mi ha riportato il sorriso sulle labbra. Quello positivo - cominciamo dalle note allegre - è stato l'intervento dell'assessore Lepore, perché è stato bellissimo. Io ho apprezzato come così schiettamente abbia criticato una Finanziaria che in sé e per sé ha degli aspetti molto classisti, quindi condivido assolutamente la sua presa di posizione, ed è bello che una voce del genere venga da chi fa parte politicamente di questa maggioranza; però poi è stato capace anche di lavare non più in casa, ma in piazza, qualche panno sporco, e quindi mi ha reso partecipe di un discorso che, in linea di massima, dovrebbe ve-dermi estraneo. Allora quelle velate minacce: "Vedremo poi se succederà così!"... Fase interlocutoria PETRULLO No, chiedo scusa, io mi riporto a quello che ha detto Liccione: ri-spettiamo le opinioni degli altri. Dice: "Vedremo se saremo capaci...". Io lo sto dicendo in termini positivi. "Vi aspetto al varco", una serie di frasi dette che abbiamo sentito. Questo è l'aspetto positivo ed allegro che ho voluto rimarcare per primo. Poi c'è quello negativo, ma negativo non per me, non per l'opposi-zione, ma negativo per voi. E' vero che Liccione dice: "Bisogna rispettare l'opinione di Pesari-ni", ma, quando questa opinione contiene dei giudizi ingiuriosi nei con-fronti dell'opposizione, io non la rispetto più. Mi permetto di dissentire. Pesarini svilisce un'attività di opposizione che, secondo me, oggi ha vola-to molto alto, pur potendosi fermare, invece, in tante piccole situazioni, quando le attribuisce la caratteristica di cercare di arrampicarsi sugli specchi. Ma allora come la chiami l'attività che avete fatto in molti voi, oggi, se non arrampicarvi sugli specchi? Quando? E ve lo dico subito. Quando avete fatto quello che nel gioco del tressette significa non avere la rispo-sta a colore, cioè essere "piombi". Essere "piombi" significa perdere quel punto, però. Perché bisogna rispondere alle domande che abbiamo po-sto, da Trombetta in poi. Abbiamo posto delle domande. SINDACO Scusi, che significa "essere piombo"? PETRULLO Non avere il seme di risposta rispetto a chi ha dato la carta. Allora, se noi facciamo la domanda e voi, invece di rispondere a quella doman-da, ci dite un'altra cosa, significa "piombo". Il punto è nostro. A tressette è questo, funziona così. Quando, poi, si continua a svilire - e questo è un passaggio dell'in-tervento di Paolo - la posizione dell’opposizione, dicendo che "si attesta sempre su momenti soltanto formali", questa opinione vostra svilisce la vostra capacità, ad oggi, di aver governato in una certa maniera e di po-terlo fare un domani, perché ad una osservazione critica non si può ri-spondere con una autocelebrazione collettiva. Voi mi dovete dire perché non si è rispettata una regola, che oggi avrebbe voluto che succedesse qualche cosa di più, dicendomi che invece siete stati bravi a fare questo, questo e quest'altro. Ma nessuno ve lo nega. Nel momento in cui avete fatto qualcosa di buono, chi mai ve lo ha negato?! L'esigenza primaria che è emersa oggi dall'opposizione è quella di poter contribuire, con voi, a dire che i programmi sono stati attuati, e non ce lo avete consentito in nessuna maniera. E perché? Perché una riunio-ne... I ritardi della Commissione. Non era questo all'oggetto oggi. Non c'e-ra bisogno di rispondere sui lamentati ritardi. Ce ne siamo lamentati la volta scorsa, oggi giustamente non c'erano. Avevamo integrato il termine. Ma dico: una Commissione, una, nella quale dovremmo sapere come sono stati attuati i programmi ed avere le giustificazioni per quello che non è stato fatto, se non è stato fatto. Una. Deserta. Perché? Perché non è venuta la maggioranza. E qual è il momento di conoscenza per noi, per poter contribuire e dire anche noi: "Bravi!"? Perché non dovreste pun-tare ad autocelebrarvi e a dire: "Quanto siamo stati bravi", ma dovreste, per una volta, ambire a sentirvelo dire da noi! E' questa la democrazia che dobbiamo andare cercando, non altra. Allora finiamola con le autocelebrazioni. Lo sappiamo. Quello che è stato fatto è sotto gli occhi di tutti, ma chi ve lo nega?! L'altro passaggio di Liccione: il Bicentenario e quello che si sta fa-cendo per la cultura. Ma perché, noi abbiamo detto qualcosa contro que-sto? Io ricordo un mio intervento nel quale ho detto che questa città ha bisogno, più di tante altre cose, di uno sviluppo dei fenomeni culturali. Ho condiviso questa scelta in tempi non sospetti. Solo qualche volta ho detto: "Va bene, prima di sentire il grande autore di musica, riempiamoci lo sto-maco". Qualche volta ho parlato di priorità, ma non sono andato mai oltre, condividendo una scelta di questo tipo. Il bello è che, come ho detto la volta scorsa, la più forte, la più criti-ca, la più subdola opposizione a questa maggioranza sta nel vostro stes-so seno, perché noi giochiamo sempre e comunque a carte scoperte. Quello che ha detto più o meno subdolamente Lepore, e quello che si è sentito da altri discorsi (per esempio ho sentito dire: "Qui bisogna cercare di trovare i soldi per fare le cose che bisogna fare e non sono sta-te fatte"), non lo abbiamo detto noi. Era facile dire quello. Vi è stato detto dai banchi della maggioranza. Che cosa ho chiesto io oggi? Di fare quello che si deve fare in que-sti momenti, e cioè verificare lo stato di attuazione dei programmi. Lo ab-biamo fatto? No! Avete detto quello che è stato fatto, vi siete autocelebra-ti. Lo sappiamo. E allora io devo tornare per forza, perché abbiamo posto delle domande. In un momento come questo, che è della verifica di attua-zione dei programmi, non posso leggere che una cosa non è stata fatta perché non c'erano fondi. Se proprio me lo volete far leggere, dovete avere il buon gusto di venirmi a spiegare perché. Perché oggi solo questo facciamo qui, non facciamo altro. Quando si legge che la messa in sicurezza delle scuole o degli uffici comunali non è stata fatta, ad oggi, io voglio sapere perché, perché devo darne conto alla cittadinanza, perché sono cose importanti, al di là delle tante cose belle e importanti che avete detto di aver fatto. Quando io leggo che gli arredi delle scuole, che andavano fatti a giugno - e ditemi che non sono cose importanti queste; sono cose essen-ziali - non sono stati fatti per mancanza di fondi, me lo dovete giustificare anche contabilmente e non venirmi a fare discorsi che con la seduta di oggi non c'entrano niente. Scusatemi, ma io, pazientemente, ho sentito di tutto... le ingiurie di Pesarini: "Vi arrampicate sugli specchi". Ma come ti permetti? Noi stiamo facendo un'opposizione seria e di qualità, se vuoi sapere come la penso io, e per un attimo mi autocelebro anche io, cercando di pareggiare i con-ti, perché voi siete molto bravi in questo. Il rispetto per l'opposizione passa da qui. Non dobbiamo rispettare noi le opinioni di Pesarini. Paolo ha parlato un po' del rispetto dell'opposizione, però poi ne ha sminuito l'attività. Aspetti formali. Sono formali gli aspetti di cui sto parlan-do io, che chiedo il conto? Mi tocca chiedere il conto di quello che non è stato fatto!! Ho sentito delle cose che stanno fuori dal cielo e dalla terra. Io ho sentito parlare precisamente - ripeto testualmente - di attestazione di cer-tificazione. Di per sé è un poema, perché o è attestazione o è certifica-zione. Ma dico, al di là del fatto, si certifica e si attesta quello che è suc-cesso, non quello che sarà. Io non posso leggere: "Verranno fatti a novembre e a dicembre", non me lo potete dire! Quella non è una certificazione, è una speranza! Pesarini, è una speranza. Io mi rendo conto che Campagna è fiducioso nel futuro, che lo ve-de roseo, e ci mancherebbe altro. E' stato molto critico in molte cose, pe-rò alla fine deve vedere rosa. Confida, è speranzoso, è fiducioso, ma noi oggi qui non siamo per essere fiduciosi o speranzosi, altrimenti questa riunione sulla verifica dell'attuazione dei programmi non la dobbiamo fare, perché diventa inutile! Il confronto politico su quello che non è stato fatto passava per og-gi. L'avete by-passato, non l'avete voluto fare. Avete pensato che questa era l'occasione per dirvi quanto siete stati bravi. E per certi versi sicura-mente lo siete stati - lo ritorno a dire, e come dire di no? -. Sono apprez-zabilissime tante di quelle cose che sono state fatte, ma non dobbiamo parlare di questo oggi. Dovevamo parlare di quelle cose che non sono state fatte, e sono tante. Sono davvero tante. Un passaggio, però, su quello che ha detto il Sindaco, sull'ufficio di vigilanza ed il ponte attrezzato. Oggi finalmente, a distanza di un anno, è stato certificato - perché è passato dal Sindaco - che io avevo assunto una posizione perfetta, pulita. Io avevo posto dei problemi. La sentenza dell'autorità di vigilanza è una cosa seria. Cioè aveva posto nel dubbio i contratti, tutto. Sì, c'è solo un particolare: tu oggi ci hai detto che, se fosse stata confermata questa sentenza, sarebbe stata triste. Questa sentenza non è stata revocata da nessuno, riformata da nessuno, ed è rimasta... è quella che c'era. E' rimasta quella, quindi quelle magagne passate... Fase interlocutoria PETRULLO Sì, ma il "se confermata" non esiste perché quella è definitiva. E poi sul valore di sentenza ci sarebbe da discutere. Fase interlocutoria PETRULLO Ma è stato confermato, non è stato mai riformato né revocato. C'è stato un momento dal quale noi siamo stati esclusi, che non è stato atte-stato o certificato da niente. Ci ha hai riferito che ti hanno detto che tutto era a posto e noi ci abbiamo creduto, perché a tante cose bisogna anche credere. E quante volte noi ci crediamo senza chiedere il conto! Ma que-sto no, siamo formali, siamo insipidi. Le Commissioni e il confronto. Sì, le Commissioni sono importan-tissime e lavorano bene, però non stanno lavorando più bene. Tante co-se, se bisogna raschiare il barile, per fare qualche marciapiede o altro, raschiamolo levando gli stipendi, Sindaco, ai consiglieri che non vengono. Leviamolo, lo stipendio. Troveremo qualche decina di milioni per fare qualche marciapiede. A Lepore è scappato che c'è aria nuova in Giunta, ma non solo a Lepore, è scappato detto pure a Campagna che ora comincia un momen-to nuovo. Io vi avevo creduto quando mi avevate detto che era cominciato due anni fa. Pazienza. Voteremo contro. PRESIDENTE Ci sono altri interventi per dichiarazione di voto? Se non ci sono in-terventi, mettiamo in votazione il punto 7 all'ordine del giorno: "Ricogni-zione sullo stato di attuazione dei programmi e salvaguardia degli equilibri di bilancio - Esercizio Finanziario 2006". Favorevoli? Contrari? La Casa delle Libertà. Astenuti? Spadafora e Di Chiara. Approvato a maggioranza. Non c'è bisogno della immediata eseguibilità. Il Consiglio Comunale ha esaurito i propri lavori. La seduta del Consiglio Comunale viene sciolta alle ore 14.55.
Di Admin (del 19/12/2009 @ 18:22:33, in Consigli comunali d'epoca, linkato 82 volte)
Ho riletto per caso lo stralcio di consiglio comunale che vi ripropongo. Il duetto fra il sottoscritto e il Sindaco è interessante, a tratti buffo, e, mi pare di capire, non per colpa mia. Uno spaccato dell'opposizione della scorsa consiliatura.
"PRESIDENTE Interrogazione del consigliere Petrullo relativa a: "Difensore Civico - mancato insediamento". PETRULLO Così com'è stato detto c'è una sentenza; io devo chiedere se è stato insediato o meno, perché non lo so. "Con recente - ma non più tanto recente, perché questo veniva scritto il 5 giugno - delibera è stato nominato il Difensore Civico della nostra città. Non mi pare che abbia cominciato ad esercitare la sua attività, né credo di aver letto nel Bilancio di Previsione del 2006, nelle voci delle spese, quelle necessarie al funzionamento dell'ufficio intero, ivi comprese quelle relative al suo personale indennizzo. Per quanto esposto, rivolgo interrogazione al signor Sindaco per sapere se effettivamente il Difensore Civico ancora non sia stato insediato, in caso positivo per quale motivo e se il sottoscritto è riuscito a leggere bene nel bilancio, non trovandovi la posta necessaria al mantenimento dell'ufficio; anche in questo caso, se sì, per quale motivo". PRESIDENTE La parola al Sindaco per la risposta. SINDACO Il collega Petrullo evidenzia una situazione di livello organizzativo che ancora non ci consente di risolvere al meglio la questione della localizzazione, non già propriamente dell'avvio dell'attività del Difensore Civico, il quale effettivamente, in questo momento, non ha una sede specifica e localizzata, che contiamo invece di mettere a disposizione sin dal prossimo mese di settembre, con le somme che saranno necessarie, entro l'anno, per lo sviluppo dell'attività, attraverso una variazione di bilancio. E' evidente che il Difensore Civico, in questa fase, appoggiandosi direttamente presso l'Amministrazione Comunale, presso la struttura che il Sindaco può mettere a disposizione, sta sviluppando un'azione "generica" di avvio attività. Da settembre contiamo di mettergli a disposizione una sede idonea, con somme a disposizione per sviluppare al meglio la propria azione. PRESIDENTE Prego, consigliere Petrullo. PETRULLO Non so se vivo fuori dal mondo, ma ho qualche notizia diversa; non mi risulta che il Difensore Civico stia lavorando, seppure genericamente, e presso nessuna sede. Ho avuto richieste di informazioni personalmente dal Difensore Civico, e non mi sembra che gli sia stato messo a disposizione neanche un buco nella sede comunale e che non abbia fatto... SINDACO Infatti non ce l'ha. La sede a settembre sarà disponibile. PETRULLO Ma mi sembra che non sia cominciata neanche la sua azione generica. SINDACO Il Difensore Civico, per l'attività urgente che dovesse sviluppare, sa che ha a disposizione la Sala dell'Arco ed altre strutture; non sue, non con la scritta "Difensore Civico", non a tempo indeterminato, però, per azioni da doversi sviluppare in maniera immediata ed urgente, sicuramente l'Amministrazione Comunale è in grado di mettere a disposizione delle strutture. PETRULLO Ma è stata fatta la nomina ufficiale, c'è stata l'accettazione? SINDACO Se mi chiede se ha una sede, non ha una sede; se mi dice che c'è un'urgenza ed il Difensore Civico ha bisogno di fare una riunione o di ricevere una persona, lo può fare. PETRULLO Ma è stato insediato, ha accettato la carica? SINDACO Sì. PETRULLO E con quale atto? Perché non mi risulta. SINDACO Mi scusi, non avevo compreso questa prima parte. PETRULLO Perché, per lavorare, anche con un'azione generica, se arriva un'urgenza, deve essere insediato. Se non è stato insediato come lavora? SINDACO Pensavo che per l'insediamento non fosse necessario un atto formale o altro. Personalmente, rispetto alle questioni della logistica, parlando con il Difensore Civico, ho riferito che in attesa della sede da mettergli stabilmente a disposizione... Il problema lo sappiamo: la sede del Difensore Civico, storicamente, è ubicata in un immobile oggetto di lavori; fatti i lavori presso quella struttura, che ci consentirà di avere a disposizione per le svariate esigenze dell'Ente quattro appartamenti, ivi compreso quello del Difensore Civico, che viene adeguatamente strutturato, il problema sarebbe risolto; il fatto è che non abbiamo fisicamente degli spazi a disposizione, stiamo riorganizzando i nostri uffici per trovare una soluzione. PETRULLO Signor Sindaco, ma io non ho chiesto se ha la sede, io ho chiesto se è stato insediato. SINDACO No, non è stato insediato. PETRULLO Quindi non può neanche fare quell'azione generica che è stata evidentemente, erroneamente... SINDACO Certo. Io ho detto a lui che qualsiasi cosa gli fosse stata... PETRULLO Non la può fare se non viene insediato. SINDACO Perfetto, ed allora non la può nemmeno fare; però c'è la disponibilità a mettergli a disposizione comunque... PETRULLO Ma perché non lo insediate?! SINDACO Ha ragione! PETRULLO Credo di interpretare le sue risposte, e quindi sono assolutamente insoddisfatto perché sono tutte negative: non è stato ancora insediato! I motivi non li capisco, perché potrebbe lavorare anche senza sede, mettendosi occasionalmente con un "bancarello" in Piazza Prefettura, ma dico: se non è stato insediato non lo può fare e non capisco il perché, dal momento che non mi sono stati dati i motivi. I motivi sono organizzativi, riguardanti la sede, l'ambiente materiale... SINDACO Me ne faccio carico. Ammetto la mia ignoranza. Non sapevo che, a seguito dell'atto consumato in Consiglio Comunale, si dovesse consumare un atto formale di insediamento. Pregherò il Segretario ed il Direttore di procedere. Il problema è la sede, è che bisogna avere un riferimento, e gli daremo il numero della segreteria del Sindaco e la sala dell'Arco. PETRULLO Ma la cosa più grave è che nel bilancio preventivo venuto a seguito della nomina del Difensore non è stato previsto niente. Io mi sento indifeso, inerme di fronte ad un comportamento che sta - e non so come potete contraddirmi - calpestando la volontà del Consiglio e prima ancora quello che detta lo Statuto. E questa è una situazione di assoluta inadempienza, intollerabile anche perché l'Amministrazione si sta rendendo attrice di una serie di attività eccezionali, da mille punti di vista encomiabili. Però ci sono delle cose assolutamente necessarie che vengono prima di ogni altra cosa. SINDACO Collega, capisco anche il riferimento. Non possiamo distogliere una lira dai fondi che l'Europa ci dà per il Bicentenario né per Bucaletto e né per il Difensore Civico. Potessimo farlo l'avremmo fatto. Il problema è che, purtroppo, quando abbiamo approvato il bilancio... sappiamo in che termini e in quale contesto, però è vero che non abbiamo quelle risorse, per settembre dobbiamo... PETRULLO Sindaco, io non immagino neppure che una lira arrivata dall'Europa possa essere indirizzata diversamente. Io ritengo, però, che cionondimeno sia doveroso, quando si fa un bilancio preventivo, stilare tutte le voci che sono doverosamente in uscita e non far finta che non ci siano e far passare, quindi, un bilancio che a questo punto non è reale e non è veritiero. SINDACO E' vero. PETRULLO "E' vero", ma, Sindaco, si rende conto di quello che mi sta dicendo? SINDACO Collega, però dovremmo ritornare... ricordarci della Finanziaria che ci ha messo in una condizione... PETRULLO Ma ora è arrivato Prodi e stanno arrivando un sacco di soldi! SINDACO Purtroppo no, purtroppo no. PETRULLO L'ho sentito dire per due anni che il Governo Berlusconi ci aveva tagliato le gambe, dico: oggi non mi sembra che... anzi, si preannunciano giorni ancora più neri, perché evidentemente il temporale era stato giustamente preannunciato dal Governo Berlusconi, il temporale per gli Enti Locali! Allora dico: non discutiamo di cose che non servono! Questa è una voce esigua, una voce molto esigua. Non reperire i soldi per fare quello che è dovuto... Io voglio sapere come questa Amministrazione può pretendere di giustificarsi davanti alla città, oltretutto noi viviamo in un regime, a Potenza, in base al quale gli organi di stampa non danno voce all'opposizione ed alle questioni serie: una stampa filtrata! Non so come avvenga! Una stampa che non si preoccupa di rappresentare un serio problema che esiste nella città... e questo è l'unico ambiente nel quale l'opposizione, che si rende portatrice degli interessi della città, può protestare; non esiste altra maniera in questa città. Non c'è stato un articolo - ed è sconcio - che abbia rappresentato l'inadempienza gravissima del Comune in riferimento al Difensore Civico, al quale mi riferisco ora, ma ci sarebbe anche altro. E' una piccolezza, una somma esigua e si è incapaci di sostenerla!"
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