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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Admin (del 04/05/2010 @ 17:19:52, in Comune di Potenza, linkato 139 volte)
Piazza Vittorio Emanuele a Potenza. Un pomeriggio qualsiasi (tipo quello di oggi) il traffico impazza, e vige la regola del parcheggio selvaggio. Macchine sulle strisce pedonali, in doppia e tripla fila, automobilisti che fanno inversione a U, insomma l’anarchia.
Dice “ci vorrebbe un vigile”, bene. Il vigile c’è, ma ha altro per la testa. Sta fermo nella piazza con una valigia/borsa ai suoi piedi.
Non si preoccupa di quello che accade attorno.
Dopo un po’ di minuti arriva il carro-attrezzi, e il vigile monta su e il carro-attrezzi scompare per corso Garibaldi.
Così, tanto per dire.
Di Admin (del 16/03/2010 @ 10:14:44, in Comune di Potenza, linkato 110 volte)
L’Acta è una spa da pochissimo tempo.
Fino ad ora non ha ancora cambiato la logica aziendale che l’ha contraddistinta negli ultimi anni.
E’ necessario, invece, che lo faccia subito.
L’Acta deve diventare un’azienda capace di rendere un buon servizio e produrre un utile; e, per fare questo, deve scrollarsi di dosso la mentalità politica che ne incrosta i meccanismi.
Ha un’origine politica, comunque. E questo per uno Statuto che è un compromesso fra politica e amministrazione tecnica.
Uno Statuto che sottomette, ancora, l’Azienda alla politica, mutuandole i polverosi meccanismi.
Logiche protese ancora alla costituzione di filiere di clientes che debbono garantire il consenso in sede elettorale, la difficoltà a munirsi di una seria progettualità, la tendenza, costante, all’affidamento dei servizi all’esterno, attraverso gare mai cospicuamente partecipate, sono tutti difetti ereditati e ancora non scrollati dalle spalle.
Le potenzialità sono enormi, la volontà non manca. Manca, probabilmente, ancora, la capacità di essere autonomi, sganciati dal mondo becero della politica clientelare.
Va coltivata la mentalità aziendale, lo spirito del servizio pubblico, la consapevolezza di svolgere una funzione, pubblica, di alto valore civico.
Non si deve aver paura di osare. Si deve pretendere abnegazione da parte di tutti, imporre regole certe, trasparenti cui attenersi senza deroghe di nessun tipo.
L’auspicio è che i partiti rimangano, una volta per tutte, al di fuori della porta, e che gli organi societari rivoluzionino i metodi di gestione.
L’Acta spa è una scommessa di tutti, ed è una scommessa che, se sarà vinta, porterà benefici a tutta la città, e magari anche oltre i confini del capoluogo di regione.
Ma non può permettersi pause.
Il tempo stringe e occorre fare passi da gigante in materia di raccolta differenziata, nella quale, la città di Potenza, non eccelle affatto.
Serve autocritica, e molta intelligenza, aziendale e non.
Io sono il primo a mettermi alla prova, e ho tutta l’intenzione di riuscire a rendere costantemente il conto di quello che si riesce o non, a fare, a tutta la città.
Nel contempo invito tutta la cittadinanza a collaborare e a suggerire rimedi o formulare proposte che non si mancherà di vagliare attentamente.
Di Admin (del 01/02/2010 @ 23:33:04, in Comune di Potenza, linkato 248 volte)
In perfetta sintonia col campionato di calcio, il mercato acquisti e cessioni continua anche nella nostra politica da quattro soldi. Il consigliere più votato alle scorse amministrative abbandona l'IdV per tornare all'ovile dei popolari uniti. Un'avventura durata pochi mesi. Folgorato due volte in poco tempo. E siamo a tre. Singetta dal PD all'API, Libutti dall'UDC all'Api e Galante dall'IdV ai Popolari Uniti. Un commento si sente forte e chiaro: PERBACCO! Il perchè di queste improvvise conversioni non interessa più nessuno, tanto appaiono miserevoli le giustificazioni, che, badate bene, nè vengono date, nè richieste. Proprio come Cassano che passa, anzi no, dalla Samp alla Fiorentina. E' il mercato, e nulla più. E allora ci provo pure io: da direttore sportivo, però: e quindi chiedo al PD Santangelo, e offro Picerno e un pacco di crackers; poi metto all'asta Coviello al migliore offerente, corteggiando una delle star del mercato invernale, queli Libutti che può far sognare una curva intera. Ehi, ma che fate, vi arrabbiate? Sto solo scherzando e giocando. Le cessioni vere le fanno gli altri. Noi, nonevero, chiniam la fronte al massimo fattor che volle in lor del creator suo spirito più vasta orma stampar".
Di Admin (del 15/01/2010 @ 09:42:28, in Comune di Potenza, linkato 141 volte)
Premetto che questo commento non vuole affrontare il tema da un punto di vista formale e giuridico; semmai, da questo punto di vista, ci vediamo in un'altra occasione, se ne avremo voglia. Voglio affrontarlo da un punto di vista politico e cabarettistico. Bene veniamo al dunque: il Comune di Potenza assume. Con tre bandi, ognuno per una categoria diversa, nel primo 7 persone, nel secondo una, e nel terzo due. E fin qui, tutto bene. C'è però una riserva del 90% a favore di chi ha già collaborato col Comune di Potenza. Prima riflessione: nel caso del bando di assunzione di una e due persone come si calcolerà il 90%? Possiamo giocare a fare delle ipotesi: tronco di chi ha già collaborato col comune e arti di un novello? Interessante. Seconda riflessione: chi è disgraziato rimarrà disgraziato, anche se vale molto. Riservare il 90% dei posti a chi ha già lavorato col Comune significa dare la precedenza a chi già era nelle grazie politiche dei nostri governanti, non foss'altro che per averlo già scelto in altre occasioni. Chi non ha padrini si arrangi, o emigri, questo è il sottotitolo dei bandi in questione. Poi, come accennavo, sarà pure legittimo, figuriamoci, per quanto ci sarebbe da studiare. Ma ve lo immaginate un disoccupato che va da un avvocato e paga un compenso per una battaglia dall'esito così incerto? La costituzione potentina comincia e finisce con l'art. quinto. Augh!
Di Admin (del 26/09/2009 @ 08:46:50, in Comune di Potenza, linkato 102 volte)
Le commissioni consiliari sono la spina dorsale di ogni consiglio comunale. Nelle commissioni, definite “articolazioni del consiglio” , si esaminano i provvedimenti, mediante lo studio di ogni incartamento, la raccolta di informazioni, ascoltando il dirigente, l’assessore o il Sindaco, si palesano dubbi, si esprimono suggerimenti, si restpingono le proposte della Giunta.
Per fare un esempio il Regolamento Urbanistico venne esaminato in centinaia di riunioni di commissione che arrivarono a modificarlo, talvolta, anche in maniera significativa.
Nelle commissioni il consigliere si appropria della materia, e si toglie ogni residuo dubbio, preparandosi così, al dibattito e al voto in consiglio.
Insomma, un consiglio, senza il lavoro delle commissioni, è più o meno come un governo che vada avanti a colpi di fiducia. Situazione deprecabile, e mal vista da tutti, dal Presidente della Repubblica, a quello della Camera, passando per i vari partiti.
A Potenza, dopo oltre tre mesi dalle elezioni, ancora non sono state costituite le commissioni consiliari. Le commissioni rimangono l’unico luogo, fra l’altro, dove la minoranza può cercare di incidere sulla attività consiliare, non avendo i numeri, in consiglio, per poter apportare una seppur minima modifica ai provvedimenti.
Evidentemente siamo di fronte innanzitutto ad una inadempienza, e poi, ad una situazione di deficit amministrativo e democratico.
Non avrei il timore di definire scandaloso quanto sta succedendo al Comune di Potenza. Che non si elegga il Presidente è cosa buffa e ad un tempo penosa, sol se ci si soffermi sulla circostanza che basterebbero i voti della maggioranza per nominarlo; ma esiste un facente funzioni, e quindi, bene o male, l’assise può andare avanti seppur nella più vergognosa anomalia. Ma che non si costituiscano le commissioni è fatto grave, perché, si violano anche lo Statuto e il Regolamento che le prevede come vera e propria ossatura amministrativa dell’attività consiliare.
Ma Potenza è, evidentemente, un luogo a parte, dove le regole sono un contorno inutile e soltanto ornamentale. Però, in fondo, se neanche la minoranza ha diffidato chi di competenza ad ad ottemperare alle norme regolamentari, vuol dire che delle commissioni, a Potenza, se ne può fare a meno.
A questo punto, però, potremmo fare a meno anche di tutto il Consiglio, se permettete, perché un Consiglio senza Commissioni è come un corpo senza testa. In fondo dalle nostre parti basta il Sindaco e la sua giunta, o no?
Di Admin (del 28/08/2008 @ 11:11:11, in Comune di Potenza, linkato 275 volte)
Nelle scuole tornerà ad insegnarsi l'educazione civica. Ai miei tempi c'era, ma si trattava di una formalità; nella sostanza chi ha mai aperto un libro sulla materia alzi la mano. Era una maniera come un'altra per essere gratificati, ogni tanto, di un'ora di chiasso. Almeno dalle mie parti; al nord non so. Ma stando al rispetto, per esempio, della circolazione stradale, che al nord è maggiore che al sud, forse veniva studiata un pò meglio. Ma come l'educazione civica, altre materie subivano la stessa sorte, e cioè venivano insegnate e/o studiate soltanto sulla carte. Penso alla storia dell'arte, che in un liceo classico potrebbe diventare basilare, ebbene, ai miei tempi, pur ricordando di un compagno che riuscì a farsi rimandare a settembre -ma fu un provvedimento di carattere disciplinare- si poteva conservare il libro incellofanato, se solo all'epoca i libri fossero stati incellofanati. Anche in questo caso, non so cosa avvenisse al nord, ma da me era così. L'educazione fisica era poi una maniera per consentire un'ora di riposo agli studenti. Mai fatta una flessione dalla terza media in poi, giuro. E nessuno che se ne fregasse. Dalle mie parti, sempre, non so al nord. Con gli anni le cose sono visibilmente peggiorate, fino ad arrivare a fenomeni da autentico baraccone, e cioè di studenti diplomati, anche al classico, ma non solo, poi laureati, e che continuano a litigare con il congiuntivo. Per la verità questo perenne conflitto fra l'italiano e il congiuntivo, l'ho riscontrato anche al nord. Quindi che dire? La scuola in Italia mediamente fa schifo. Al sud un pò più che al nord; anche perchè probabilmente, essendo gli insegnanti in maggioranza del sud, e vigendo in Italia, ma di più nel sud, la legge del raccomandato, i migliori insegnanti, se non raccomandati, se ne sono andati al nord. Salvate alcune punte di eccellenza autentica, per il resto la scuola fa veramente schifo. mai visto generazioni di studenti disinteressati al mondo intero. E allora, esimio Ministro, Lei che pare capirne, il problema è serio, e da risolvere. La scuola deve migliorare, e il percorso da fare al sud è sicuramente, maggiore. Ma il problema è ormai cronico, e ci vorranno anni. Sempre per esempio, noi italiani, dovremmo essere tutti un pò esperti di storia dell'arte, almeno per non usurpare la tradizione secolare. L'insegnamento, pertanto, deve essere effettivo, e non solo sulla carta. Quindi non basta aver reintrodotto l'educazione civica, bisogna insegnarla. E presumibilmente dovrebbero insegnarla quelli che non solo la conoscono, ma la praticano. Al sud non è facilissimo trovarli. basta vedere il numero di adulti che non raccolgono le cacche dei loro cani, o i mozziconi delle loro sigarette. Comunque va bene così. Quanto ai lai dei professori del sud, facessero piuttosto autocritica e si impegnassero nel sorpasso, non solo quello a destra, e cioè quello dei furbi.
Di Admin (del 18/06/2008 @ 10:44:58, in Comune di Potenza, linkato 171 volte)
Ma per dimostrare la trasparenza è necessario multare un consigliere comunale? Io la davo per scontata, ma la precisazione fa riflettere. Come dicevano i latini "excusatio non petita accusatio manifesta". Ma suvvia si scherza. Bello l'episodio raccontato, a puntate, dai giornali: un consigliere comunale si lamenta di essere stato multato per divieto di sosta, ingiustamente perchè stava partecipando in veste istituzionale ad un convegno. Un vigile lo multa e si offende delle lamentele del consigliere, e dice che l'espisodio dimostra la trasparenza del corpo dei vigili. Parla di lesa maestà, e suggerisce al malcapitato consigliere, di tenere il contrassegno comunale nel cruscotto. Il consigliere ribatte, accusando il vigile di essere troppo rigido. Bello spaccato di vita quotidiana. la verità è che il Consigliere comunale viene maltrattato per la poca considerazione che riceve, il vigile, che pur deve fare le multe, va oltre le righe quando sbeffeggia il consigliere comunale. Oserei dire che in entrambi i casi c'è un leggero mal di "coppola", ma in Italia guardati da chi porta una coppola, diceva il saggio. Non c'è da biasimare l'uno e l'altro, ognuno guarda il problema dal suo punto di vista, e poi è poca cosa, simpatica si, ma poca cosa.
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