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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Admin (del 23/03/2010 @ 21:12:18, in Regionali 2010, linkato 82 volte)
Il paese dove l’integrazione degli immigrati ha funzionato meglio, sono senza dubbio gli Stati Uniti d’America. Un giro in metropolitana chiarisce subito le idee a chiunque avesse ancora dubbi. Sulla stessa carrozza si intravedono mediamente una ventina di razze pacificamente mescolate fra di loro. Nel mondo del lavoro è la stessa cosa, e così a scuola e ovunque, compreso lo sport.
Un cittadino del mondo che sbarca negli Stati Uniti ci mette poco a sentirsi americano, e ad accollarsi tutte le responsabilità di una cittadinanza.
Lo stesso non avviene da noi. Da noi l’integrazione fatica a verificarsi, e, dobbiamo porci il dubbio se, non favorire l’integrazione, non sia, oltre che un problema morale, anche una strategia sbagliata.
Potrebbe risolvere il problema la concessione della cittadinanza?
Il problema posto da Fini è serio e di grande portata.
Dare la possibilità ad un giovane che frequenta le scuole italiane di sentirsi e di essere italiano non è il presupposto di una società multirazziale e pacifica? Consentirgli di partecipare alla vita politica del paese che lo ospita non gli consente di non sentirsi più un ospite e di cominciare a coltivare sentimenti di appartenenza al mondo nel quale vive?
Evidentemente questo problema non s’ incrocia nemmeno con quello del controllo che l’immigrazione sia sempre e comunque regolare. Anche se gli è molto vicino. E ne facilita la risoluzione.
E’ il momento di non guardare più la punta del proprio naso e di andare oltre, e provare a guardare in prospettiva. Tutti dobbiamo farlo, ma soprattutto i governi e chi fa politica.
La capacità di un buon governo consiste anche nel prevedere scenari futuri e anticiparne la soluzione.
Questo governo e quelli che l’hanno proceduto neanche a sprazzi hanno avuto la capacità di affondare lo sguardo nel futuro. Si è marciato per emergenze, e la prova è ben visibile nella totale mancanza di serie riforme.
Quanto alla necessità di riformare il sistema, è un refrain che mi riporta agli anni della mia adolescenza. Con gli Andreotti e i Colombo in auge, la musica era sempre la stessa, e cioè che era necessario fare riforme che modernizzassero il paese. Da allora, e cioè dalla notte dei tempi si sono succedute solo mini riforme, poi riformate e poi riformate ancora.
In tema di giustizia, per esempio, le modifiche ai codici sono una costante fissa, ma mai una seria riforma che duri nel tempo. Ma, cosa ancor più tragica, nessuna delle modifiche ha reso la giustizia snella, veloce e meno costosa; è vero piuttosto l’esatto contrario.
Nel panorama attuale della politica italiana, qualche barlume di idea la sta facendo intravedere solo Gianfranco Fini, a mio modo di vedere. A sinistra non si avvertono cenni di vita e l’antiberlusconismo, imposto da Di Pietro, ma ben accettato dagli altri –forse perché comodo e per niente faticoso- regna quale unico progetto politico. Berlusconi è sempre più impegnato nella guerra agli anti Berlusconi, e nella sinistra radicale si sta cercando di capire ancora dove si vuole andare. Rimangono i radicali di Pannella e i moderati di Casini, ma i primi lavorano per tradizione a temi, mancando di un progetto unitario o soltanto ideologico, e gli altri sono tanto moderati da fare sempre e soltanto la boccuccia storta a ogni alito che provenga dalla loro destra o dalla loro sinistra, ma non sono capaci di proporre niente di niente, puntando esclusivamente alle poltrone, come la incoerente propensione ad accordi su ogni fronte dimostra.
Ma mi rendo conto di aver scritto, se si può dire, a braccio, partendo da un tema sociale e finendo a parlare della nostra sempre deludente politica. Ma evidentemente il percorso di questo post conserva una logica che vi chiedo di condividere.
Raggelante è, però, l’indifferenza dei più ai temi seri della politica. In fondo gli italiani si appassionano più alle scappatelle dei politici, ormai vere star televisive e non, appartenendo loro ad una casta sempre più lontana dalla vita di tutti i giorni.
E’ questo è un vero e proprio problema.
Di Admin (del 23/03/2010 @ 08:07:31, in Regionali 2010, linkato 75 volte)
Una campagna elettorale senza coraggio, senza idee, senza dibattito. Una campagna elettorale che, ancora una volta, si è affidata alle filiere, ai caporali. Ogni candidato, più o meno, e io mi escludo, ha la sua piccola truppa, e si affida a questa. Non c’è un tentativo di conquista con una idea, no, davvero si sono tirati fuori gli elenchi di chi, a torto o a ragione, dovrebbe dare il voto.
Una strategia che può premiare lo status quo, e basta. Dicono che cresca il numero delle astensioni, e questo è un danno all’intelligenza; una resa senza condizioni, un abbandono nelle mani di chi ha già in mano il coltellaccio per farci a fettine.
Eppure è un’occasione che si riproporrà solo fra cinque anni, e non coglierla può essere fatale. La scelta deve essere oculata e partire dai risultati ottenuti, non c’è altro criterio. “Hai governato bene?”, puoi avere una conferma, ma se hai governato male il giudizio dovrebbe essere severissimo, e senza appello. E questo deve valere per tutti, presidente e consiglieri, di maggioranza e di opposizione. Non c’è colore politico nell’arrogante incapacità.
La regione Basilicata ha quasi finiti i saldi di fine legislatura. Come ciliegina, pare, acquisterà gli immobili dell’Asi di Potenza, compresi quelli inquinati. E li comprerà attingendo a un mutuo. Per farne cosa e con quali soldi? Questo non è dato sapere. Ma l’importante è consentire il pagamento dei debiti accumulati e garantire i lauti stipendi a chi si trova lì per l’appartenenza politica. L’atto finale di una gestione scellerata della cosa pubblica.
Ma queste cose non si dicono, sono più o meno segrete.
E il bello è che non interessano neppure, o lasciano indifferenti.
Io insisto nel richiamare la vostra attenzione sulla mia candidatura. Se eletto darò il conto di quello che farò e di quello cui assisterò, su questo blog, sui quotidiani e ovunque vorrete.
Ma soprattutto una cortesia, tutelatevi, solo col voto potete farlo.
Evitate di votare per l’amico, il parente, il capoufficio, o per chi ci ha operato un parente o sorriso ipocritamente in un momento di difficoltà. La crisi incombe, ci vogliono amministratori capaci.
Di Admin (del 20/03/2010 @ 13:32:20, in La giustizia e l'informazione, linkato 78 volte)
Poca eco, come sempre, per le sentenze. Dopo le prime pagine sulle indagini dello scandalo napoletano, da Romeo in giù verso gli assessori del comune di Napoli, se va bene una quarta o quinta o sesta pagina per la sentenza, c’è da ringraziare il signore.
Significativo un esempio: la Stampa, oggi, porta in prima pagina la notizia che un altro dirigente del PD pugliese sembrerebbe implicato negli affari di Tarantini, mentre la notizia della sentenza di Napoli non l’ho trovata fino a pagina 15, poi mi sono stancato.
A Napoli gli assessori sono stati tutti assolti, mentre Romeo e Mautone, l’amico del figlio di Di Pietro, sono stati condannati a due anni, contro i 10 della richiesta dei PM.
Gli assessori vennero subito rimossi dalla Iervolino, all’epoca.
Bene, qualche considerazione:
La Procura si è inventata un teorema impossibile, o il Tribunale è sensibile agli uomini della politica? Ci potrebbe anche essere una via di mezzo, e cioè che il caso poteva legittimamente essere guardato da due angoli diversi. Il che comporta un quadro probatorio non forte, e uno sforzo di immaginazione da parte dei PM, comunque superiore a quanto emerso.
Ma è l’ennesimo episodio di attacchi alla politica che naufragano davanti ad un giudice terzo.
Bisognerà, quindi, mettersi d’accordo: o le Procure non sanno fare il loro mestiere, o non lo sanno fare i Tribunali.
Non si può sconvolgere una città e poi bofonchiare un patetico “scusateci abbiamo sbagliato”.
Motivo in più per pretendere una riforma della giustizia che preveda la divisione delle carriere e una più severa selezione ai concorsi. Magari una scuola del diritto comune a magistrati, PM e avvocati, per coltivare una cultura del diritto comune, e poi selezioni severissime.
Altra riforma merita l’informazione. Possibile che per finire in bocca al paese per accuse poi risultate infondate si faccia la corsa ai paginoni, e poi per le sentenze ci sia lo spazio che meriterebbe l’annuncio della sagra della melanzana?
Quale rispetto si mostra in questa maniera per l’uomo di volta in volta coinvolto in queste vicende, e sull’altare di cosa si sacrificano persone quasi fossero semplice carne da macello?
L’Italia non fa una revisione con conseguente super tagliando da troppo tempo. L’ultimo, imperfetto e superficiale, lo fece con mani pulite.
I motori, senza manutenzione, si fondono, purtroppo.
Di Admin (del 20/03/2010 @ 11:22:54, in Regionali 2010, linkato 106 volte)
Ieri sera gradevole serata politica al Don Bosco di Potenza. Un gruppo, sempre più ben organizzato, di giovani ha posto domande al candidato Pagliuca, ha avanzato critiche, e ha partecipato alla vita democratica della regione.
C’era anche la stampa, che ha posto i soliti interrogativi su una destra inesistente.
Pagliuca ha ribadito che se la destra “appare” talvolta inesistente, un tanto è da addebitare anche alla informazione che, dalle nostre parti, non conosce il doppio senso di marcia, ma solo il senso unico.
Ed è verissimo.
E’ anche vero che il centro destra ha bisogno solo di un vero leader, di un segretario carismatico, perché la squadra è bell’e pronta, come è apparso evidente ieri sera, ma la devastazione della Basilicata ha un solo autore, e anche ben definito.
Pagliuca è sembrato a suo agio e pronto a ribattere colpo su colpo ogni tentativo di critica.
In definitiva una bella serata che fa ben sperare.
Ma la mentalità va assolutamente cambiata. La destra deve caratterizzarsi per le sue prerogative genetiche, allontanandosi da un metodo di gestire il potere del tipo acchiappa poltrone dei nostri attuali governanti.
Quella è la vera scommessa.
La speranza sta in questi giovani. Aiutiamoli a invadere i partiti con la loro presenza, e il loro entusiasmo.
Di Admin (del 19/03/2010 @ 11:05:51, in La giustizia in Basilicata, linkato 194 volte)
Insomma le indagini non vennero fatte come si suol dire “a tappeto”. Evitare di perquisire attentamente tutta la chiesa è stato grave, e la circostanza ci consegna una immagine nitida di quale professionalità sia stata profusa nel caso Claps.
La giustizia mostra il suo fianco debole, mostra crepe inimmaginabili. Per 17 anni, più inquirenti hanno omesso di fare una cosa che presumo si legga su tutti i manuali di investigazione, e cioè perquisire da cima a fondo, tutti i luoghi nei quali, di sicuro, si era trattenuta la dolce Elisa il giorno della sua scomparsa.
L’errore è stato ripetuto per 17 lunghissimi anni.
Quanto sia credibile questa giustizia rimane domanda più che lecita.
In questi giorni ho avuto modo di conoscere altre chicche della giustizia lucana. Una denuncia-querela presentata nel 2004, è stata nei giorni scorsi archiviata, da una Procura lucana, per intervenuta prescrizione. Cioè l’unico atto compiuto è stato quello della verifica, dopo sei anni, che era passato troppo tempo e che si poteva archiviare il caso. Con buona pace di chi aveva richiesto giustizia.
Nel fascicolo non c’era un rigo di indagine, rapporto o quello che volete voi. Niente di niente.
Evidentemente qualcosa non funziona più nella giustizia italiana. Il meccanismo si è inesorabilmente inceppato.
Le professionalità sono un optional, e il quadro è spettrale.
Sotto accusa, evidentemente, tutti i governi che si succedono da una ventina di anni, e la categoria dei magistrati che si oppone a ogni forma di intervento a difesa di una vera e propria casta abituata a non pagare mai per i propri errori.
L’inadeguatezza dell’impianto giustizia è direttamente proporzionale all’importanza che i magistrati hanno assunto nella vita di tutti i giorni e di tutti i cittadini.
Non c’è aspetto della vita italiana che non sia condizionata da quello che può fare un magistrato.
Le carriere, di giudici e PM, vanno divise senza indugio, e probabilmente, va creata una scuola del diritto comune ad avvocati e magistrati tutti, perché siano accomunati, tutti gli operatori del diritto, da una vera e propria “cultura del diritto” nella quale poi sia possibile intraprendere strade diverse.
Cultura del diritto che, se mai c’è stata, è andata persa. La giustizia è sacra e costituisce un pilastro di ogni democrazia; una giustizia affidata a chi, per tornare agli esempi fatti, chiude i fascicoli in un armadio per oltre cinque anni, o dimentica di fare una semplice perquisizione, è una giustizia, bene che vada, in mano a dilettanti allo sbaraglio.
Inutile dire che ci sono fior di magistrati che onorano la toga che portano con sacrifici ed abnegazione, oltre che con la qualità del loro operare; cionondimeno non può revocarsi in dubbio che episodi del genere testimoniano che esistono anche vistose sacche di inefficienza e di incapacità.
Momenti come quelli che si vivono a Potenza in questi giorni, dovrebbero aiutare anche chi giuda la nave Italia che non è più tempo di perdersi in chiacchiere, e che bisogna ridare credibilità ad un sistema alle corde, lì lì per cadere steso sul ring.
Se esiste un minimo di responsabilità, di senso dello Stato, di senso della funzione pubblica, in molti dovrebbero cominciare a correre ai ripari.
Ma come sempre non accadrà nulla.
Allora ci pensi la gente a ribellarsi.
Una civile ma poderosa protesta contro un sistema che non funziona più.
Di Admin (del 19/03/2010 @ 07:20:16, in Regionali 2010, linkato 126 volte)
Ho provato a candidarmi alle prossime regionali per tempo, ma il mio inserimento nella lista del PDL è stato davvero dell'ultima ora. Questo mi ha scaraventato nella competizione con molto ritardo nei confronti degli altri candidati che già stavano in piena campagna elettorale da tempo. Non so, però, fino in fondo, se questo sia davvero un handicap. Non lo so perchè non ho l'esatta misura di come stiano andando le cose, percependo, più di ogni altra cosa, disinteresse e disincanto. Di certo l'eco degli ultimi fatti nazionali non giova al centro destra, che, probabilmente, dovrebbe imparare a contenere le sue reazioni, e a non dare l'impressione di voler sfuggire alle indagini. Sarebbe preferibile, invece, sollecitarle, le indagini, e favorire, così, la scoperta di eventuali motivi reconditi delle indagini stesse. Ma il PD non sta meglio con esponenti arrestati per comportamenti illeciti e immorali nella regione Puglia. E' la politica che è malata, e i suoi attoti principali, ormai datati, non sono in grado di garantire più alcuna trasparenza. Le classi dirigenti dovrebbero rinnovarsi più di frequente, e oggi come oggi, anche in Basilicata è necessario azzerare le filiere di clientes dei potenti, ormai nenache più di turno, ma fissi sul ponte di comando da troppo tempo.Un voto che rispolveri un ambiente dove non si aprono più le finestre per far cambiare aria da tempo immemorabile. Io ci provo, con umiltà e a modo mio. Chi vorrà puntare su di me verrà ripagato con l'impegno e la garanzia che questo blog rimarrà a testimoniare l'attività che andrò a svolgere, in caso di esito positivo. Io vi chiedo una mano, cari lettori; se ormai mi conoscete, forse potete riporre la vostra fiducia si di me, senza correre il rischio di pentirvi. C'è da fare tanto in regione, ma soprattutto va cambiata la mentalità della politica, vecchia e irrispettosa di una popolazione fin troppo maltrattata. Meritiamo di più di quello squallido teatrino che ci viene quotidianamente offerto. Grazie per qualsiasi cosa deciderete di fare.
Di Admin (del 17/03/2010 @ 20:29:23, in Città di Potenza, linkato 195 volte)
Una domanda ce la dobbiamo pur porre, tutti.
E’ mai possibile che solo il caso abbia permesso la macabra scoperta del corpo, si presume, di Elisa? La mente dell’uomo non poteva arrivare lì dove ha voluto si arrivasse per un disservizio accidentale?
Ma come si sono fatte le indagini in tutti questi interminabili anni?
Si è guardato ovunque e non sotto il naso. Si è dato credito ai più svariati sospetti, quando bastava ricercare in quei luoghi dove era scontato che la povera Elisa si era intrattenuta nelle ultime ore nelle quali era stata vista.
Io, nel mio piccolo, ritenevo che una ricerca del genere fosse stata già fatta, e da tempo. Non avrei mai pensato che, invece, i luoghi in cui era certa la presenza di Elisa non fossero stati mai setacciati.
E’ inquietante la scoperta e quello che si porta dietro.
Che si tratti del corpo di Elisa, o no, di certo quanto è stato fatto, non avrebbe dovuto passare inosservato. Nascondere un corpo, in pieno centro abitato, in un luogo cioè frequentatissimo, facendo dei lavori, credo, di muratura, senza che nessuno abbia aiutato l’assassino, è una ipotesi difficile da mandar giù.
La considerazione più angosciante, in fondo, è proprio questa: che, cioè, esistano persone al corrente di quello che successe; che, cioè, esistano persone che hanno collaborato per nascondere il corpo; che, cioè, oggi, a dover dar conto alla giustizia, ai familiari di Elisa, e a una città che ancora oggi fatica a dimenticare quanto accaduto a Elisa, ci siano più persone che sono riuscite a vivere tanti anni con questo peso enorme sulla coscienza.
Il dramma sta in questo. In una realtà come quella di Potenza, è stato possibile togliere una vita a una creatura, negarle anche una dignitosa sepoltura, nascondere il delitto, e far passare tanti anni, senza che chi è deputato alle indagini sia stato capace soltanto di avvicinarsi alla verità. Tutto questo è successo a Potenza.
Cittadina sulla quale dobbiamo cominciare a chiederci se non sia ormai solo una città torbida e senza speranza.
Troppe nubi oscurano la vista.
Troppe verità taciute.
Troppi crimini irrisolti.
Ma la facciata è quella, ipocrita, di una città bigotta, onesta e semplice.
Troppe sacche inesplorate.
La nostra è una città, da oggi, maledetta, e lo è stata, da anni, a nostra insaputa.
Un destino dispettoso ha voluto aspettare per vedere fin dove arrivasse l’incapacità dell’uomo, e poi ha fatto lo sgambetto ad uno o più colpevoli, che, probabilmente, erano convinti di averla fatta franca. Ha portato la mano di un uomo ignaro a scoprire quello che altri uomini avevano nascosto al mondo. Ha scoperto le pentole, e ci ha mostrato in quale inferno noi viviamo.
L’efferatezza del reato e l’efferatezza dei comportamenti tesi a nasconderlo sono sintomi di un malessere latente da tempo. Per fortuna solo raramente sfocia in episodi criminali, ma, evidentemente, l’aria è inquinata, vige un’altra morale, quella di chi ha preferito che si facesse finta di nulla, e che un assassino continuasse la sua vita come non fosse successo niente.
Che il sacrificio di quel corpo suoni la sveglia per un riscatto di una città che finalmente ritrovi i valori della solidarietà, dell’onestà, della semplicità. Una città che sappia ritornare a guardarsi negli occhi.
Non so perché, ma anch’io, solo perché cittadino di questa città, mi sento un po’ colpevole. Abbiamo tutti dato spazio, nelle nostre vite, solo all’indifferenza e all’egoismo, e troppo spesso, in ogni ambiente, lavorativo o sportivo, religioso o politico, non abbiamo voluto vedere, sentire e parlare. Quello che è successo è figlio di una mentalità omertosa che non accusa mai per non essere accusata.
Ora sappiamo di aver toccato il fondo.
Quello che è successo è figlio di una vita senza più valori, che, evidentemente, non sappiamo più perseguire e quindi insegnare.
Da queste ceneri in cui siamo ridotti, dobbiamo risollevarci. Avendo toccato il fondo, forse, se ci rendiamo conto che ognuno di noi ha una seppur piccola responsabilità, possiamo cominciare a nutrire la cristiana speranza.
Quel corpo finora non ha riposato. Comincerà a riposare solo ora. E come è sinistra questa circostanza che ha voluto che il peccato più grave che esista abbia dovuto rimanere segreto proprio in una Chiesa. Il tempio di Dio.
Di Admin (del 17/03/2010 @ 09:37:38, in Regionali 2010, linkato 85 volte)
Doveva dirlo Ichino.
Il noto esponente del PD nazionale ha dato un nome e un cognome al provvedimento regionale che distribuisce l’elemosina mascherandola da formazione: illegittimità e truffa.
Per formare al lavoro ci vuole una domanda di lavoro, ci vogliono posti da occupare. In Basilicata quei pochi posti scompaiono, e la Regione forma la gente per prepararla ad un lavoro che non c’è. E’ una pioggia di soldi che andrebbe investita ben diversamente.
Dice Ichino che il provvedimento è stato approvato anche dalla opposizione. La situazione, così, però, non migliora, ma, se vogliamo, rende il quadro ancora più fosco.
Il carattere elettorale della manovra è sotto gli occhi di tutti, anche se di carattere bipartisan.
Ichino ha parlato di atti illegittimi, da un punto di vista amministrativo, e cioè annullabili dal Tar, e di truffa, cosa che dovrebbe interessare la Procura della Repubblica.
La truffa consisterebbe nell’utilizzo deviato di fondi destinati ad altro, e sarebbe diretta nei confronti della comunità europea.
Questa è la politica in Basilicata oggi come oggi.
Certo, queste eccezioni avrebbero dovuto essere avanzate in sede di discussione; cionondimeno è raccapricciante il quadro che ne esce fuori.
Lo spreco di risorse pubbliche, distribuite a mò di elemosina, a gente bisognosa solo di un dignitoso lavoro, in cambio di un consenso elettorale, ci rispedisce a una realtà buia, feudale, disonesta.
Grazie Ichino, La nominerei consigliere regionale di Basilicata ad honorem, Lei sì che lo meriterebbe.
Cari lucani, prima di votare, meditate. Questa classe dirigente va cambiata. Abbiamo bisogno di azzerare le clientele.
Di Admin (del 16/03/2010 @ 21:18:52, in Regionali 2010, linkato 76 volte)
http://www.radiopotenzacentrale.com/petrullo.mp3
Di Admin (del 16/03/2010 @ 15:52:48, in Regionali 2010, linkato 87 volte)
http://ilquotidianodellabasilicata.ilsole24ore.com/it/Basilicata/potenza_tirocini_ichino_1098.html
Il Giuslavorista Ichino, del PD, con una coerenza inusuale in questa Italia diroccata, ha puntato il dito contro la Basilicata. Io ancora non ho capito se il provvedimento è stato adottato dalla Giunta o dal Consiglio, e in quest'ultimo caso se all'unanimità o a maggioranza. Chi ne fosse al corrente è pregato di intervenire.
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