Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Berlusconi, a colpi di voti di fiducia, e con una politica sempre incentrata sulla sua persona, ha, di fatto, bypassato il passaggio democratico in parlamento, ridotto, quest'ultimo, fra l'altro, ad un esercito di signorsì, attraverso le liste bloccate e l'impossibilità, per l'elettore, di scegliersi il suo rappresentante. Deriva plebiscitaria,viene chiamata. E, di fatto, il privilegiare il momento del voto, quale momento cruciale di tutta la vita politica e amministrativa del paese, determina un indebolimento della macchina di controllo democratico. La democrazia si sostanzia in un "mi hanno eletto, faccio quel che dico io", con l'aggiunta di un bonario "non vi preoccupate che vi troverete bene". Il che non è detto che non succeda, per la verità, ma la macchina democratica non funziona a pieno regime, anzi. A Potenza succede qualcosa di simile. L'attività del Consiglio non può prescindere dal lavoro delle commissioni, dove si studiano le proposte, si vivisezionano, si discutono, si votano, e solo allora approdano in consiglio per una nuova discussione e una nuova votazione. Lungo e macchinoso? E' la democrazia. Ebbene a Potenza non hanno eletto il Presidente, poco male, ma non hanno neanche formato le commissioni, per cui le proposte di deliberazione arrivano in consiglio senza che siano state studiate e discusse, ma che dico, probabilmente neanche lette. Certo ogni consigliere potrebbe richiedere le carte, e leggersele, ma non può convocare un assessore o un dirigente per un chiarimento, e non può rispedire la proposta indietro perchè, per esempio, incompleta. Ed ecco che il nostro sindaco si pone sullo stesso livello del premier, evitando, cioè, il controllo democratico che avviene attraverso le commissioni. Poi, a sinistra, parlano del berlusconismo, e della deriva totalitaria. E', evidentemente, un vizio comune al cavaliere e al nostro sindaco. Comunque nessuno si lamenta. E questo è importante, oltre a dirla lunga sulla tutela delle prerogative del consigliere, che i consiglieri non sanno o non vogliono richiedere. E quindi il prossimo consiglio oltre alle prove per eleggere un presidente, e alle numerose interrogazioni di pochissimi consiglieri che non hanno abdicato al loro ruolo, il consiglio comincerà a produrre provvedimenti senza il filtro del lavoro delle commissioni: una pacchia per questa giunta. Le derive sono trasversali. In Italia quello che rende tutti uguali agli altri sono le coppole; senza ancora ci salviamo, ma appena ne indossiamo una diventiamo tutti capi, ognuno uguale all'altro (The Who).
Di
Admin (del 16/09/2009 @ 16:56:09, in
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Tipico esempio di arte moderna calata in un contesto magnifico di museo vivente in quella ridente cittadina di Potenza. Come è noto Potenza è la CITTA' CULTURA del mezzogiorno d'Italia. L'operazione di marketing, in tal senso, ben avviata, conduce nel capoluogo di regione della Basilicata il fior fiore degli artisti italiani e non. Non c'è occasione che questi artisti non sfruttino per far emergere la genialità che cova nelle loro teste. Il Comune è gratificato di un tanto e ringrazia di cuore, ricambiando con una eccezionale ospitalità. Venendo al giudizio artistico è ben evincibile che l'estro dell'autore, rimasto anonimo, cerca di rappresentare la cuneiformicità di un esoterismo accentuato. Le linee ricordano la sinuosa ecletticità di un barocco che, seppur ridondante, assume le fattezze del realismo cronico e lussurreggiante. Una velata ironia, che siaffaccia dai colori e dalle smussature degli spigoli, accentua una opinione estasiata di un mondo ancora grezzo seppur naturale, che si affaccia sul Mediterraneo della cultura gravido di secoli di brutali esperienze. In una parola un ottimo risultato. Potenza città cultura for ever, insomma. I cittadini ringraziano.
A Potenza, per grazia ricevuta, succede di tutto. Non possiamo certo invidiare le grandi metropoli italiane. Abbiamo problemi di traffico e di parcheggio. Abbiamo un serissimo problema di rifiuti, tossici e non. Viviamo il dramma della droga con le campane che suonano a morte troppo spesso, ormai. Insomma il peggio delle grandi metropoli noi ce l’abbiamo. E non fa niente se, poi, non riusciamo ad avere anche il meglio delle grandi città. Ma, ovviamente, se tanto fosse, saremmo anche qui in una grande città. Ma quando dico che succede di tutto, mi riferisco a come i problemi si risolvono a Potenza. E in questo facciamo scuola, perbacco.
Nel 2004, per esempio, il candidato Sindaco, nel suo programma elettorale, dedicò un intero capitolo alle contrade di Potenza, le cento contrade. Quel programma non è stato realizzato, ma, suvvia, può succedere; vero è però che alle contrade si riservano trattamenti differenziati. Pian di Zucchero e Montocchino, per esempio, hanno intravisto la luce nel periodo pre elettorale, con i lavori di rifacimento del manto stradale finalmente appaltati. Poi l’esito delle votazione ha tranquillizzato tutti e i lavori sono rimasti sospesi. Altre contrade, invece, hanno visto la luce e i lavori appaltati e realizzati, come per esempio in quella contrada che precede contrada Montocchino nella salita che porta alla provinciale Potenza – Ruoti. Solo il caso ha voluto che i lavori felicemente conclusi abbiano interessato la zona dove abita, si sente dire in giro, qualcuno di importante. Ma è tutta invidia, invece di essere contenti che almeno una volta un lavoro inizia e finisce!
Poi il Consiglio Comunale lavora, si fa per dire, senza Presidente. Lavori in corso, si legge davanti alla porta della Presidenza. Lo scacchiere delle poltrone ancora non è stato definito, e il Consiglio può aspettare, che diamine. E poi, per una volta che si risparmia uno stipendio.
In compenso al Comune giocano col traffico potentino come su un plastico della lego: si cambiano sensi di marcia, sensi unici ritornano a doppio senso, strade si aprono al traffico, strade si chiudono, ma il risultato non cambia: code su code.
In piazza Vittorio Emanuele, la scarpata adiacente all’edificio delle scale mobile è una piccola discarica. Ci buttano di tutto. E ci credo: a Maratea e a Tito, e forse a Pisticci possono lasciare di tutto, e a Potenza neanche un barattolo di birra? Diamine!
C’è una logica dietro ogni fenomeno, insomma.
Nel frattempo l’allegra brigata di Sindaco e Assessori continua ad inaugurare di tutto e di più. Festicciola, foto di gruppo, residenti con le bandierine, e via ad un nuovo parco giochi. Montreale agonizza, e Sant’Antonio la Macchia è in terapia intensiva, nel frattempo.
Nonostante le periodiche assicurazioni, ancora, il Comune omette di bandire la gara per l’affidamento del servizio dei trasporti cittadino; una proroga dopo l’altra, con i costi che aumentano e il servizio sempre scadente. Intanto un autobus si è schiantato contro un palo in contrada Canale, laddove il Comune a suo tempo, aveva vietato il transito agli autobus più lunghi di otto metri. L’autista ha subito lesioni, tanto per gradire, e pare non esistano le autorizzazioni tecniche per il transito in quella zona. Il bello è che la situazione venne segnalata in tempi davvero non sospetti anche alla Procura della Repubblica. Siamo in attesa, fervida. Nel frattempo si gioca alle auto-scontro.
Insomma a Potenza succede di tutto.
Beati noi.
Di
Admin (del 15/09/2009 @ 09:02:55, in
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Fratelli d'Italia, viva l'Italia. L'Italia s'è desta, l'Italia del caffè. L'Italia dimenticata e colpita al cuore, viva l'Italia, dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa. Da circa diciassette anni un bastimento carico carico di rifiuti tossici stazionerebbe nel mare di Maratea. A Tito, invece, pure, con la differenza che possiamo evitare il condizionale. La Basilicata, terra di petrolio, acqua e rifiuti tossici. Don Marcello Cozzi lancia ancora una volta l'allarme: potrebbe esserci altro dalle parti di Pisticci. I politici si allertano: Latronico interroga il governo: possiamo dormire tranquilli? Provincia e Arpab provano a collaborare. C'è fermento, perbacco. Dopo quasi vent'anni la politica punta il dito, si interroga, interroga. Insomma c'è chi ci protegge. Vivaddio. Abbiamo perso il PM più famoso d'Europa, questo è vero, ma considerato che il suo raggio d'azione non è mai stato circosritto al mandamento di competenza, non si dimenticherà certo di Potenza. E quindi, ora che anche la politica sta scendendo imperiosamente in campo, e finanche Roma vuol vederci chiaro, a danni, evidentemente, bell'è consumati, forse, appurata la verità, valutata la situazione, senza se e senza ma, verremo tutelati. L'Italia è un bel paese. Tutto si diluisce; il tempo grande guaritore. Le attese, gli iter burocratici, le riforme, le opere pubbliche, i processi, le inchieste, tutti mantengono una velocità bassa. Forse per evitare incidenti. Nel frattempo ci si consola con le escort, loro si consolano con le escort. Noi preferiamo ancora rapporti spontanei, dilettantistici, gratuiti, in permuta, via, un bacio per un bacio, una carezza per una carezza, ridi se ti piace davvero la mia battuta, e poi ognuno a guadagnarsi seriamente la pagnotta. Se penso che una lira dei soldi che pago per tasse, però, va a puttane per l'un o l'altro politico, mi illumino. Tutto sommato finanzio una scopata, non il traffico di droga o di armi. Anzi, ufficializziamo tutto: l'un per mille per le escort dei parlamentari e politici regionali, tutti, senza distinzione di partito o di incarico. Sai che fregatura per Tarantini. Ma si scherzava, suvvia. Non imbronciatevi. Del resto sesso, droga, e peccato che manchi il Rock and Roll, albergano da sempre nelle stanze dei bottoni. E poi, rifiuto tossico in più o in meno, il Potenza rimane semb nu squadron. Basterà rinascere con la camicia, come contrada Serra dove rifanno l'asfalto. Bacioni a tutti.
Di
Admin (del 14/09/2009 @ 22:09:44, in
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Il gioco che va di moda oggi in Italia è il rimestare nello sterco. Il problema è che di sterco ce n'è davvero tanto. Pare non ci sia una persona che non sia sporca di sterco, un partito che sia pulito. Prima lo sterco era costituito dalla corruzione, o dalla concussione. Poi a livellare tutti i partiti democraticamente sono arrivate le ford escort, un tempo berlinette modeste, oggi prostitute di lusso. Feltri si sta divertendo a gettar sterco in faccia a tutti, e, pare ci azzecchi sempre. Lo start lo ha dato, probabilmente, la pubblicizzazione delle avventure di super Berlusconi, il quale, peraltro, non le pagava le escort, perchè le pagavano altri. E, quindi, quel mondo che rimaneva nascosto al pubblico, probabilmente per un tacito accordo fra galantuomini (!), oggi è esploso in tutta la sua magnifica schifezza. Che muoia Sansone con tutti i Filistei. Tutti a puttane. I nostri rappresentanti politici sono, per lo più, come il primo ministro, tutti assatanati. Certo Berlusconi ci vuole convincere che le avventuriere lui le conquistava con suo fascino, poi semmai sapremo, leggendolo in qualche diario, che le mercenarie erano costrette anche a ridere alle sue battute non avendone affatto voglia. Un pò come quando, a scuola, si doveva per forza ridere alle battute, anche se stupide, del professore. Comunque quello che accomuna molti dei nostri politici è il sesso. Altrimenti che Italia sarebbe. Il gallismo è roba nostra, a qualsiasi livello. Non c'è idea o corrente che tenga, da destra a sinistra, fermandoci al centro, grande o piccolo che sia. In fondo il nostro rimane sempre il paese nel quale tira più un pelo di .... che una zoca di ferro. A proposito stasera c'è miss Italia. Chissà se i nostri politici non ne abbiano raccomandata qualcuna.
Di
Admin (del 14/09/2009 @ 11:45:29, in
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"La vera democrazia - io spero e credo - non conoscerà bandiere: solo, forse, qualche semplice simbolo di pace".
"Lavorare uniti in un mondo senza frontiere".
La prima frase è di Pier Paolo Pasolini, e risale a qualche decennio fa. La seconda è di questi giorni ed è di Gianfranco Fini.
Io trovo che le due dichiarazioni abbiano tanto in comune. Sebbene provengano da due persone che, ideologicamente, hanno fatto percorsi diversi, e rappresentano, tutt'ora, idee diverse.
Io, nel mio piccolo, la penso come loro. Il loro è anche il mio sogno. Sebbene sia cosciente che una cosa è il sogno, una cosa la realtà, con i suoi problemi, tutti seri, e tutti da risolvere.
Riamane, però, una considerazione: sarà che tanto è cambiato nei decenni, ma, oggi, più di ieri, ma probabilmente, oggi come sempre, non si può negare esistano valori comuni alle ideologie, alle parti politiche, alle fazioni. Valori che accomunano, e non solo i valori bollati dei giustizialisti e delle procure, o i valori della politica che gestisce gli affari, e cioè quelli economici e personali, ma i veri valori, quelli che gratificano le coscienze, e aiutano l'umanità.
Pasolini, quella frase, se potesse, credo che la ripeterebbe anche oggi. Fini ieri non l'avrebbe detta. Rimane un dubbio, e se, cioè, Fini abbia maturato una consapevolezza politica diversa, o agisca per mero opportunismo politico.
Di certo può esistere una destra che si ponga e provi a risolvere i problemi, come e meglio della sinistra. E' certo che quest'ultima non ha nessun monopolio, e che, forse, sui temi comuni, il dibattito deve essere forzato, incessante e senza muri divisori. Qualunque decisione, chi governa prenda, a seguito di un dibattito totale, sarebbe una decisione migliore di tutte le altre. Decisione, dico, non compromesso fra diverse posizioni.
Se le parti politiche arrivassero al grado di maturità di porsi l'obiettivo di risolvere i problemi senza riserve mentali personali, dettate dall'arrivismo, se non proprio da ragioni di tasca o di semplice privilegio, capendo che la politica deve aiutare un popolo, non affossarlo, forse l'Italia comincerebbe davvero a crescere. Altrimenti si navigherà sempre a vista, fra un editto di Bossi, una frecciatina di Dalema, e una escort per partito.
Di
Admin (del 13/09/2009 @ 12:55:18, in
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Quanto è elegante la sconfitta e quanto è volgare la vittoria. Quando sei sconfitto senti rabbia, umiliazione; poi ti accorgi che le spalle sono più leggere. La sconfitta non pesa, anzi alleggerisce. Per esempio delle responsabilità di una vittoria. La vittoria, invece, è pesante, per certi versi volgare, ed è imparentata con l'egoismo, la mancanza di solidarietà, l'arrivismo. Per vincere spesso bisogna essere più furbi, maliziosi, inclini al piccolo imbroglio. Difficilmente la vittoria è trasparente; e questo per definizione. Chi vince spesso ha rubato la vittoria, chi perde non ruba mai niente. E, quante volte, gli eterni sconfitti, sono, poi, i veri vincitori. L'arte più difficile, è quella di saper cavalcare le sconfitte, di trasformarle in energia, esperienza, e già questa è la vera vittoria nella vita. Sento dire da alcuni che amano vincere. Non li invidio, nè li biasimo, ma immagino che la loro vita non conosca pietà, solidarietà, amore. L'altruismo, la generosità sono tipici degli sconfitti, almeno apparenti sconfitti. Il vincitore, infine, sale su e poi inevitabilmente precipita. Lo sconfitto sale sempre. La storia ricorda con più amore e tenerezza i grandi sconfitti che i grandi vincitori. Solo un tipo di vincitore si salva: quello che quando vince, sa di aver in effetti perso, e accetta la vittoria come una autentica sconfitta. Gugliemo Rocco Nostrangelo.
Non ho mai governato, presumo che non governerò mai, ma, voglio essere una volta comunque propositivo seppur parlando dai cosiddetti virtuali banchi dell'opposizione, sebbene non mi tocchi. Comincerò con un compito facile: la discarica a cileo aperto di piazza Vittorio Emanuele, quella di cui al post che precede. Innanzitutto l'amministrazione, facendo violenza su se stessa, provvederà a ripulire tutta la scarpata, se di proprietà comunale, altrimenti provvederà ad intimare ai proprietari di provvedere alla rimozione di tutti i rifiuti. In seconda istanza l'amministrazione porrà tanto di cartello nel quale si dice che è vietato fare i porci comodi propri e che quindi non si può gettare niente lungo la scarpata, così come del resto ovunque. Aggiungerei che i contravventori saranno multati. Dopodichè allerterei i vigili per un controllo periodico, soprattutto nelle ore che presumibilmente vengono sfruttate al meglio dagli incivili, fino a beccarne uno. Infine pubblicizzerei l'avvenuta contestazione con conseguente elevazione di multa, nella maniera più opportuna, attraverso i media e la Rai, che sarà ben contenta di avere un altra occasione per osannare il suo amato centro sinistra. Ovviamente sono accettate contro proposte, purchè si risolva anche questo problema, che, ci crediate o no, offende tutti. In fondo proporre è quasi più facile che criticare.
Potenza. Pieno centro. Siamo nella centralissima piazza Vittorio Emanuele, altrimenti chiamata piazza 18 agosto. Da qui prendono avvio la scala mobile, gli ascensori per via Pretoria; qui sostano gli autobus, 4 importanti vie cittadine si incontrano, ecc. ecc. Guardando la stazione delle scale mobili, si può notare alla sua sinistra una ringhiera che affaccia su una scarpata. Di fronte ci sono palazzi con uffici e abitazioni. Ebbene vi chiedo di provare ad affacciarvi da questa ringhiera. Noterete un tipico esempio di raccolta indifferenziata di rifiuti, ovvero una piccola discarica a cielo aperto. C'è di tutto, o meglio, tutto quello che l'uomo dopo aver soddisfatto le esigenze primarie e non, si ritrova fra le mani: fazzolettini, pacchetti di sigarette, carta oleata debitamente usata, bottiglie di birra, barattoli di bibite, carte, cartacce, ecc. ecc. E' evidente che la discarica è in uso da tanto tempo, perchè qualche avanzo è ingiallito dal tempo e dal sole. Il quadretto è desolante, e anche un pò schifoso. In fondo siamo nel pieno centro di una ridente cittadina capoluogo di regione, e una discarica, in pieno centro cittadino, forse, stona un pò. Ma non la penseranno così utenti e amministratori. Gli utenti della discarica trovano comodo farne uso, evidentemente abituati a vivere nella schifezza, e gli amministratori si guardano bene dal pulirla, dal vigilare e dal prevenire, perchè, perchè, perchè....a dimenticavo, perchè ndrighete ndrà. Chiaro segno di inciviltà di pochi utenti e di molti cattivi amministratori, la discarica simboleggia che il ceto degli incivili e degli amministratori, sebbene numericamente inferiore al resto della popolazione, fa quello che crede. E quello che crede è sotto gli occhi di tutti. Alla maggioranza civile tocca subire la tracotanza degli altri, come in ogni democrazia che si rispetti. Con un'unica differenza, che nella democrazia comanda la maggioranza, nella democrazia potentina, comanda la minoranza dei cittadini, e, lo ripeto, specificamente, quella degli incivili e quella dei cattivi amministratori.
A distanza di qualche mese, a mente fredda, si può anche riconsiderare la strategia del PDL adottata alle scorse amministrative. All'epoca, il PDL decise di candidare nelle posizioni apicali politici non di partito, ma del cosiddetto centro, di recente provenienza centro-sinistroide. Oggi possiamo dire che la gente non gradì granchè. E aveva ragione. Lo si vede anche dallo spessore dell'attuale opposizione. Con una messe di temi politici da sottolineare, con una enorme numero di accadimenti ben criticabili, ebbene, l'opposizione biascica solo qualche parolina, fra l'altro, anche sommessamente. Tranne il Consigliere Imbesi, al Comune, l'opposizione riscalda la sedia, a quanto è dato capire. Dalla Provincia non si sente un sussurro, e alla Regione, vivaddio, ogni tanto, con molta discrezione, dicono qualcosina. Eppure ci sarebbe da rivoltare i tavoli. I fianchi scoperti del centro sinistra sono praterie sulle quali cavalcare e divertirsi. Invece niente. Anche le segreterie non si fanno sentire. Da chiedersi che cappero hanno in testa. Peccato. Perchè il territorio ha bisogno di una vera opposizione, che coinvolga, che ascolti, che proponga, che denunci. Ma le strategie, evidentemente, sono altre. Quali, non è dato capire. Bisognerà chiedere ad un mago o ad una veggente. Non fosse che per qualche bravo amministratore, qualcuno anche eccellente, e pochi altri, il PDL è totalmente assente, nè viene supplito dai candidati apicali che dovrebbero tirare la carretta. Scelta infelice, allora. E strategia inesistente. Peccato, davvero peccato. Pazienza. A volte sono tanto silenti che quasi ci si potrebbe preoccupare, o chiedere l'intervento di "Chi l'ha visto". Cambierà qualcosa? Bà, in fondo non è mai troppo tardi, diceva una trasmissione che i più neanche ricordano ormai. Domani è un altro giorno, si vedrà.