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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
La Giunta pugliese, bocciata dal Tar di Lecce, perchè era tutta di sesso maschile, ha adempiuto all'ordine del giudice. Hanno preso l'assessorato meno importante, non certo per le deleghe, quanto per l'importanza che è solito dargli la politica italiana, e lo hanno dato ad una signorinella. Che sforzo! Hanno fatto il compitino, e ora stanno tranquilli. Traspare, evidente, la difficoltà a immaginare la politica con le donne. Un finale indecoroso, insomma. Sempre che sia un finale. Infatti le organizzazioni già preannunciano battaglia: "almeno tre donne"! Si finirà a mercanteggiare, e chissà, forse si accorderanno su due. Mondo balordo. Le altre giunte d'Italia maschiliste, nel frattempo si interrogano: che fare? La politica è riuscita nell'ennesimo miracolo: far entrare i giudici nei suoi meccanismi sacri. Una democrazia e una parità di diritti imposta, come le missioni di pace a Kabul. I magistrati missionari delle pari opportunità. In Italia si fa ricorso ai Giudici una volta sì e una volta pure. Da registrare la totale incapacità della politica ad essere quanto meno credibile, e autonoma. A Potenza, nel frattempo, si butta la conta per vedere chi indosserà la gonna in Giunta, per evitare sconquassi. Si fanno le prove, ma finora le cosce sono tutte brutte e pelose. Quindi prima a far la ceretta e poi si deciderà.
Di Admin (del 29/09/2009 @ 10:18:33, in Ciità di Potenza, linkato 138 volte)
Non illudetevi miei cari amici. La Presidenza del Consiglio comunale di Potenza non è una questione politica, ma è una questione economica. La Presidenza comporta uno stipendio, ragion per cui, in primis non può essere riconosciuta all'opposizione, che, come dire, non se l'è guadagnata; secondo, bisogna vedere a chi tocca. Liquidare l'IdV con la Presidenza significava eliminare un gruppo scomodo in Consiglio, imbavagliare un partito non troppo portato alla cieca obbedienza, ma famelico almeno quanto gli altri, e stare in pace in Giunta. E, fin qui, ragioni personali a parte, un minimo di discorso politico pure veniva fatto. Ora invece siamo allo scannamento fra i partiti della maggioranza con l'aggiunta che l'IdV potrebbe tirare colpi bassi e alzare il tiro in vista delle regionali. I consiglieri di maggioranza si sentono tutti presidenti in pectore: stipendiuccio, autista, cellulare, ufficio, e dipendenti. Un giro di gloria per cinque anni, che goduria. La corsa non è nè per titoli, nè per concorso. E' una vera e propria bagarre. Le ragioni politiche non esistono più. E' necessario vedere a chi tocca lo stipendio. Punto. L'apoteosi della democrazia. Io un suggerimento comunque, lo darei, ben sapendo che la mia voce vale quanto il due a briscola: Rinaldi. Ha polso ed esperienza. Anche Imbesi andrebbe bene, ma poi chi le fa le interrogazioni?, e poi è dell'opposizione. Ma oggi vedremo. Pare che l'opposizione abbia cominciato a mormorare qualcosa sulla vergogna della mancata formazione delle Commissioni, ebbene non è mai troppo tardi. Coraggio. Ad oggi, allora, e che la città si risvegli con due presidenti: uno al consiglio, e uno in visita. La città si rifà il trucco, per il momento. Ma solo in viso, una riratina alle rughe e tanto rossetto, poi le mutande e le calze sono bucate, e non c'è una lira per cambiarle. ma tanto lì sotto chi va a guardare?
Di Admin (del 28/09/2009 @ 22:10:08, in Città di Potenza, linkato 122 volte)
E allora la visita di Napolitano ci porterà una piazza Prefettura rimessa a lucido. I lavori già fervono, e non fa niente se poi la piazza verrà riqualificata e i lavori di oggi verranno stravolti. L'importante è fare bella figura col Presidente, al quale dire "hai visto che bella piazza che abbiamo?" . Che bravi che sono i nostri amministratori. Arriva l'ospite importante e mettiamo il vestito della festa. Per compralo ci indebiteremo, o non faremo la spesa, ma che fa? L'importante è apparire per quello che non siamo. Non mostrare le pezze al culo. Sarà anche giusto, chissà. ma a me fa pena vedere la mia città tirarsi a lucido solo quando viene il Papa o il Presidente, e solo nelle zone che vedranno il loro passaggio. Poi, a venti metri, rimarrà lo squallore più totale. E il Presidente andrà via dicendo "però che bella piazza che c'è a Potenza". E chissà se le mattonelle nuove ce le lasceranno, o le smonteranno il giorno dopo perchè ce le hanno solo prestate. Ma queste sono quisquilie. Vado a farmi i capelli e a comprare una cravatta nuova: tante di quelle volte il Presidente mi nota e mi propone come corazziere. Qualche consigliere comunale già protesta. Voleva far parte della sceneggiatura. Il Sindaco ha detto che nel protocollo i consiglieri non sono previsti. Peccato. Infine una annotazione di servizio. La maggioranza ha ritirato la candidatura Galante for president. Non avrebbero mai avuto i numeri. E, tanto per gradire, hanno rinviato il tutto a domani. Campa cavallo.
Signori così non si va avanti, quantomeno, non si va avanti tutti, non si cresce, ma avanti ci vanno solo i guidatori del vaporetto. Il vaporetto è sgangherato, ma il trattamento per gli ammiragli è di prima classe, e per la ciurma è di seconda classe. Dallo stipendio ai vari benefit, escort incluse, il trattamento riservato ai nostri politici e parapolitici, senza che sia in genere meritato affatto, è da sultani.
Ad oggi diventa difficile capire chi si salva, visto che la cosiddetta casta litiga su tutto, tranne che sulle sue prerogative, privilegi e prebende, a partire dalle liste bloccate che garantiscono al primo fesso, inviso semmai ai più, o, notoriamente poco affidabile, di sedere a corte per alzare la mano nell’esercizio del dovere rappresentativo, e il gomito nel soddisfare le personali esigenze.
La poca cura per l’interesse pubblico è tale che, chi ancora coltivi un minimo di speranza nel futuro, non può più polemizzare il lunedì e votare secondo convenienza il martedì.
La misura è colma, e pertanto, dal mio umilissimo pulpito, forte solo di una totale, completa, spavalda libertà, e per il resto povero di tutto, lancio, ufficialmente, oggi, 26 settembre 2009, dal predellino del mio PC, la notizia che è nato il “Movimento della buona politica”.
E’ un movimento virtuale (per ora) trasversale che intende fare politica, buona politica, densa di dibattito, libertà e democrazia, traboccante trasparenza, coerenza e pluralismo, solidarietà e rispetto per le regole.
L’obiettivo è quello di attrarre chiunque sia stufo della politica che vediamo oggi, e da parecchi, troppi, anni, chiunque sia allergico alle raccomandazioni, alle filiere, agli incarichi politici, chiunque creda nel merito e riconosca ogni opportunità ai suoi simili, chiunque ami ragionare e sentire l’altrui opinione, chiunque abbia voglia di mettersi a disposizione della società senza nutrire particolari scopi privati.
Aspetto adesioni, anche perché l’adesione al movimento non è in conflitto, per ora, con l’appartenenza a qualsivoglia forza politica.
Nulla esclude che in un futuro prossimo il Movimento possa decidere una discesa diretta in politica, attraverso lo strumento della partecipazione a competizioni elettorali, nella forma che il Movimento avrà modo e tempo di decidere.
E’ in preparazione lo Statuto che vedrà presto la luce, e verrà discusso virtualmente da tutti gli aderenti prima che diventi ufficiale.
Ben conscio di intraprendere una battaglia che si presenta difficilissima in questa grigia stagione della politica italiana, ad ogni livello, da quello nazionale a quello locale, ebbene, la battaglia verrà intrapresa e combattuta comunque con lealtà e caparbietà, anche se il Movimento dovesse raccogliere poche adesioni.
Presto il Movimento da virtuale diverrà reale e palpabile attraverso riunioni e incontri di ogni tipo.
Le comunicazioni fra gli aderenti avverranno a mezzo posta elettronica, mentre ogni sviluppo verrà pubblicato sul blog del sottoscritto e su facebook. Chiunque aderirà è pregato di fornire tutte le generalità e l’indirizzo di posta elettronica sul blog nella sezione commenti, su facebook, o all’indirizzo di posta eletronica del movimento che è “ ilmovimentodellabuonapoitica@gmail.com”.
A presto.
L.P.
Onore e gloria a Micromega. Per una volta si è dimostrata terza di fronte al malcostume tutto italiano. Sembrava che ogni guaio, ogni caduta di stile, ogni parentela con l’illegalità fosse soltanto di Berlusconi; oggi, invece, per Micromega c’è anche l’IdV. Ma è una notizia già nota, e Micromega arriva per così dire in forte ritardo. Fa notizia, però, perché contrariamente a quanto si sarebbe potuto pensare, non ha fatto sconti neanche all’amico, o ex amico, ormai, Di Pietro.
Quest’ultimo ha chiamato mafioso il Parlamento, includendo, evidentemente, anche se stesso. Ma le prime pagine rimangono per le parole di Brunetta e di Berlusconi, quelle di Di Pietro, se riportate, le troviamo dopo la decima pagina.
Il buon Tonino, però, dovrebbe smetterla di immaginare la sua politica solo e soltanto come guerra a Berlusconi, perché così rimane misera assai, e improduttiva.
Ha fallito già una volta, Di Pietro, non eliminando il malaffare dalla politica in Manipulite. Poi ha deciso di ripulire la politica dal suo interno, con un appannaggio ben superiore a quello, misero, di magistrato, e, non solo ancora non ci è riuscito, ma, a sentire Micromega, nel suo partito succede proprio quello che lui ufficialmente ha promesso agli italiani di combattere.
Nello stesso tempo il governo fa il minimo, e talvolta, questo minimo è ben discutibile (vedi scudi fiscali e accessori); ancora non affronta le vere riforme: pensioni, taglio alla enorme e ingiustificata spesa pubblica, taglio degli enti inutili (finora il ministro leghista ha tagliato le leggi inutili, ma di enti ancora non se ne parla), programmazione economica, accorciamento dei tempi della giustizia e abbassamento dei suoi costi, tutela dei beni ambientali, ambiente, disoccupazione e sud.
In compenso, si fa per dire, Fini, forse sulla falsariga della nuova destra inglese, si apre a nuovi temi politici e detta la sua agenda. Con un libro. Così usa, ora. L’ha fatto Tremonti, lo fa Fini. In attesa di Franceschini, Bersani e dell’italianista Di Pietro, ci auguriamo che le agende politiche dei maggiori politici volgano la testa ai loro moribondi partiti, privi ormai di dibattito e di democrazia, e zeppi di servi sciocchi, bravi solo ad alimentare il proprio personale potere.
Il quadro è misero, la politica latita, gli onesti e i seri sono ghettizzati. Epoca di proclami e man bassa, generale. Arraffa ora che domani non si sa.
Ad oggi non so ancora se e quanto vergognarmi che il mio Presidente del Consiglio vada a puttane. Così come non so ancora se e quanto vergognarmi che tutta la sedicente sinistra italiana e paraggi faccia politica sul fatto che il premier va a puttane. Sarò presuntuoso, ma ho come il vago sentore che siano tutti davvero poco seri. Si salverà qualcuno? Sicuramente sì: ma allora tiratelo fuori!
Di Admin (del 26/09/2009 @ 08:46:50, in Comune di Potenza, linkato 103 volte)
Le commissioni consiliari sono la spina dorsale di ogni consiglio comunale. Nelle commissioni, definite “articolazioni del consiglio” , si esaminano i provvedimenti, mediante lo studio di ogni incartamento, la raccolta di informazioni, ascoltando il dirigente, l’assessore o il Sindaco, si palesano dubbi, si esprimono suggerimenti, si restpingono le proposte della Giunta.
Per fare un esempio il Regolamento Urbanistico venne esaminato in centinaia di riunioni di commissione che arrivarono a modificarlo, talvolta, anche in maniera significativa.
Nelle commissioni il consigliere si appropria della materia, e si toglie ogni residuo dubbio, preparandosi così, al dibattito e al voto in consiglio.
Insomma, un consiglio, senza il lavoro delle commissioni, è più o meno come un governo che vada avanti a colpi di fiducia. Situazione deprecabile, e mal vista da tutti, dal Presidente della Repubblica, a quello della Camera, passando per i vari partiti.
A Potenza, dopo oltre tre mesi dalle elezioni, ancora non sono state costituite le commissioni consiliari. Le commissioni rimangono l’unico luogo, fra l’altro, dove la minoranza può cercare di incidere sulla attività consiliare, non avendo i numeri, in consiglio, per poter apportare una seppur minima modifica ai provvedimenti.
Evidentemente siamo di fronte innanzitutto ad una inadempienza, e poi, ad una situazione di deficit amministrativo e democratico.
Non avrei il timore di definire scandaloso quanto sta succedendo al Comune di Potenza. Che non si elegga il Presidente è cosa buffa e ad un tempo penosa, sol se ci si soffermi sulla circostanza che basterebbero i voti della maggioranza per nominarlo; ma esiste un facente funzioni, e quindi, bene o male, l’assise può andare avanti seppur nella più vergognosa anomalia. Ma che non si costituiscano le commissioni è fatto grave, perché, si violano anche lo Statuto e il Regolamento che le prevede come vera e propria ossatura amministrativa dell’attività consiliare.
Ma Potenza è, evidentemente, un luogo a parte, dove le regole sono un contorno inutile e soltanto ornamentale. Però, in fondo, se neanche la minoranza ha diffidato chi di competenza ad ad ottemperare alle norme regolamentari, vuol dire che delle commissioni, a Potenza, se ne può fare a meno.
A questo punto, però, potremmo fare a meno anche di tutto il Consiglio, se permettete, perché un Consiglio senza Commissioni è come un corpo senza testa. In fondo dalle nostre parti basta il Sindaco e la sua giunta, o no?
Ieri sera Anno Zero. Sento dire che in Italia non c'è più libertà di informazione. Vedo Anno Zero. Leggo il Fatto. Dicevo, in Italia è scattato l'allarme libertà di informazione. Ma ho visto Anno Zero e letto il fatto e la Repubblica. Sono confuso. Ma Berlusconi come cappero la vuole tappare l'informazione, con Travaglio in prima serata? Eppure si dice... . ma ho visto anno zero e ho letto il fatto, la Repubblica e l'Unità, e il Manifesto, e il Riformista, e la Stampa, e il Corriere della Sera, e la Nuova del Sud. OK. Ma in Italia l'informazione non è libera. Ah! capisco! Finalmente. In Italia non c'è libertà di informare serenamente, e si può informare solo su Berlusconi. capperi! E ditelo più semplicemente.
La notizia è di ieri, il Tar di Lecce ha bocciato la Giunta della Provincia di Taranto perchè non ci sono donne. Ma la notizia non è nuova. Lo stesso Tar qualche anno fa aveva adottato lo stesso provvedimento nei confronti di un Comune del leccese. Ma, all'epoca, non fece troppo scalpore e chissà perchè. Ma io, abituato a barcamenarmi fra codici e politica locale, la richiamai in Consiglio per ammonire il Sindaco che, nel rimestare le carte, aveva escluso la Fulgione dalla giunta, unica donna, sostituendola con un bel maschietto. Nell'occasione richiamai il principio, riportato finanche nello Statuto del Comune, della necessità di prevedere la presenza femminile. Semplicemente se ne fottettero. Avevo quasi deciso di portare io la questione davanti al Tar, ma poi non ne feci più niente perchè avrei dovuto farlo innanzitutto a spese mie, e in secondo luogo i partiti di opposizione non mostrarono particolare interesse. Oggi il problema si ripropone, e le belle giunte di Santarsiero e di Lacorazza, nonchè di De Filippo, fanno bella mostra del loro maschilismo. Diciamolo, l'epoca di una effettiva pari opportunità è lontana. Le speciali commissioni non servono a niente, se è vero, come è vero, che di fronte alle nostre giunte non hanno mai proferito parola. Le donne diventano famose, per lo più, quando sono escort, sbarcando anche in TV in prima serata, e se non sono escort e fanno i ministri, per la sinistra sono oche scelte dal gallo. Comunque sul tema ho già dato in tempi non sospetti. Per i curiosi basterà andare a leggersi i verbali (se non sbaglio presenti anche in questo blog) di consiglio quando venne estromessa l'allora verde Fulgione.
Quando il legislatore lancia un condono, di qualsiasi natura sia, si apre una ferita nel tessuto di una società civile. Condoni, indulti, amnistie, in genere e storicamente erano legati ad eventi eccezionali. Negli anni sono diventati dei veri e propri surrogati di politiche economiche inefficaci, da un lato, e cortesia per furfanti, dall'altro. Immaginare, per esempio, che chi ha rispettato sempre la legge sia equiparato nella sostanza a chi la legge l'ha impunemente violata, è uno sfregio all'onestà. E anche per questo i condoni dovrebbero costituire soltanto il corollario di un accadimento eccezionale, come la fine di una guerra o un nuovo miracolo di San Gennaro. E invece sono diventati gli strumenti per fare cassa, e meglio ancora se nel contempo si fa una cortesia a qualcuno. Il problema dello scudo fiscale è un problema serio che avrebbe meritato un dibattito nei partiti e nel parlamento molto più approfondito. Avrebbe dovuto essere accompagnato da una valida giustificazione, giuridica e politica. E invece no. Continua la cattiva abitudine, per fare cassa, di perdonare i responsabili di reati. Piuttosto c'è da chiedersi quando cominceranno i veri tagli alla spesa pubblica, quando verranno eliminate le Provincie, come promesso, quando razionalizzata la spesa anche per gli enti territoriali. Questo doveva fare e deve fare il Governo Berlusconi. Un enorme, drastico, reale, significativo taglio alla enorme spesa pubblica, con eliminazione di ogni spreco. Da questo punto di vista il governo ancora latita, invece. E dispiace, perchè gli italiani stanno aspettando proprio queste politiche, queste riforme, non lo scudo che riguarda poche migliaia di persone. In Italia ci sono categorie di lavoratori che portano a casa, a fronte di lavori rischiosi e faticosi, poco più di mille euro. Tagliare la spesa, restituirebbe innanzitutto, un pò di dignità a chi sostiene l'Italia veramente, con sudore e sacrificio. Se penso che in enti come Acqua spa e altri mille, ci sono stipendi da favola, con accessori vari, quali macchina e autista, a fronte di un paio di gocce di sudore all'anno, profuse nell'afa di agosto, e solo per il caldo e non per la fatica, rabbrividisco ancora. Perchè stranamente ancora mi riesce. E allora aspetto con speranza, e fiducia un serio colpo dal governo, altrimenti si andrà incontro ad un colossale fallimento. Politico.
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