\\ Home Page : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Il giudice chiuse il codice e si rivolse agli avvocati. “Mi dispiace ma mi è preclusa ogni indagine nel merito della questione. In base all’art. 164 del codice di procedura civile i termini di presentazione della domanda erano bell’e trascorsi da almeno 49 secondi al momento del deposito; pertanto, pur intravedendo margini di fondatezza della domanda, mi vedo costretto a respingerla e a condannare il ricorrente al pagamento di una ammenda di 300 euro, e al pagamento delle spese processuali in favore dell’avversario che liquido come da nota specifica in euro seimila cinquecento. L’udienza è terminata. E ora per favore fuori che devo riposarmi.”
E anche stavolta giustizia è fatta, pensò il giudice, aprendo il quotidiano e tuffandosi nella lettura degli avvenimenti sportivi.
Amici non riesco a scrivere niente da due giorni. Non mi era mai successo. Se si tratti di un sintomo particolare di un malessere nascosto non lo so, certo e' che faccio fatica a postare. Spero di sbloccarmi. Con i migliori ossequi a tutti.
Oggi è il mio compleanno. Compio 53 anni. Spesi bene o spesi male, non lo so, ma credo che sia sempre possibile immaginare di aver potuto fare meglio e di più, così come credo che sia molto stupido fare di questi pensieri. Diciamo che mi sono fatto portare dalla vita per mano, limitandomi a metterci del mio quando non bastava la mera presenza. Continuo, la sera, a farmi cogliere impreparato dal sonno, quando avrei ancora voglia di fare tante cose, e riesco ancora a preoccuparmi di cose che non meriterebbero tanta attenzione. Continuo a immaginare di poter essere altro e diverso, ma la sensazione che si tratti di un sogno irraggiungibile si fa strada ogni giorno di più. Ho passato la vita fra un sogno e un altro, e nel frattempo vivevo. Oggi sono un pò stanco di sognare, e la vita, con tutti i suoi aspetti brutti e malvagi, mi sembra più facilmente accettabile. Il desiderio di accontentarmi del quotidiano, qualunque esso sia, sta avendo ragione di qualsiasi altro desiderio, e i rumori della vita sono meno assordanti. La virulenza delle passioni, i moti di orgoglio, le prese di posizione per principio, vanno affievolendosi e lasciano il passo ad una disciplina di vita un pò più rigida, poche regole da rispettare, col piacere di rispettarle. Invecchiare, in fondo, non è niente di catastrofico. Basta cambiare gli obiettivi, e adattarsi alla nuova stagione, insomma senza far finta di avere sempre vent'anni, perchè non ce lo impone nessuno, nè ancora è una sconfitta avere i capelli bianchi. Del resto c'è una cosa che non invecchia mai, ed è l'anima. Invecchia solo il corpo,e, mentre non riusciamo più a fare il giro del Pantano in meno di 30 minuti, riusciamo ad amare sempre di più, e sempre più disinteressatamente. E questo è un miracolo, un miracolo però, democratico, perchè è di tutti e per tutti. Basta questo per sorridere alla vecchiaia e per accettarla come un dono. Un bacione a tutti da un 53enne in fondo, abbastanza sereno.
Di Admin (del 03/11/2009 @ 15:13:33, in La giustizia in Italia, linkato 79 volte)
Una volta un quotidiano locale anticipò, e di molti giorni, una notizia giudiziaria che avrebbe dovuto rimanere segreta. Sporsi denuncia. Qualche giorno fa è stata archiviata la denuncia perchè gli autori sono rimasti ignoti. Oggi leggiamo sui giornali i verbali dell'interrogatorio del povero Marrazzo. Qualcun altro ha violato il segreto istruttorio, forse. Un altro ignoto, suvvia. E quindi ci tocca conoscere gli aspetti più pruriginosi di una squallida vicenda. Che italietta da quattro soldi, signori. Le procure sono autentici colabrodi. A quando una seria riforma dove prevalga una sola cosa, la serietà?
Di Admin (del 02/11/2009 @ 21:56:29, in Città di Potenza, linkato 152 volte)
Potenza è città nemica dei disabili. Sviluppatasi selvaggiamente non ha mai mostrato sensibilità per chi non ha la fortuna di affrontare normalmente le barriere architettoniche. I disabili non sono, semplicemente, liberi di vivere come gli altri. Ho raccolto diverse lamentele, e sarò ben lieto di ospitare su questo blog idee, istanze, critiche che provengano dal mondo dei disabili. Presso il Comune dovrebbe essere costituita la consulta dell'handicap che, però, non ho visto funzionare per 5 anni e che dubito abbia mai avuto un sussulto. Miei cari amici stanno per far nascere una associazione che chiameranno Libertà, quella libertà che la città di Potenza ora gli nega. Io mi sono messo a loro disposizione per quel poco che posso fare, spero di trovare in Comune orecchie sensibili, finalmente, per realizzare una mappa delle barriere architettoniche da abbattere prioritariamente, e studiare una politica di civiltà che consenta alla città di Potenza di diventare la città di tutti. Sarà dura, ma ce la faremo.
Democrazia è partecipazione così come una democrazia senza discussione non è democrazia. Ma, alla fase della discussione, segue quella della decisione. Talvolta si hanno anche decisioni adottate all'unanimità, ma è un caso raro. Nella stragrande maggioranza dei casi, le decisioni vendono prese a maggioranza. Il che significa che se, prima di una discussione, si organizza una maggioranza, la discussione è una finzione, perchè la maggioranza ha già deciso. In questi casi, che costituiscono la generalità, la democrazia consiste nel fatto che, trascorso un certo periodo di tempo, possono prevalere maggioranze diverse. Il tutto si traduce nel fatto che, sempre e in ogni caso, le discussioni democratiche lasceranno spazio a decisioni a maggioranza. Le decisioni prese a maggioranza sono, per definizione, decisioni di parte, anche se la parte che le sostiene sia più numerosa di quella che le contrasta. Ciò non toglie, però, che queste decisioni siano tutto tranne che democratiche. Viviamo, quindi, un quotidiano assolutamente non democratico, mentre rimane democratica la periodica decisione di chi debba adottare decisioni di parte. Un tale sistema, che, nel quotidiano amministrativo e legislativo, democratico non è, necessita, quindi, di controlli, affinchè si eviti che le decisioni siano arbitrarie, contrarie alla legge, o soltanto ingiuste. Il sistema dei controlli, però, in Italia si è fortemente indebolito negli anni. Mentre qualche decennio orsono il sistema dei controlli, pur esistente ed efficace, lamentava, talvolta, corrosioni illecite. Il controllo, oggi, lo fa esclusivamente la magistratura, ma trattandosi di controllo esercitato al di fuori della politica e della amministrazione, diventa un controllo esercitato da un altro potere, con la conseguenza che detto ultimo potere può influenzare il primo. Circostanza, invero, inopportuna assai, perchè rischia di trasformare in normalità quella che dovrebbe essere soltanto una estemporanea eccezione. Il controllo dovrebbe, invece, essere prima di tutto interno alla politica, e affidato alla opposizione, che, per giustificare anche la propria esistenza, dovrebbe svolgere un ruolo, appunto, di controllo effettivo, di denuncia, di difesa dei diritti eventualmente calpestati. Una opposizione di questo tipo comporta la necessità della inesistenza di qualsivoglia forma di consociativismo, invece, ben avanzato in Italia, soprattutto ai livelli più bassi, ma non escluso neanche in quelli più alti. In conclusione, si può serenamente affermare che in Italia non esiste vera democrazia perchè nell'ordine: abbiamo la dittatura della maggioranza, l'opposizione non effettua alcun controllo, maggioranza e opposizione spesso si spartiscono il piatto. A peggiorare la situazione esiste un conflitto fra poteri di inaspettata mole. In questa situazione sperare che le cose vadano bene diventa una scommessa, ogni giorno che passa, difficilmente vincibile. Se si aggiunge che è venuta meno anche la possibilità di discutere all'interno dei partiti, come si dice, la frittata è completa. E allora sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche e rifondare questa squinternata repubblica.
Francamente non capisco l'ostinazione di Berlusconi. Premettendo che il PDL non può ritenersi Berlusconi-dipendente, altrimenti non sarebbe un partito, ma un esercito, e non dovrebbe nutrire per se stesso alcuna stima, così come ogni illustre personaggio, da Fini in giù, dovrebbe immaginarsi solo come comparsa, ebbene tanto premesso, il lusso di fregarsene dei processi evitando ogni dimissione, proprio non se lo può permettere. E questo per più ordini di motivi: 1) un partito col numero di consensi del PDL non può presentarsi senza alternative al leader carismatico per la postazione di primo ministro; 2) la figura di Berlusconi non è detto debba esser buona solo al vertice del governo, ben potendo rimanere, per un pò, e salvo complicazioni, al vertice del partito; 3) opporre un muro contro muro all'opposizione sulla questione del conflitto d'interesse, e sulla pendenza giudiziaria del premier, dopo aver incassato un terribile diretto sul grugno col nodo Alfano, avendo ben altro da opporre, in tema di politica vera, ridimensiona la caratura politica del leader e del suo partito; 4) incaponirsi sulla posizione di "a morte i giudici comunisti", non è opportuno, e dà l'idea che gli interessi del premier sono superiori a quelli degli italiani, e questo non è e non può essere, neanche nella testa di Berlusconi; 5) esiste una maniera elegante per affrontare la attuale problematica, e consiste nel farsi da parte, aspettare i giudizi, e in caso di esito positivo, riproporsi prepotentemente; 6) l'Italia può essere governata anche da un altro esponente del centro destra, e volerlo escludere a priori, sulla scorta del risultato elettorale, significa nascondere la testa sotto la terra, e andare incontro ad una battaglia dall'esito incerto; 7) dal lato strategico, non ha senso pretendere di imporre la propria innocenza a prescindere dai processi, quasi fosse qualcosa di apoditticamente ovvio; 8) anche da un punto di vista strettamente personale, affrontare i giudizi da cittadino qualunque, forse lascerebbe spazio ad una maggiore obiettività, e diminuirebbe il rischio di una decisione politicizzata. Sintetizzando, ritengo poco accorto insistere nel dire non mi dimetterò mai e poi mai, anzi, sbaragliando ogni previsione, lo farei immediatamente; chiederei di essere processato velocemente, e col governo affidato ad un altro, e con l'identica coalizione, a fine processo andrei alle elezioni con Berlusconi premier se innocente, con un altro se condannato. Qui non si tratta di salvare solo la pelle di Berlusconi, qui si tratta di fare la politica migliore per l'Italia, e per battere gli avversari, oggi e domani, senza dare l'idea di essere convinti di poterlo fare solo con Berlusconi. Infatti, se è vero che fino ad oggi, il centro destra ha vinto soprattutto per il cavaliere, dovrà prima o poi attrezzarsi per poterlo fare anche solo perchè forza politica credibile e riformista. Questo dovrebbe essere il reale intento anche di Berlusconi, se solo immagina di poter passare davvero alla storia, e non solo per la ricostruzione d'Abruzzo e per le barzellette.
Di Admin (del 01/11/2009 @ 09:52:18, in Città di Potenza, linkato 90 volte)
In una Potenza urbanisticamente arrangiata, architettonicamente zeppa di barriere, perennemente con i “lavori in corso”, in una Potenza dove le opere pubbliche si iniziano, talvolta si realizzano, ma non si usano mai (penso al Ponte attrezzato, alias lombricone), dove gli inceneritori servono solo a bruciare risorse economiche inutilmente, e dove il terrore degli assessori e del Sindaco è il debito accumulato, spicca la perdurante gratuità del servizio delle scale mobili. Inspiegabile, in verità, stante il costo, notevole, di funzionamento, e le conosciute ristrettezze economiche che non consentono neanche di prevedere l’abbattimento di una barriera architettonica. Cionondimeno gradita, però. Avere un servizio, buono, quale è quello delle scale mobili, al di là dell’inaccessibilità, parziale, ai portatori di handicap, non può non suscitare gratitudine. Ma, della magnanimità, da parte della pubblica amministrazione locale, mostrata nel caso specifico, ma contrapposta alla gravità della situazione economica, pur bisogna spiegarne il motivo. E la giustificazione. Non sfugga che al Comune il servizio costa caro. E il fatto che non lo redistribuisca fra gli utenti, attraverso il pagamento del biglietto, non significa che non debba comunque gravare sulla cittadinanza. Siamo, in buona sostanza, davanti soltanto ad un effetto ottico, un effetto speciale. Per dirla tutta, il servizio lo paghiamo comunque, in tante maniere, col contante e con servizi deficitari se non mancanti, anche perché non c’è Paperon de Paperoni che, a fine mese, va alla cassa e salda il conto. Piuttosto bisognerebbe sapere nell’ordine: quanto costa il servizio al Comune e con quali fondi lo paga. Quale strategia suggerisce di rendere gratuito il servizio pur in presenza di una situazione economica disagiata, e col brusio polemico contro il governo che ha tagliato i fondi, e, infine, se la gratuità del servizio non sia soltanto una sonora presa per i fondelli. Una maniera per tener buoni i cittadini e per dimostrare loro quanto sono, gli amministratori, bravi e buoni. Infine bisognerebbe capire se con quei soldi fatti risparmiare all’utente ma che gravano anche su chi utente non è, non si potrebbe risolvere qualche problema più urgente. Ancora. Esiste un patrimonio immobiliare di grande consistenza, inutilizzato e abbandonato, che grava sulla città, quanto meno per la sporcizia e la bruttezza che produce, e per il mancato sfruttamento. Ebbene, non sarebbe il caso di progettare la ricostruzione e affidarla in appalto a imprese private cui trasferire, per il servizio reso, parte del realizzato? Si potrebbe bonificare la città, ottenendo edilizia pubblica, e garantendo lavoro e guadagno alle imprese edili. Se non si fa niente, invece, e da decenni, abbiamo il dovere di capirne il motivo, e se lo stesso non coincide con la volontà di far morire il centro storico e la città intera, vuol dire che dietro c’è soltanto incompetenza e abulia amministrativa. Altrove si stanno inventando lo sponsor sui certificati comunali, per produrre nuove entrate, da noi il letargo politico, che sfocia in un immobilismo preoccupane e che fa immaginare un elettroencefalogramma politico-amministrativo pressocchè piatto. Ma la cosa più drammatica è l’ormai conclamata assuefazione generale ad una vita scadente. Non c’è moto di ribellione, e la opposizione politica, salvo sporadici casi, dorme un sonno senza neanche più sussulti. Invece, quanto sarebbe benefica una presa di coscienza da parte di tutti. E, ora, andiamo a goderci il Grande Fratello, che quello ci tocca.
Anno Zero, ieri, era aspettato con febbrile attesa dagli spettatori più affezionati di Santoro, e anche dai suoi critici. Per quanto mi riguarda aveva un bel concorrente in Inter - Palermo, e il risultato è stato godermi il primo tempo del Meazza, trasferirmi su Santoro, e continuare con lo zapping fino al definitivo 5 a 3 in favore di Mourinho. Alle splendide giocate di Balotelli hanno risposto le battute ironiche di Storace, e la capacità di Santoro di riuscire ad arrivare sempre e comunque ad accusare del peccato originale Berlusconi. Operazione macchinosa, ma godendo di un sistema collaudato e di specialisti della materia, alla fin fine pure ci è riuscito, talchè viva il povero Marrazzo, anche nel ruolo di vittima sacrificale, e a morte Berlusconi. Semplicemente risibile, e i risultati elettorali, in fondo, condannano la politica aggressiva e a tutto campo, tranne quello prettamente politico, della sinistra a favore di uno zoppicante Berlusconi. Il nocciolo, in fondo, è uno solo, al di là della becera figura dei personaggi di spicco del PD: un Berlusconi sotto processo, che avrebbe pagato Mills, che ha fatto un buco nell'acqua col lodo Alfano, che cerca disperatamente di evitare i giudizi, e che è portatore di un presumibile conflitto di interessi, non dovrebbe dimettersi dall'incarico di Primo MInistro? Il resto sono solo chiacchere e riguardano gossip e miserie umane, meritevoli, fra l'altro, anche, di un maggior rispetto e di minore invasione. Questo è il nodo. Io, fossi Berlusconi, mi sarei dimesso una vita e mezzo fa, ma non faccio testo, e non ritengo di costituire esempio alcuno per nessuno. Per il cavaliere, però, il problema esiste ed è serio. E non è apprezzabile questo braccio di ferro a botte di scandali. La politica italiana sta scadendo di brutto. Il Palermo, invece, gioca bene; ha qualità e una ordinata disposizione tattica. Anche sulle fasce non è niente male, cosa per l'Italia sempre molto rara. Ma Balotelli è un campione vero. E mi è piaciuta molto la scenetta del rigore. Brava anche l'Inter, perbacco, è tosta e di classe. Ma perchè in Europa non va tanto bene?
Il clamore della vicenda Marrazzo va scemando, ormai, con le dimissioni. Era l'unica maniera per mettere a tacere moralisti, finti moralisti, indignati, e falsi indignati, corvi e becchini. Ognuno ha avuto qualcosa da dire, anche giustamente, non sempre giustamente. Anche io ho detto tante cose. Una mi manca, però. Ed è una cosa che ho apprezzato. Molto. Una riscoperta. Ho ritrovato qualcosa che non vedevo da anni, in politica e non solo: la vergogna. Esiste ancora. Ce lo ha dimostrato Marrazzo, che ha provato davvero vergogna. Una volta ci si vergognava di un niente, anche di non avere le scarpe pulite. Si portava un rispetto quasi sacro per gli altri. Poi, anno dopo anno, la vergogna è pian piano scomparsa per lasciare campo libero alla spavalderia, alla prepotenza, alla tracotanza, alla superbia, alla "sicurezza di sè", autentica mina vagante nella nostra società. Al bando cose vecchie come vergogna, umiltà, riserbo, educazione. Largo a chi grida, si impone, si droga e lo dice in giro, e si sente padrone, di tutto, ma soprattutto della cosa pubblica. La cosa pubblica è sì di tutti, ma nel senso che ce ne dobbiamo preoccupare tutti; l'accezione comune, invece, si traduce nel "ci faccio quel che mi aggrada". I nuovi barbari, questo siamo. Figli e nipoti di un sessantotto che, fra pochi meriti, ha seminato solo barbarie, oggi priva anche del suo originario substrato ideologico. Ma dal sessantotto abbiamo tratto tutti vantaggio, però subdolamente, per alimentare quanto di peggio avevamo dentro. Abbiamo abilmente scartato il nocciolo positivo, e conservato una insulsa e incivile ribellione continua, e una totale mancanza di rispetto. Al nord è già cominciato, e da tempo, un processo purificatore generale. Da noi tarda ad arrivare, anche perchè abbiamo sempre una scusa per rimandare l'appuntamento con le nostre responsabilità. L'ufficio della delega in bianco in favore di chiunque prometta finanche una fermata dell'autobus sotto casa nostra è il sistema meno faticoso per continuare a vivacchiare e a polemizzare su tutto, ma dalla poltrona di casa. Dovremmo andare in terapia collettiva. Tutti sul lettino a raccontare le vicissitudini della nostra infanzia. I nostri figli stanno alzando il tiro, comunque, e i sabato sera lo testimoniano. Un crescendo rossininano del quale siamo totalmente responsabili. haiaiai! Oggi sei un eroe se butti la palla in tribuna, durante una partita di calcio, per far soccorrere un avversario appena pestato. E se ci fosse san Francesco che succederebbe? Niente. Non se ne accorgerebbe nessuno.
Pagine:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306
(p)Link
Commenti
Storico
Stampa
Feed RSS 0.91
Feed Atom 0.3