Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 29/01/2010 @ 08:08:57, in Regione Basilicata, linkato 191 volte)
Con un monumentale sforzo, e con enorme dispendio di energie, il PDL ha deciso la candidatura apicale in Basilicata. Il tormento che ha accompagnato la sudata decisione, avrebbe lasciato sperare in una decisione epocale, una svolta, e senza esagerare nei termini, toh!, una novità. Invece le lancette del tempo sono tornate indietro di una decina d’anni, ed è stato riproposto un politico di vecchio, vecchissimo corso. Il panorama generale, pertanto, è quello antico e polveroso delle solite facce. Da un lato De Filippo e dall’altro Pagliuca. Come dire, i soliti noti. La Basilicata non sa fare di meglio. De Filippo succede a se stesso dopo aver guidato la regione in maniera anonima, e sguazzando fra una crisi e l’altra. Il sistema clientelare non è cambiato, e se fosse mai possibile, è addirittura aumentato. E’ un politico che cavalca la scena da quasi un ventennio, e purtroppo per i lucani, senza lasciare nessuna traccia significativa. Pagliuca è anch’egli un politico di professione; ha fatto tutto quello che poteva fare, dal Sindaco al parlamentare, dal candidato governatore, al consigliere regionale. La nostra politica è legata alle posizioni, purtroppo, e non lascia spazio ai nuovi. Non v’è selezione dei migliori, e se ce ne sono, vengono accantonati volutamente. E’ soprattutto intollerabile immaginarsi altri cinque anni senza speranza, cinque anni nei quali se qualcosa cambierà in meglio sarà dipeso dal caso o da fattori estranei, non certo per merito della politica. Molti dicono che il risultato elettorale sia già scontato. Io mi limito a dire che questo è un problema assolutamente secondario. Il vero risultato è la stagnazione. Un sistema che non si rinnova per decenni è un sistema che non funziona. Gli apparati politici romani hanno dimostrato finanche scarsa fantasia. Un PDL, nuovo di zecca, che perde da sempre e che decide di riproporre sempre gli stessi senza sforzarsi di rappresentare agli elettori i segni di una volontà di cambiamento, senza incuriosirli con persone nuove, senza fare uno sforzo per allargarsi seriamente e migliorarsi, anche semplicemente nella proposta, è un partito nato morto. Dalle parte del PD, come già detto, non ne parliamo neppure. Senza voler, ovviamente, mettere in discussione le persone, concludo dicendo che PDL e PD non avrebbero dovuto usare tanta cecità e protervia nel ripresentarsi sempre con le stesse vesti. Si è persa l’ennesima occasione. Pensate PD e PDL hanno cambiato nome, e sono il frutto di fusioni, ma le strategie, le facce e immagino i programmi non cambiano mai. A proposito di programmi, aspettiamoci i fuochi di artificio, ma nessun forte botto, solo qualche bengalino.
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Di Admin (del 28/01/2010 @ 22:57:56, in Regione Basilicata, linkato 108 volte)
L'Ansa ufficializza la notizia di Nicola Pagliuca a Governatore della Basilicata per il PDL. Quindi sarà un De Filippo c Pagliuca. Un film più o meno già visto. Nessuna novità nel panorama politico regionale. A quando una prima visione anche in Basilicata?
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Di Admin (del 28/01/2010 @ 09:53:15, in Città di Potenza, linkato 133 volte)
Il partito di Rutelli, neonato, miete vittime in Basilicata. Sui giornali si legge di traferimenti già avvenuti da altre liste a quella rutelliana, quasi si trattasse della campagna acquisti dei calciatori. A pochi mesi dalle amministrative consiglieri comunali e assessori preparano la valigia e si trasferiscono. Ottimo. Sconfessare una scelta di pochi mesi prima, alla luce di un quadro politico pressocchè identico, senza nessuna motivazione politica, chiarisce l'approccio alla politica generale dalle nostre parti. Non un credo, non un ideale, non un'idea, non un progetto. Cosa avanza? Mumble, mumble. Non ci arrivo proprio. Comunque un augurio ai viaggiatori, loro sì che conoscono bene il mondo.
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Di Admin (del 26/01/2010 @ 08:55:12, in Regione Basilicata, linkato 230 volte)
Dalla Puglia, e dal PD pugliese arriva una bella lezione di democrazia. E la democrazia, quando può distendersi liberamente, ribalta risultati che sembrano scontati. Vendola ha sbaragliato il candidato di partito, quello scelto dai potenti. La cosiddetta base la pensa diversamente dai suoi vertici. E non è un caso. Questo è il risultato della cattiva politica, quella che ha consegnato le sorti dei cittadini in mano a pochi generali dalle scarse attitudini al bene comune e pubblico, e con nessuna capacità da veri leaders . In casa del PDL di primarie non si è mai, colpevolmente, parlato. Si ragiona diversamente: Berlusconi non può sbagliare; questo è l’assunto. Sarà anche vero, ma io non ci credo, comunque quando Berlusconi non conosce le persone, le situazioni, e non ha mai fatto visita a una regione, come la Basilicata, affidarsi ai generali può essere una pessima scelta. Fare le primarie potrebbe essere illuminante; evitarle è atteggiamento da miopi, se non da ciechi. E’, poi, frustrante vedere che le scelte scaturiscono dalla posizione “in classifica” di quelli che ambiscono alle poltrone. Perché il problema è che le classifiche non sono di merito, ma il frutto di precedenti scelte verticistiche. Evidentemente quello che è successo in Puglia non riesce a portare consiglio. Il popolo di centro destra vorrebbe cominciare a contare un pochino; vorrebbe poter dire la sua, senza pretese, sia chiaro, ma vorrebbe provare a esercitare quella democrazia che gli viene sventolata sotto il naso in teoria, ma che non gli riesce di praticare quasi mai. In Basilicata si aspetta la decisione di Berlusconi, che, poi, non sarà di Berlusconi, come non lo è stata in Puglia, dove ha deciso Fitto. E il timore è che sia una scelta senza sussulti, senza coraggio, perdente in partenza. A volte basta una novità per rianimare un popolo in depressione acuta. Ma il sussulto rischia di rimanere un sogno inespresso, abortito sul far del mattino. Forse nel PDL, temono che le scelte verticistiche possano subire un tonfo come è capitato a Bersani in Puglia, sbagliando così due volte in un colpo solo. Ho il timore che si stia guardando troppo la punta del naso, confidando sulle miserie politiche del PD, e poco in profondità. Ma la politica non può mai concedersi il lusso di non avere prospettiva; errori di questo tipo, poi, si pagano per lustri. Basta guardare il PD. Ma la storia, anche recente, probabilmente, non insegna niente.
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Di Admin (del 25/01/2010 @ 23:53:32, in Vota il sondaggio, linkato 265 volte)
Non rinunciare a esprimere il tuo desiderio. Vota il sondaggio in basso a destra, e potrai dire "Ho contribuito anche io alla scelta". Grazie.
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Di Admin (del 25/01/2010 @ 20:12:41, in Regione Basilicata, linkato 162 volte)
Gli ultimi avvenimenti regionali, in riferimento alla possibile candidatura a governatore della Basilicata di Magdi Allam, hanno evidenziato lo stato di crisi profonda che attanaglia il PDL lucano. Di particolare rilievo il tono di alcune dichiarazioni evidentemente gratuite e inutilmente offensive, che, oltre a denotare una mancanza di disciplina di partito, sempre necessaria se si vuol far parte di un’organizzazione politica, si sono dimostrate buone solo per tutelare rendite da posizione e non un serio, conclamato, progetto politico. Così come non possono che lasciare perplessi dichiarazioni tese a condizionare eventuali alleanze sulla scorta di motivazioni non politiche, ma personali. Si è sentito dire che la candidatura, tanto discussa, può anche andar bene a patto che non ci si allei con tizio o con caio, senza addurre alcuna motivazione politica. Io continuo a credere che le alleanze devono essere il frutto di decisioni politiche di partito, non solo di alcuni esponenti. E che se a qualcuno non va bene la decisione del partito, non può che ingoiare il rospo. Ebbene discussioni sulle alleanze non se ne sono fatte, e a me non va di sentirmi imporre qualche cosa che non sia il frutto di un ragionamento condiviso, e, lo ribadisco, di contenuto esclusivamente politico. D’altronde, la classe dirigente del PDL non ha da tutelare un’idea maturata e condivisa, sul candidato governatore o sul programma elettorale (un progetto sulla Basilicata che sarà, sotto una guida, finalmente, diversa, per esempio) per il semplice motivo che queste idee non ci sono mai state, o, se esistenti, sono state il frutto di ristretti conciliaboli, neanche giunti a definizione, e circoscritti al nominativo del fortunato perdente candidato governatore, di diritto consigliere con campagna pagata. Allora, cosa vuole difendere quella parte di classe dirigente inopinatamente insorta contro una decisione riguardante un candidato di assoluto spessore, se non rendite da posizione? Mi sarei aspettato, semmai, un confronto politico sui programmi, ovvero la difesa di un nome frutto di una decisione proveniente da mille discussione di tutto il partito. Una difesa di questo tipo avrebbe avuto giusta cittadinanza in ogni sede, anche nell’ufficio politico romano; ma se la difesa è avvenuta in nome di un presunto diritto di opzione di pochi dirigenti, ebbene una difesa di questo tipo è inaccettabile, perché significa escludere ancora una volta la politica vera dalla politica degli interessi di pochi, e questo lusso, in Italia come in Basilicata non ce lo possiamo permettere più. Sarebbe il caso che l’ufficio politico stesse a sentire tutti, dirigenti di prima o di seconda fascia, militanti, simpatizzanti, e soprattutto i votanti. Se si dovesse piegare alla volontà di pochi sarebbe un grave errore. Da parte mia, invece, registro una costante crescita del favore generale nei confronti di chi, non solo è di spessore culturale e politico, ma che potrebbe finalmente portare linfa vitale ad un sistema politico feudale, che lo si voglia vedere da destra come da sinistra. Dice “ma sono decisioni calate dall’alto e per questo inaccettabili”. Stupidaggini. Dall’alto ormai ci calano tutto, anche parlamentari che con la Basilicata dividono solo i giorni di campagna elettorale, ed è successo nel PDL, come nel Partito Radicale, per intenderci. E ci meravigliamo per la candidatura di Magdi Allan. Da ridere. Una volta che dall’alto piove qualcuno di spessore, e non i soliti anonimi, dovremmo pure scandalizzarci. Il PDL in Basilicata si sta giocando la faccia. Sarebbe il caso di riflettere bene sul da farsi. I lucani stanno aspettando, e, c’è da giurarlo, vogliono misurarsi, finalmente, con una politica più nobile. Gli orticelli non vanno più garantiti. A nessuno.
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Di Admin (del 25/01/2010 @ 19:14:06, in Regione Basilicata, linkato 134 volte)
Certo che è strano è molto strano come la storia si ripeta....E dire che quel sant'uomo di Gerardo Maiella fece di tutto per liberarci dai Mori, dai Turchi come li chiamiamo volgarmente e noi, immemori e ingrati, che facciamo? Ce li facciamo tornare! "Bella robba" direbbe qualcuno che del Santo nostro Protettore,invece, conserva ancora immututato rispetto, pensando d'interpretare il Suo pensiero e facendosi portatore del Suo immaginabile sdegno. Ma stavolta, secondo me, San Gerardo non può fare granchè contro il Moro, è stato richiamato all'ordine da tutto il Consiglio Supremo dei Santi del Paradiso e dall'Altissimo in persona che gli hanno detto: "Uagliò statti calmo a 'sto giro e non ti permettere di fare n'altro miracolo che ti degradiamo a Beato, capito?'" Il poverino là per là non deve avere subito inteso, sempre un Protettore provincialotto è, che volete? Bravo cristo, capace ma ingenuotto, un pò all'antica...Si è vero molti lo hanno invocato e lo invocano: "San Gerardo mio famm' sta bbuon a me e alla famiglia mia ca qui è nera San G'rà, si m' succede na cosa a mi com'hanna fa?", " San Gerardo bello io solo a te tengo in Paradiso, vir c'aia fà p' mi figlie, nun tene mang' na fatica e nun z' pot' mang spusà", " San G'rado mio m'hann' fatt' venì na malatia a furia d' aspettà ca m' dann na casa, cà dammela tu San Gerà"....Il Povero Santo li ha sempre ascoltati ma poco ha potuto fare....ci ha provato, eccome se ci ha provato, ma pur sforzandosi non ha potuto accontentare i suoi fedeli. Il bello è che si è pure interrogato sul perchè e mica ha capito bene i motivi della sua sconfitta. Prima ha dato la colpa all'età, embè le energie si perdono con la vecchiaia, si perde smalto, pure nella forza di produzione dei miracoli, poi ha pensato a qualche Santo concorrente che gli aveva fregato la leadership sulla città, ( a volte ha pensato a Sant'Arsiero, sbagliando secondo me...ancora non l'hanno fatto manco beato!), altre volte al buco dell'ozono che ha sviato i suoi raggi miracolosi e non li ha fatti arrivare a destinazione, altre volte ha pensato che sì avrebbe dovuto procurarsi un computer, chè mò 'sti Santi giovani lo sanno usare bene e fanno bei miracoli....Insomma, tante ne ha pensate, ma gli è rimasto il rammarico di non aver condotto a buon fine la sua missione di santo Protettore e di aver lasciato i suoi fedeli poveri e sconsolati...Poverino e mò n'altra volta l'Infedele...E no! E questi che dicono di farsi i fatti suoi...Che confusione, che angoscia! Ma il Consiglio Supremo dei Santi che lo ha convocato per Ordine di Sua Eccellenza l'Altissimo ed Onnipotente finalmente è pronto a spiegargli che sta succedendo là sotto, chissà che finalmente capisce! Ed infatti San Pietro, Presidente del Consiglio Supremo dei Santi, comincia: " Carissimo, consentimi, sappiamo che finora la Basilicata e il suo Capoluogo sono stati affidati a te e ai tuoi miracoli e che tu le hai già liberate una volta dai Mori, sappiamo anche che un altro Moro è sceso alla conquista di quelle terre per governarle e tu senti il bisogno di aiutare i tuoi fedeli a cacciarlo via dalla loro terra, sappiamo anche che non vedi l'ora di fare un altro miracolo per dimostrare quanto vali, ma, consentimi, stavolta non è il caso. Vedi caro, il Moro non va cacciato perchè non è un infedele è dei Nostri! Capito? Si lo sappiamo, ti sembra strano, anomalo, ma è così, è uno di Noi! Carissimo collega, non te ne dolere, è un dono che la Provvidenza ha fatto alla terra che tu proteggi e che là sotto soffre non per colpa tua, no, non preoccuparti, la sua sofferenza non è causa della tua incapacita di produrre miracoli. Non è così...Vedi caro, i tuoi benevoli apporti là non ci sono più arrivati, li hanno bloccati i veri infedeli, quelli mascherati da devoti, che ti hanno preso per i fondelli anche venendo alla tua Processione in bella pompa....ma, consentimi, ti hanno buggerato...Si sono fatti Padreterni in terra e questo, e no, questo non glielo possiamo consentire più. L'Altissimo è molto adirato e ha deciso d'Ufficio, mandiamo il Salvatore e lo ha scelto tra coloro che meglio si sono distinti per fede alla nostra causa, e, se ci pensi bene, ha scelto un convertito, anche per facilitare i rapporti con i suoi ex amici...che ormai stanno là sotto un pò ovunque e potrebbero darci un po di fastidio....Insomma, Gerardo caro, ti devi fare da parte e devi far lavorare il Moro, anzi se puoi dargli un aiutino dei tuoi...ci siamo capiti? Devi liberare la tua Terra dagli Infedeli, quelli veri, quelli che hanno rovinato la tua terra a cui il Nostro Supremo Capo ha donato bellezze e ricchezze grandiose e che questi falsi e malefici semidei hanno deturpato, rovinato e svenduto, affamando la tua gente e rendendola schiava. Insomma Gerardo caro, hai capito? Ma hai capito bene che devi fare? Pure stavolta t'attocca e vedi di portare a termine il tuo compito come si deve! Questa è un'azienda che deve produrre cose buone e ti devi impegnare al massimo, contiamo su di te, guarderemo i grafici giorno per giorno, le flessioni non sono perdonate!" Ed è andata proprio così, ne sono sicura Comunque è strano è proprio strano quello che può accadere quando la storia si ripete...
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Di Admin (del 24/01/2010 @ 12:47:41, in Racconti, linkato 76 volte)
Si immaginava fuori a camminare sotto la pioggia, senza cappello, senza ombrello, col volto solcato dalle gocce d’acqua, e i capelli fradici. In quel momento, quella era l’idea di ribelle libertà che aveva. Una boccata di denso fumo sputatagli in faccia all’improvviso lo fece tossire e lo riportò alla realtà. Il Pubblico Ministero, sprezzante dei divieti, fumava una sigaretta dopo l’altra, e conoscendo il fastidio che l’indagato provava per il fumo, gli stava molto vicino, e ogni tanto faceva in modo da riversargli addosso una intera boccata. Lui non nascondeva il fastidio, ma riusciva a mantenere un sorriso distaccato e ironico. Nella guerra di nervi non c’era partita. E il PM se ne era accorto. Ma gli rodeva tanto da indurlo ad ogni scorrettezza, se non a veri e propri abusi. “Ci mancano che mi picchino”, pensò, un po’ atterrito e un po’ divertito. Nella stanza c’era anche il suo avvocato, un vecchio amico che nelle cene si mostrava un trascinatore vero e proprio, ma in quella occasione era poco più che un elemento dell’arredamento. Già da qualche minuto nessuno parlava. E quindi la sua mente si allontanava, vagava fra un ricordo bello e una riflessione amara, immaginando, di tanto in tanto, aria fresca e pulita. Il poliziotto scalpitava in maniera evidente. Avrebbe voluto condurre lui l’interrogatorio, era sicuro di cavare qualcosa in più del borioso PM. Ma doveva mordere il freno, il PM notoriamente non lasciava spazio a nessuno. Un giovanotto belloccio, ricercato nel vestire, ma senza ottenere buoni risultati, presuntuoso ma in fondo trascurato, come risultava evidente guardandogli le unghie sporche. “ Se avesse letto Simenon, o Stout”, continuò a pensare, “sulla scrivania non mancherebbero birre e panini”. Invece solo carte e computer. “Lei si ostina a mentire, ma non sa cosa l’aspetta”, sussurrò il PM con tanta enfasi da far sorridere. Cosa che non riuscì ad evitare di fare l’indagato. Il PM se ne accorse ed ebbe un moto di stizza, violento, inatteso: lo colpì al volto, meschinamente, standogli alle spalle. L’avvocato ebbe un sussulto, ma non riuscì a protestare. Il poliziotto trasalì, e accennò una parolaccia, chissà a chi diretta. L’indagato avvertì dolore, e sentì il sangue colargli dalle labbra. “Saltati i nervi? O non le è mai riuscito di fare a botte da piccolo per paura di prenderle? Sa, anche io ho sempre avuto paura della violenza fisica, ma quando il dolore è inatteso non si soffre troppo. Quello che fa male è l’attesa, quella snervante di qualcosa di doloroso. Per esempio, ora che so che lei può picchiarmi di nuovo, sono più teso, ho paura di quello che può farmi, vigliacco come è. Quindi non c’è motivo che sia tanto nervoso. Una battaglia l’ha pur vinta, incutendomi paura. E poi una volta aperta la strada, le sarà più facile farsi violentare dalla sua vigliaccheria.” Il PM, a quelle parole, non ebbe più remore e si scagliò sull’indagato, colpendolo più volte. L’avvocato farfugliò qualcosa, mentre il poliziotto afferrò il PM per le spalle e lo scaraventò via; poi prese un fazzoletto e lo tese all’indagato perché si pulisse. Gli versò dell’acqua ed ebbe la tentazione di sfiorargli la mano. Da terra il PM cominciò ad inveire contro il poliziotto, minacciandogli di tutto. Allora il poliziotto fece qualcosa che non avrebbe mai pensato di fare. Le gambe si mossero da sole, e colpì ripetutamente il PM steso per terra. L’autoambulanza portò il PM in ospedale, mentre gli agenti intervenuti cercavano di ricostruire i fatti. Nel trambusto il poliziotto tirò per la manica l’indagato dicendogli “Prima che comincino a romperci le scatole andiamo a bere qualcosa”. Nel bar lì vicino il poliziotto ordinò due birre, e dopo il primo sorso disse all’indagato “Lei non ha fatto niente; io lo so. Ma alla fine verrà condannato. Io, invece, ho picchiato un magistrato ma non verrò condannato, perché quel vigliacco non sporgerà denuncia. Pagherà lei anche per me. Per questo ho voluto offrirle da bere. Ne avrà per molti mesi, però, il magistrato. E non è detto che le indagini non vengano affidate a un magistrato migliore. Comunque vada, però, mi trasferiranno. Ma è quello che voglio.” L’indagato sorrise e bevve avidamente. Poi arrivarono gli agenti e gli misero le manette.
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Di Admin (del 24/01/2010 @ 00:53:11, in Racconti, linkato 80 volte)
Trotterellava per non sentire il freddo. Di tanto in tanto di fermava incuriosito dall’odore lasciato in un angolo da una femmina. Oppure si fermava per mangiare qualche avanzo rifiutato anche dagli spazzini. Non aveva amici, né un branco, ma quando incontrava i suoi simili veniva sempre rispettato. I più giovani gli rivolgevano anche un rispettoso saluto e giravano al largo. Amava girare nelle prime ore della notte, o al mattino prestissimo, quando poteva sentirsi il padrone della strada, quando non c’erano uomini pronto a scacciarlo, raramente a provare a carezzarlo. Per dormire, poi, sceglieva preferibilmente camion o autobus, sotto i quali non arrivava la pioggia, e peggio ancora la neve. Cominciava, però, a soffrire troppo il freddo, che sentiva nelle ossa, fino a provare dolore. Un giorno incontrò una bimba che lo guardava con timore, seppur affascinata. Lui se ne accorse, rallentò il passo e le passò docilmente accanto, desideroso di una carezza. La bimba facendosi coraggio lo accarezzò timidamente sul dorso. Lui scodinzolò felice, ma anche lui lo fece molto timidamente. Si fermò, comunque, e le si strofinò sulle gambe. La bimba lo accarezzò più confidenzialmente e gli sussurrò parole dolci e affettuose. Poi, richiamata da una voce adulta, lo salutò, e tristemente andò via. Riprese, allora, la sua strada. Tornò in quel posto un’altra volta e un’altra ancora con la speranza di ritrovare la bimba, finchè decise di sostare fino a quando non l’avesse incontrata di nuovo. La sua attesa fu premiata dopo qualche giorno. La vide tornare dalla scuola. Si salutarono allegramente. Poi la bimba scappò prima di essere richiamata. Da allora accompagnò la bimba ogni volta che usciva, per andare a scuola o dalle amiche, ma solo quando la bimba era sola. La bimba cominciò a portargli da mangiare quello che riusciva a trafugare da casa senza farsi scoprire. La bimba poi diventò una ragazza e chiese ai genitori di poterlo accogliere in casa. I genitori non seppero dirle di no. Lei ebbra di felicità andò a chiamarlo. Lui capì, ma con gli occhi le disse “grazie, ma non voglio. Voglio vivere solo, qui giù, e sapere di poter stare con te quando esci. Ma niente di più. Ho vissuto sempre da solo e voglio continuare a farlo. Voglio essere libero di sceglierti ogni giorno una nuova volta.” La bimba ci rimase male. Non capiva o non voleva capire. Voleva arrivare a possederlo, ad esserne padrona. Lui lo capì, ma non le volle male, né l’abbandonò. Continuò ad aspettarla ogni giorno, e a seguirla docilmente. Ma lei si era ormai offesa, e stanca di essere seguita lo fece scacciare dai genitori, che, seppur increduli del cambiamento, obbedirono a quest’altro capriccio. Andò via. Sempre trotterellando. Ma non fu più come prima.
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Di Admin (del 23/01/2010 @ 20:26:09, in Regione Basilicata, linkato 137 volte)
Parte della Basilicata è insorta alla notizia della possibile candidatura a governatore di Magdin Allam. Dicono, gli orgogliosi lucani, e non solo, che non conoscerebbe il territorio e i problemi, ovvero che in Basilicata sono davvero in pochi a conoscerlo. Qualcuno conclude arrivando a dire, addirittura, che si è toccato il fondo. Indiscutibilmente il fondo è stato toccato, ma da anni, e per colpa proprio dei lucani, e ci metto i politici lucani, così come ci metto quegli irresponsabili che continuano a confermare, quali amministratori, persone che hanno dimostrato particolare attenzione e abilità solo nel conservare le loro postazioni e privilegi. La Basilicata va a rotoli, svende le sue ricchezze e si arricchisce solo di disoccupati, vive in uno stato di coma profondo, ma i suoi governanti vivono beati nella città-regione, termine con il quale non intendo riferirmi alla città di Potenza, ma alla cittadella lussuosissima che i nostri altruisti politici si sono costruiti dalle parti di via del Gallitello: quattro o cinque palazzine a segnare il distacco fra la Basilicata reale e i suoi politici, ben oltre il necessario, e ben oltre una idea di spreco indecente. Ma in molti ritengono che la situazione lucana debba continuare ad essere gestita da chi ha dato ampia dimostrazione di assoluta incapacità. Evidentemente la candidatura di Magdi Allam fa paura, e soprattutto per un motivo, perché metterebbe a nudo la povertà politica, prima che economica della nostra regione. Dice: se perde andrà via. Ma dai!, perché Latronico sta in regione? Mi sembra di no, ma nessuno si è scandalizzato. Così per dirne una, e senza aver nulla contro Latronico. Ma spesso piace parlare a vanvera. In buona sostanza le motivazioni di chi è contro la “candidatura speciale” di Magdi Allam, sono davvero di poco conto, e non meritano commenti perché non hanno contenuti. E’ verissimo che in Basilicata ci sono tante persone che potrebbero ben figurare come candidati a governatore, ma è altrettanto vero che i vertici del PDL e del PD li nascondono in soffitta. E allora ben venga un non lucano. Forse amerà questa regione più di chi è lucano, e non l’ha mai dimostrato. Ah, dimenticavo, chi si espone contro la candidatura di Magdi Allam, usasse a tutti la cortesia di specificarne i motivi, politici e non, senza parlare per squallidi slogan. Chissà che non riesca a farmi /-ci cambiare idea.
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Fini deve creare un altro partito o rimanere nel PDL?

 Deve creare un altro partito di destra liberale e riformatore.
 Deve rimanere nel PDL, allineato e coperto.
 Deve diventare l'anima critica del PDL.

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www.antoniocarlucci.it


09/09/2010 @ 16.33.20
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