Andiamo a Potenza, istruzioni per l'uso
A fine 2008 scrivevo il post che segue. Avvicinandosi la campagna elettorale delle regionali, forse è il caso, in attesa dei programmi, rinfrescare le idee a qualcuno:
Potenza è una ridente cittadina appollaiata su una bella collina, diciamo quasi una montagna. Ha circa sessantamila abitanti. E' diventata famosa, di recente, perchè ha ospitato Sua Maestà Vittorio Emanuele in uno dei più accorsati alberghi cittadini. E', inoltre, meta frequente di tanti avvocati, anche famosi, che sembrano particolarmente attratti dagli strascinati al ragù. A Potenza, poi, opera il PM più famoso d'Italia, Jhon Henry Woodcook. Fra le specialità culinarie, oltre ai già nominati strascinati, c'è il capretto con le patate. Il vino è l'Aglianico del Vulture. Gli amministratori sono gli stessi da decenni, e questo dà conforto e un senso di sicurezza e tranquillità, che sconfina quasi nell'apatia. A differenza, però, degli altri capoluoghi di regione, Potenza, che lo rimane della Basilicata, terra di lupi, boschi, e misfatti irrisolti, non è troppo facilmente raggiungibile. Rimane il capoluogo di Regone più distante da Roma, e non mi riferisco alla distanza in linea d'aria. Ma veniamo al pratico:
per chi scegliese l'aereo.
Bisogna far scalo a Napoli. Napoli dista circa 160 km dalla nostra Potenza. Per uno strana congiunzione astrale, percorrere i 160km rimanenti vi occuperà molto, ma molto di più dei km già fatti, fossero anche duemila. Innanzitutto dovete andare dall'aeroporto alla Stazione, e qui la scelta è quella solita, taxi o autobus. Tempo occorrente dai 30 ai centoquindici minuti. Alla stazione, poi, bisognerà trovare uno o più treni diretti a Potenza. Non c'è molta scelta, ma se siete fortunati potreste beccare l'Eurostar, un treno veloce e sorprendente, nel senso che, a sorpresa, comporta anche gite fuori porta. Per esempio, arrivati a Battipaglia, o a Eboli, spesso si può vivere lo spettacolo in diretta della fermata di Cristo. Il treno si ferma e i viaggiatori possono scendere e fare una gita nella locale stazione. E' consigliata la colazione al sacco. La sorpresa continua perchè non si conosce il tempo della fermata, non solo, ma neanche come continuerà il viaggio.
Qui ci sono, pertanto, due diverse opzioni per il prosieguo: strada ferrata o trasporto su gomma. Per quest'ultimo puoi andare al capitolo "per chi sceglie la macchina".
Finita la gita, che, spesso viene arricchita da interviste alla TV, foto di gruppo, finte manifestazioni di protesta, e intervento dei Carabinieri, che inscenano una parodia del famoso sceneggiato "Fermi tutti, qui c'è lo Stato", riprende il viaggio, ma molto lentamente, per far godere lo spettacolo della Lucania più vera dal finestrino. Per chi viaggiasse di notte, il panorama se lo può immaginare aiutato dall'audio cassetta fornita in dotazione, per il modico prezzo di un briciolo di pazienza in più. Non di rado qualche finto passeggero comincia a gridare e protestare, ma fa parte della gioiosa scenografia.
Dopo un altro paio di ore, se vuole Iddio -la Basilicata è molto cattolica- si arriva al mitico scalo inferiore di Potenza. Non troverete majorettes, nè particolari servizi. Probabilmente neanche un taxi, se è troppo tardi. E forse è un bene, perchè i taxi di Potenza sono più cari di quelli di Roma uniti a quelli di Mosca, e moltiplicato per dieci. Pare, infatti, che per una corsa di tre o quattro minuti, per esempio di domenica, per coprire il tratto Scalo-Grande Albergo del centro, occorrano ben trenta euro. Però il servizio è comodo. L'autista è almeno bilingue (italiano-potenzese), e l'auto è, per lo più, quasi d'epoca. In mancanza di taxi ci potrebbe essere l'autobus, che in genere è vuoto,e, quindi, se riuscite a beccarlo, poi, dentro, si può giocare anche a nascondino.
In difetto una bella scarpinata tutta in salita vi stimolerà l'appetito.
Per chi sceglie l'auto:
tutto abbastanza bene fino al Ponte di Picerno. Infatti fatti salvi i restringimenti di corsie, le deviazioni per la realizzazione della terza corsia, e altre cosucce, le cose vanno benino. Anche perchè l'autostrada si paga solo fino a Salerno. Arrivati al ponte di Picerno è consigliabile una sosta studio, in occasione della prevista deviazione per "lavori in corso". Il Ponte di Picerno si staglia, fragile su una conca ridente. E' un ponte malato, bisognoso di cure, inutilizzabile, e quindi il percorso viene deviato per la mulattiera. Ma il vecchio ponte è coccolato e viziato un pò da tutti. E' un orgoglio regionale. Costruito con la plastilina, è durato fin troppo.
Poi curve e curve, tornanti, e code. Si becca puntualmente un autotreno che cosparge l'aria di gas mefitici all'apparenza, ma terapeutici per l'asma e le bronchiti, croniche e non. E' possibile conoscere un autentico spaccato di lucanità, una regione dove il tempo si è fermato, ha piantato il classico zippo, e non si vuole muovere più.
Dopo un pò di curve, ottime anche per digerire meglio. Si ritorna in autostrada, gratis, per giunta. E dopo una decina di km è possibile scorgere sulla vostra sinistra la città di Potenza. Bella, timida, riservata. Per entrare in città, è necessario affrontare qualche prova di pazienza, qualche fila, e circa mille e quattrocento buche stradali. Ma servono per il torneo annuale di golf cittadino, e quindi non vengono riprate. Solo quando arriva in visita il Papa, o Potenza è tappa del giro d'Italia, salta il torneo. Non spaventatevi per l'imponente colata di cemento cittadino, è finto, per fare la parodia a New York. Arrivati in centro non è possibile parcheggiare, perchè cosi' piace alla città. Ma presto i viaggiatori verranno dirottati al Ponte Attrezzato (di nulla) dove potranno abbandonare -definitivamente- la macchina, vendendola al primo che capita, perchè anche li' non ci sono parcheggi, e arrivare in centro con la giostra locale, assolutamente gratuita, per i primi mille clienti.
Una avventura?
Si', una bella avventura. Ma per vivere il bello bisogna pagare pur un prezzo. Salato? Allora fermatevi a Salerno. Tanto chi è costretto ad arrivare a Potenza, è purtroppo abituato a soffrire. Nella prossima puntata daremo istruzioni per chi arrivasse dal versante adriatico. Ma in questo caso l'avventura è off limits, ed è consigliata solo ai tipi davvero tosti.
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