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<title>Luciano Petrullo - Il Blog Ufficiale</title><link>http://www.lucianopetrullo.it/dblog/</link>
<description>Luciano Petrullo - Il Blog Ufficiale</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[WWW.LUCIANOPETRULLO.COM]]></title>
	<description><![CDATA[E' da ieri attivo il nuovo blog. L'indirizzo &egrave; &quot; <a href="http://www.lucianopetrullo.com">www.lucianopetrullo.com</a> &quot;. Provo a innovare un blog che ha funzionato per quasi quattro anni. Un restayling forse necessario, ma solo nella grafica e nella impostazione tecnica. La testa e lo spirito rimangono gli stessi, anche se, con il passare degli anni, il blog ha subito una normale evoluzione di contenuti. Ma &egrave; andato l&igrave; dove mi ha portato l'istinto. E cos&igrave; continuer&ograve; a fare. Questo blog rimarr&agrave; visibile ancora per un p&ograve; per avvisare del nuovo indirizzo i visitatori. Arrivederci sull'altro indirizzo.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3167]]></link>
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	<dc:date>2010-05-23T08:16:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Lettera a Filomena]]></title>
	<description><![CDATA[Ho ricevuto, come commento a un post sul caso della povera Elisa Claps, una lettera indirizzata a Filomena.<br />Ritengo doveroso pubblicare il commento alla nota come post. Il commento &egrave; firmato "FIORE".<br /><br />CARA FILOMENA      <br />Chi ti scrive &egrave; la Chiesa della SS Trinit&agrave;. Voglio dirti che anch’io, come la tua Elisa, sono stata profanata e uccisa. Anche a me, come alla tua Elisa, &egrave; stata tolta la vita.  Tra le mie mura, erette per la preghiera e per la gloria di Dio, &egrave; stato commesso un orrendo delitto che spegnendo per sempre il sorriso della tua Elisa, ha fatto di me un luogo squallido e da evitare. E anche tu mi eviti, giustamente. <br />Sappi per&ograve; che io ed Elisa siamo state insieme per 17 anni e ci siamo fatte buona compagnia  Io l’ho custodita impedendo che venisse gettata via come un oggetto senza valore.. <br />Sappi che io ed Elisa abbiamo pianto insieme sulla malvagit&agrave; umana e sull’indegnit&agrave; dei miei servitori che gi&agrave; a suo tempo, il mio Signore chiamava razza di vipere e sepolcri imbiancati.. Tali erano allora e tali sono ancora oggi ( anche se non proprio tutti, ovviamente). Come si legge in Luca 17 &egrave; inevitabile che nel mondo avvengano gli scandali ma guai a colui per il quale lo scandalo avviene. Meglio sarebbe per lui non essere mai nato. <br /> Queste parole sono tremende ma vengono ignorate. Non le sento mai ricordare , tra le mie mura, dai miei servitori. Perch&eacute; la societ&agrave; &egrave; diventata cos&igrave; scandalosa e corrotta che ormai tutto pare diventato lecito. Ma se i miei servi infedeli si tacciono, parleranno le mie pietre. <br /> Cara Filomena, vorrei ancora dirti che io ho sempre pianto con te ma so che un giorno le tue lacrime saranno asciugate dal mio Signore  e so che dal mio volto verr&agrave; cancellata ogni ruga e ogni sozzura.  Allora io e te ci troveremo e ci abbracceremo e piangeremo di gioia perch&eacute; sta scritto che verit&agrave; e giustizia si incontreranno, rettitudine e felicit&agrave; si baceranno.  <br />Ciao cara Filomena, vera donna coraggio.   <br />CHIESA DELLA SSTRINITA’<br />(FIORE)]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3165]]></link>
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	<dc:date>2010-05-22T08:15:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Italian style]]></title>
	<description><![CDATA[Berlusconi parla di casi isolati, quando si riferisce agli scandali montanti nel governo e nel pdl. I fatti, invece, sembrano rappresentare un vero e proprio “sistema” che, con i casi isolati, non ha molto da spartire, anzi.
Fin qui la logica. 
Ma un sistema, che deve vedere giocoforza coinvolti anche i rappresentanti politici , difficilmente pu&ograve; passare inosservato a chi mastica politica e amministrazione quotidianamente. 
Ma in Italia, paese dei balocchi, &egrave; possibile di tutto, e l’osservante &egrave; tenuto a attenersi ai fatti, e fintantoch&eacute; non verr&agrave; fuori una responsabilit&agrave; degli altri membri del governo deve immaginare che non vi siano stati ulteriori coinvolgimenti. Un esercito di babbioni, insomma, ma va bene cos&igrave;.
Quando ci troviamo di fronte a un sistema, io, per&ograve;, rabbrividisco, perch&eacute; penso che un sistema che vive e si organizza al di fuori della legge, &egrave; un sistema del tipo di quelli di stampo mafioso o similari. Del resto questo &egrave; la mafia: un sistema di regole parallelo allo stato, ma al di fuori della legge, che persegue fini economici e di potere boicottando il sistema per cos&igrave; dire, naturale o legittimo.
E, se si tratta di sistema, per estirparlo non basta risolvere i cosiddetti “casi isolati”, ma va bonificato l’intero apparato interessato. Come quando si elimina un tumore, bisogna stare bene attenti che non residui qualche cellula capace di riprodursi.
Un tanto basterebbe a ritenere il sistema Italia ben inquinato, e a nulla basterebbe portare a termine un’ indagine senza verifica che la bonifica &egrave; stata fatta e bene. Andrebbero, cio&egrave;, salvate solo quelle zone matematicamente al di fuori di ogni rischio di contaminazione.
Ma di indagini di questo tipo neanche dopo tangentopoli se ne &egrave; parlato, anzi i personaggi, tolti pochi condannati, hanno continuato a vivere, amministrare, vegetare, praticamente indisturbati.
Io non voglio accusare nessuno, ma immaginare che un D’Alema, un Casini, un Fini, un Bersani, un Di Pietro, un Berlusconi, e via cantando, stiano l&igrave; a reggere le sorti dell’Italia, scambiandosi di tanto in tanto i ruoli, senza rimanere contaminati da questo perenne tumore, che gli vive accanto ma che non li tocca mai (chiss&agrave; quale formidabile antidoto avranno in corpo), e senza addirittura conoscerne l’esistenza, &egrave; qualcosa davvero poco credibile. Insomma, quantomeno, lo hanno sopportato. Forse per motivi elettorali, di consenso, di pagnotta o chiss&agrave; cos’altro.
E allora non basta dire che sono casi isolati e chi ha sbagliato pagher&agrave;, perch&eacute; bisogna restituire fiducia agli italiani. Senza fiducia non si va lontano, e i cittadini devono potersi sentire in sintonia con chi lo governa. Una volta tanto.
Continuando con la metafora del corpo malato, dobbiamo convenire che l’Italia &egrave; piena di metastasi. Non &egrave; mai stata sottoposta ad alcuna terapia, al pi&ugrave;, qualche volta, &egrave; stato estirpato qualche piccolissimo bubbone. N&eacute; Berlusconi, n&eacute; Prodi, n&eacute; nessun altro prima di loro, si &egrave; mai posto il problema di sottoporre l’Italia ad una seria risonanza magnetica, e di curarne le parti malate. 
Mi verrebbe da dire che tutto il ceto politico, che non accusa mai questo stato di grave malattia, o &egrave; cieco, stupido o quel che volete o &egrave; connivente.
Certo, ci sono anche le isole felici, come la Basilicata, mai attinta da scandali della pubblica amministrazione di un certo significato. Ma la Basilicata isola felice &egrave; ormai una barzelletta, e allora, allora ciccia. Probabilmente, come si pensa all’estero, noi siamo cromosomicamente imbroglioni. E quelli che proprio non riescono a sguazzare nell’imbroglio, in un’altra vita forse erano di un’altra terra.
Bacioni. Estensibili. 
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	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3164]]></link>
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	<dc:date>2010-05-21T21:38:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Le grandi interviste di Fred Mulligan. Intervista a Luciano Petrullo]]></title>
	<description><![CDATA[D: e allora, meglio la politica o la professione? <br />R: avvocato lo sono stato da sempre. Avevo dieci anni e gi&agrave; mi facevano avvocato; ma non per chiss&agrave; quale propensione innata, solo perch&eacute; mio padre gradiva che lo facessi. E io lo accontentai, senza neanche pensare di fare una scelta diversa. Alla politica ci sono arrivato da grande. Una passione scoperta lungo la via. Ma se potessi scegliere farei pi&ugrave; politica e meno professione. Quest&rsquo;ultima crea pi&ugrave; ansie e devi garantire dei risultati, in politica molto di meno. <br />D: alle ultime regionali &egrave; andata un po&rsquo; maluccio. <br />R: la ringrazio per l&rsquo;eufemismo. E&rsquo; andata molto male, ma non ne faccio una vera e propria tragedia. Ho capito di non essere buono per racimolare consenso. E, poi, qualche giustificazione ce l&rsquo;ho. <br />D: e quale? <br />R: chiesi di essere candidato gi&agrave; a fine novembre dello scorso anno. Avrei avuto tempo per organizzare il mio trabiccolo elettorale. Invece mi hanno candidato la notte prima della scadenza, e, francamente, non so se ad arte o meno. A quel punto ho trovato tutte le porte sbarrate. Tutti si erano gi&agrave; impegnati. Ma non cerco scuse. Non so chiedere voti. Punto. <br />D: e allora cosa ci fa in politica se non sa chiedere voti? <br />R: credo di saper ragionare di politica. Mi appassiona. E, poi, per fare politica non bisogna per forza essere eletti e avere la schiera di votanti. Il problema, semmai, &egrave; un altro. <br />D: e quale? <br />R: io faccio parte del PDL, e il PDL non conosce momenti di politica di partito. Nessuno si sente parte di una squadra, e ognuno corre per i fatti suoi. Non ci sono assemblee, convegni, dibattiti, riunioni. Nulla di nulla. <br />D: finiano o berlusconiano? <br />R: finiano. <br />D: e perch&eacute;?<br />R: Fini in AN era come Berlusconi nel PDL. Ora sembra rinsavito. O meglio, sta ponendo problemi politici, e allora meglio Fini. <br />D: mai pensato di cambiare partito? <br />R: sempre. Ogni giorno. E per pi&ugrave; motivi. Innanzitutto sono irrequieto. E poi, non mi piace il clima guerrafondaio interno. Non mi piace la mancanza di ambizione di partito in Basilicata. Non mi piacciono gli orticelli che vengono coltivati da pochi, anzi pochissimi. Non mi piace la mancanza di seria opposizione negli enti. Non mi piacciono le berlusconate. Non mi piace la guardia troppo bassa nei confronti degli amministratori truffaldini. Non mi piace la politica dei pochi e per pochi. Non mi piace il plebiscitarismo nei confronti del cavaliere. Non ho condiviso una scelta del PDL locale in tema di candidature. Non sopporto la bassa qualit&agrave; che in media esprime il partito. Non mi piace che vengano portati avanti i servi sciocchi. Basta? Ma sto sempre qui. <br />D: si sente ben accettato nel suo partito? <br /> R: Per niente. Sono malamente sopportato. Ma devo riconoscere a Di Gilio di avermi scelto in pi&ugrave; di una occasione. Del resto devo a lui il mio ingresso in politica. Anche se mi hanno mandato sempre allo sbaraglio. <br />D: cosa pensa di Viceconte? <br />R: credo di non avergli mai sentito fare un discorso articolato di politica. Slogan tanti. Ma sar&ograve; stato sfortunato io a perdermeli. <br />D: e di Taddei? <br />R: penso che ha fatto il suo tempo. Ha avuto tanto dalla politica e non so cosa le ha restituito di suo. Ma, anche in questo caso, probabilmente sono io che non so vedere bene. <br />D: Di Gilio? <br />R: un uomo molto furbo. Intelligente. Non ha mai fatto crescere il partito, ma ha saputo tenere sempre unite quelle poche persone che gli hanno garantito una posizione di assoluto comando, sbaragliando ogni ipotetico avversario. D: parliamo del centro sinistra: <br />R: in Italia non esiste pi&ugrave;. E&rsquo; rimasta l&rsquo;icona, ma nessun contenuto. In basilicata &egrave; un sistema collaudato di potere. Una macchina da guerra. Clientelismo a palate. Supponenza a chili. Pretesa capacit&agrave; progettuale, grande abilit&agrave; a occupare tutto e a sottomettere tutti. La schiavit&ugrave; sostanziale, per loro, &egrave; una maniera di vita; l&rsquo;elemosina la loro esca. Lo stato comatoso della Basilicata che non ha treni, strade e aeroporti parla chiaro. Ma sanno mistificare, e c&rsquo;&egrave; ancora chi &egrave; costretto a umiliarsi. In tutto questo a destra si dorme sereni e tranquilli. Non si alzano barricate, ma, al pi&ugrave;, si storce la bocca. Pensate alla carnevalata sui tirocini formativi: liquidato tutto con un comunicato stampa. Roba da non credere. <br />D: Santarsiero? <br />R: Grande affabulatore. Persona molto intelligente. Grande personalit&agrave;. Credo il migliore amministratore che il centro sinistra possa offrire. Vorrei vederlo con un bilancio sano. Con il primo quinquennio da sindaco ha perso l&rsquo;arroganza dei primi anni e ci ha guadagnato. Ha ereditato una serie di cose sconce e ha imparato a barcamenarcisi. Mi sta simpatico assai. Ma non ho condiviso mille sue scelte. Con la cultura, poi, ha provato a fare l&rsquo;amministratore snob, ma per Potenza, la cultura va sostenuta dai primi stadi; non si pu&ograve; pretendere di partire con la pittura solo perch&eacute; piace a Santarsiero. Da noi si deve cominciare a far leggere di pi&ugrave; i giovani e meno giovani. <br />D: mai nessuna inchiesta seria della Procura sui politici in Basilicata. <br />R: evidentemente o sono tutti onesti, o in Procura non sanno fare indagini. Scelga lei.  <br />D: ci potrebbe essere una terza ipotesi, per&ograve;. <br />R: ma dai. <br />D: chi butterebbe dalla torre, Taddei o Di Gilio. <br />R: dovrei salirci sulla torre. Ma l&rsquo;ingresso, per me, &egrave; vietato. Diciamo che farei una strage. Ma per il bene del centro destra. Nulla di personale. <br />D: Mourinho o Ranieri? <br />R: Zeman. Poi Mourinho. <br />D: Porta a porta o annozero? <br />R: I Simpson. <br />D: l&rsquo;uomo politico pi&ugrave; fortunato? <br />R: Belisario. <br />D: la nave e il ponte attrezzato. <br />R: una bagnarola e un grande lombrico. <br />D: la giustizia in Basilicata. <br />R: per una cosa che funziona, cinque sono scandalose. <br />D: i magistrati. <br />R: non possiamo nominarli invano. Sono iddio in terra. <br /> D: lo snodo del Gallitello <br />R: quando, fra dieci anni, sar&agrave; finito, sembrer&agrave; di entare a new york, e invece si entrer&agrave; sempre e solo a Potenza. D: gli espropri sbagliati del comune di Potenza. <br />R: avevo ottenuto l&rsquo;istituzione di una commissione di inchiesta. Forza Italia ha reso tutto vano. <br />D: Travaglio. <br />R: se senza Berlusconi riuscisse a fare lo stesso giornalismo d&rsquo;inchiesta sarebbe ottimo. In difetto non vale niente. D: Di Pietro. <br />R: dovrebbe tornare a studiare un po&rsquo;. <br />D: non si ritiene un po&rsquo; presuntuoso? <br />R: se non mi vanto da solo non avrei chi lo farebbe. <br /> D: grazie Luciano.<br />&nbsp;R: grazie a te Luciano.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3163]]></link>
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	<dc:date>2010-05-18T22:41:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Parla tu, che io non posso]]></title>
	<description><![CDATA[http://repubblica.extra.kataweb.it/edicola/repubblica/a.chk?Action=updateLight&url=CALANDRI4.html&data=17_Maggio_2010&sezione=Cronaca&giornale=repubblica&isLocale=false (La Repubblica di oggi).<br /><br />L'intervista della moglie di Scajola lascia un p&ograve; perplessi, soprattutto perch&egrave; &egrave; stata subito smentita dallo stesso ex ministro. La signora Scajola ha dichiarato che il marito deve stare zitto per non coinvolgere gente pi&ugrave; importante di lui, pi&ugrave; o meno. Sembra, per&ograve;,  quasi, che il marito abbia detto alla moglie di rilasciare quelle dichiarazioni non potendole fare di persona. Un messaggio cifrato, insomma. Che roba. C'&egrave; puzza di bruciato, ma verr&agrave;  fuori tutto, o si trover&agrave;  la maniera per bruciare qualche pollo e salvare il sistema?]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3162]]></link>
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	<dc:date>2010-05-17T15:33:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Tranquilli, non sapremo mai niente, come tanti bravi cornuti.]]></title>
	<description><![CDATA[Perch&eacute; mai Di Pietro e il PD non si infervorano contro lo scandalo crescente degli appalti?  Pensare che all’improvviso vogliano fare politica prendendo le distanze dalle disgrazie giudiziarie dei loro avversari, non &egrave; credibile. Perch&eacute; in tal caso non sarebbero mancate le dichiarazioni in tal senso, e perch&eacute; si sarebbe trattato di una svolta significativa e emblematica: “La giustizia far&agrave; il suo corso. Fino a quando non ci saranno sentenze tutti sono innocenti, che il governo governasse, abbiamo deciso di essere garantisti!”.  <br />E allora? <br />Un Di Pietro imbarazzato, in un abito non suo, fa scalpore. <br />E pensare. <br />Cosa impedisce all’opposizione di bagnare il biscottino in questa apparentemente magnifica zuppa? Forse il timore di trovarsi in qualche elencuccio pure loro o qualcuno dei loro, evidentemente. Se cos&igrave; fosse, mi immagino la paura se non il terrore che devasta le notti dei moralisti dell’ultima tornata. Ci sar&agrave; sicuramente un regista, per&ograve;. I tempi, calcolati, delle rivelazioni, non coincidenti con le scoperte documentali, ma ritardati ad arte, lasciano presumere che si possa confidare in un finale col botto. <br />A meno che. <br />A meno che il regista e gli sceneggiatori non stiano centellinando le rivelazioni in attesa di incassare un bel bottino in cambio del silenzio. <br />Ho il timore, comunque, che la vera verit&agrave; non verr&agrave; mai a galla, come si &egrave; sempre verificato nel nostro torbido paese. E quindi cosa ci costa inventarci un finale da favoletta nel quale alla fine trionfa il bene e perde il male, ovviamente all’italiana? <br />E allora sentite qua: <br />“Lo scandalo si allarg&ograve; a macchia d’olio, e coinvolse tutti i ministri degli ultimi quattro governi, e quelli ancora pi&ugrave; vecchi si salvarono grazie alla prescrizione. Anche i parlamentari e molti governatori vennero attinti dalla giustizia, che mai come in questa occasione, seppe fare davvero pulizia del marcio che sembrava avere invaso ogni angolo o capillare del tessuto sociale. I partiti vennero smembrati, annullati dal furore giudiziario accompagnato dal consenso popolare. Alla fine i giudici tornarono a fare umilmente i giudici, nessuno di loro pretese di diventare politico, e la popolazione italiana si interrog&ograve; su come ricostruire un ceto di governanti. Prevalse la saggezza, e, quindi, decisero di usare il sorteggio per nominare capi di governo e ministri. Nessuno avrebbe potuto essere sorteggiato per pi&ugrave; di una volta, e gli eletti avrebbero avuto una et&agrave; fra i 35 e i 50 anni. Alla fine del breve mandato ogni ex avrebbe potuto sfoggiare un distintivo perch&eacute; chiunque capisse di avere di fronte un umile servitore del paese. Quando le nuove leggi sembravano gi&agrave; tutte pronte, uno dei pi&ugrave; animosi organizzatori del nuovo rinascimento trucc&ograve; la macchina del sorteggio, e da allora in poi, govern&ograve; pacificamente attraverso i suoi sodali che, a turno, venivano sorteggiati. Il popolo italiano non s’accorse di nulla e visse felice e finalmente soddisfatto”. <br />Buona domenica.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3161]]></link>
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	<dc:date>2010-05-16T09:51:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[La riflessione della domenica]]></title>
	<description><![CDATA[Simone Weil sosteneva che i partiti politici andrebbero soppressi. Espresse una requisitoria contro il crimine di abdicazione dello spirito che, invece, provoca il modo di funzionamento dei partiti. <br />Diceva, ancora, che nessuno aveva conosciuto qualcosa che assomigliasse davvero a una democrazia, in quanto nessuno aveva mai visto il popolo partecipare ad una scelta per cos&igrave; dire collettiva, ma, al pi&ugrave;, a indicare qualche nome. <br />Andr&egrave; Breton auspicava quantomeno che le consultazioni elettorali potessero riportare in vigore un sistema di scrutinio che non sfavorisse pi&ugrave;, sistematicamente, il candidato che si ponesse come responsabile di fronte ai propri elettori, a vantaggio di chi non deve fare i conti con altri che col partito.<br />I partiti, in effetti, dovrebbero essere un mezzo per perseguire il bene. Sono diventati, invece, un fine. E il fine di ogni partito &egrave; quello di acquistare sempre maggior potere. Hanno un elemento costitutivo assolutamente totalitario, che consiste nel avere come obiettivo solo quello di aumentare il proprio consenso. Leggere Weil fa capire come dopo sessant&rsquo;anni la situazione, in Francia, come in Italia, non sia cambiata, anzi, se vogliamo, sia molto peggiorata. <br /><br />Oggi ho sentito che il PD lucano, per voce del suo segretario sta facendo le prove di una democrazia finalmente partecipata, attraverso dei forum e altro. Plaudo all&rsquo;iniziativa. Anche se un partito difficilmente recepisce il pensiero di altri, semmai pure esterni al partito, quanto piuttosto cerca di indottrinare i suoi elettori e di conquistarne altri. Meglio sarebbe se la democrazia germogliasse fuori dei partiti, per evitare contaminazioni e condizionamenti. Ma, indiscutibilmente, vedere l&rsquo;agonia degli altri partiti presenti sulla piazza, a fronte dell&rsquo;attivismo indiscutibile di Speranza, consacra definitivamente l&rsquo;assoluta incapacit&agrave; di buona parte dei politici lucani di fare vera politica, segnando molti punti a favore del giovane segretario del PD. <br />Temo, comunque, che l&rsquo;iniziativa difficilmente si tradurr&agrave; in vera partecipazione; mi sembra pi&ugrave; un&rsquo;operazione di facciata, fumo negli occhi, ma sarei ingeneroso se pregiudizialmente arrivassi a bocciare l&rsquo;iniziativa, che, invece, merita, lo ripete un sincero plauso.  <br /><br />Sono partito dalla battaglia ai partiti che intraprese la Weil, perch&eacute; vado convincendomi che i partiti sono la tomba della politica, e la fabbrica di avventurieri allo sbaraglio, di gente senza scrupoli che assalta, per professione, la diligenza. E, poi, sono passato a commentare l&rsquo;iniziativa di Roberto Speranza, perch&eacute; &egrave; stato l&rsquo;unico vagito di politica che un partito abbia emesso negli ultimi decenni in Basilicata. Ho espresso le mie angosce e non ho nascosto il mio gradimento. <br />Chiss&agrave; se a destra potr&agrave; prendere piede uguale fantasia. Solo cos&igrave; potremmo ambire anche noi lucani a un panorama pluralista. Costringere chi governa a farsi da s&egrave; anche l&rsquo;opposizione e a monopolizzare la partecipazione degli scontenti significa abdicare al ruolo cui si &egrave; naturalmente destinati, in cambio della pagnotta per pochissimi. E ora birra come se piovesse, oste!, un boccale di bionda.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3160]]></link>
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	<dc:date>2010-05-15T21:01:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Licenza di fare schifo]]></title>
	<description><![CDATA[Proprio una bella scenetta. Che bella Italia. Da scandalo a scandalo, senza pregiudizi. Tutte le attivit&agrave; dell’uomo sotto i riflettori della giustizia.
Ma quanti soldi ha speso Anemone, a nero, per favorire personaggi pubblici?
E per spenderne tanti quanti ne deve aver guadagnati?
Bisogna usare violenza con la propria ragione per arrivare a immaginare che un premier, bene o male in sella da sedici anni, non si sia accorto mai di niente. Ma quand’anche fosse, non potendolo escludere pregiudizialmente, che frescone &egrave; mai un premier che non si rende conto dello sconquasso morale che lo circonda?
Vero &egrave; che anche lui, dalle veline in poi, moralmente non ne &egrave; uscito mai vincente. Ha sempre interpretato l’uomo italiano medio, il commenda milanese che negli anni sessanta veniva canzonato dalla commedia cinematografica italiana.
Ma il pozzo senza fondo che costituiscono le tasche degli italiani per gli avventurieri &egrave; qualcosa di veramente infinito.
Io non escludo nessuno. Gli scandali sono talmente tanti che azzererei tutto il ceto politico.
Cos&igrave; come azzererei i partiti, autentiche fabbriche dei truffatori di domani.
Un’autentica scuola nella quale si forgiano i talenti del futuro.
Indiscutibilmente questo sistema va radicalmente cambiato. Tangentopoli non &egrave; servita a niente, se &egrave; vero, come &egrave; vero, che oggi gli affari non sono neanche fatti dai partiti ma dai singoli.
E va cambiato evidentemente mettendo al bando i partiti, e cambiando il sistema elettorale. Non si possono eleggere personaggi che non devono dare il conto alla popolazione bens&igrave; ai partiti, e, poi, a questi partiti.
L’italiano medio non si indigna pi&ugrave; di tanto, perch&eacute;, da un lato, &egrave; vessato da generazioni, e dall’altro, perch&eacute; cromosomicamente invischiato nella vergogna generale. Chi non chiede una raccomandazione o non &egrave; pronto a sdebitarsi per una cortesia, corrispondesse anche ad un vero e proprio diritto?
A soffrirne davvero &egrave; l’italiano onesto, sicuramente pi&ugrave; numeroso di quello che si pensa, ma totalmente inoffensivo, ghettizzato, violentato.
La difesa a oltranza che la politica fa di se stessa, &egrave; una vergogna nella vergogna. Ora, Berlusconi comincia a dire che licenzier&agrave; i disonesti. Meglio tardi che mai. Solo gli vorrei ricordare che l’Italia non &egrave; ancora, spero, una sua azienda, e quindi il termine licenziare mi sembra davvero esagerato. Ma ormai in Italia si vede tutto e il suo contrario.
Blehhhhhhh!

]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3159]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3159</guid>
	<dc:date>2010-05-15T07:27:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[La Potenza dello spreco]]></title>
	<description><![CDATA[Nella Potenza che non si sa se &egrave; omertosa o no, nella Potenza dei crimini irrisolti, nella Potenza ospite fisso di “Chi l’ha visto?”, dominano due questioni, entrambe con la didascalia “ma chi ce lo ha fatto fare”.
La prima &egrave; la questione del ponte attrezzato e la seconda &egrave; quella della nave di rione Cocuzzo.
Il Ponte attrezzato, che esternamente &egrave; simile ad un lombricone, &egrave; usato da pochissima gente. Un’opera monumentale come quella, dai costi di esercizio esorbitanti non supererebbe la verifica di convenienza neanche se l’usassero tutti gli abitanti di rione Cocuzzo e zone limitrofe, due o tre volte al giorno.
Chi sopporter&agrave; le spese? I cittadini che l’usano, semmai pagando un biglietto di 100 euro a viaggio, o il Comune che non ha i soldi neanche per rifare le strade?
E’ come se un lavoratore onesto acquistasse una Ferarri e pretendesse di girarci in citt&agrave;. Ovvio che, dopo un paio di giorni sarebbe costretto a disfarsene. E noi cosa ne faremo del lombricone?
Prego rivolgere la domanda a chi ebbe la bella idea e la realizz&ograve;.
Seconda questione. La nave. Opera di indiscussa inutilit&agrave; e di probabile pregio artistico, si erge, incompiuta, nel bel mezzo di due filari di palazzi. Impedisce un traffico normale e di emergenza, non &egrave; sfruttabile per niente, &egrave; recintata, e nei sottofondi &egrave; una autentica discarica.
I lavori sono fermi, e c’&egrave; chi assicura che nella parte recintata da mesi vi sono sacchetti della spazzatura, l&igrave; gettati, chiss&agrave; se per sfregio o cosa, da qualche cittadino poco civile.
In entrambi i casi citati milioni e milioni di euro buttati al vento. 
Questo il frutto della illuminata politica potentina. Un vivo ringraziamento per la scelta operata dagli elettori. In tempo di crisi, noi, i soldi, ancora li gettiamo dalla finestra. Pensa te!
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	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3158]]></link>
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	<dc:date>2010-05-12T17:33:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Una nuova primavera della politica]]></title>
	<description><![CDATA[Da tempo in Italia manca un vero leader. Berlusconi lo &egrave; sicuramente stato, a modo suo. Ora non lo &egrave; pi&ugrave;. 
Si dice che lui all’Italia ha visto sempre come a una azienda. Ma un’azienda deve funzionare bene,  altrimenti fallisce; e i manager devono inventarsene una pi&ugrave; del diavolo per fare grandi cose. E, poi, non si pu&ograve; sbagliare con gli amministratori: tutti bravi, anzi bravissimi, altrimenti &egrave; la fine. Poi c’&egrave; qualcuno che comanda e gli altri obbediscono, punto. E, ancora di pi&ugrave;, chi sbaglia paga.
In politica non &egrave; cos&igrave; e non pu&ograve; essere cos&igrave;.
E, poi, Berlusconi, con tutte quelle indagini, non si pu&ograve; dire abbia scelto gli aiutanti migliori, anzi.
In politica, da troppo tempo, vanno avanti i mediocri, e, quindi, veri leader non se ne vedono pi&ugrave;.
Del resto se la sinistra non riesce a far emergere un personaggio in grado di tenere testa a Berlusconi, ebbene, vuol dire che per crescere in politica bisogna superare un concorso anomalo dove i requisiti sono quelli della mediocrit&agrave;, della povert&agrave; di idee e del cialtronismo pi&ugrave; o meno gridato.
In Italia non &egrave; pi&ugrave; richiesta la genialit&agrave; e la profonda cultura, e le pi&ugrave; ambiziose poltrone possono essere appannaggio anche di autentici dilettanti allo sbaraglio, finanche della lingua italiana.
La grande corsa alle posizioni di consiglieri comunali, per esempio, testimonia l’abbassamento oltre la guardia dei prerequisiti richiesti, e l’unica maniera per emergere &egrave; la raccolta di consenso, non fa niente come.
Questi organismi collegiali, i consigli regionali, provinciali e comunali, sono ormai la tomba della progettualit&agrave; politica, delle raffinate elucubrazioni su un testo di legge, delle vocazioni al bene comune. Sono eserciti di signors&igrave;, fra i quali sono davvero pochi quelli meritevoli del posto e della funzione. E, in linea con la media, a questi organismi si chiede sempre di meno, contano sempre di meno, sono sempre pi&ugrave; inutili. A perderci &egrave; la rappresentativit&agrave; e la democrazia.
Lo sforzo dei partiti dovrebbe tendere invece a scoprire i nuovi talenti, e prepararli, gradatamente, al lancio. Costruendo attorno a loro squadre di uomini scelti, non di servi sciocchi, pronti all’affaruccio e sempre pi&ugrave; spesso sul margine della legalit&agrave;.
La deriva morale della politica italiana &egrave; testimone di questo autentico degrado.
Qualcosa dalle aziende, per&ograve;, andrebbe mutuato: per esempio il principio, eterno, che chi sbaglia o non riesce deve pagare, magari soltanto scomparendo dalla scena.
Infine non &egrave; possibile che in Italia i personaggi della politica non cambino mai. 
Almeno a primavera, i saggi insegnano, andrebbero fatte le grandi pulizie. E la vogliamo o no una nuova primavera della politica?
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	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3157]]></link>
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	<dc:date>2010-05-10T16:02:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Vado a farmi fottere]]></title>
	<description><![CDATA[Sono un idiota. <br />Ma come ho fatto a cascarci. Un autentico imbecille. <br />Calma, comunque, calma. Respirare profondamente, con lo stomaco. Ommmmmmmm.., Devo riconquistare la padronanza di me. Ommmmmmmmmm&hellip; <br />Forse va meglio. Uffa, &egrave; stata dura. Ma che cretino. Ma come &egrave; potuto succedere. Anni e anni a studiare ogni minimo dettaglio, quella piega della bocca a mostrare sussiego, padronanza, superiorit&agrave;. Quel sorrisino beffardo che mi invidiano tutti. Quello stile un po&rsquo; inglese, chic, raffinatissimo, impeccabile, tutto in frantumi in pochissimi minuti. E poi per quel cretino. Ma roba da matti. <br />Eppure non mi manca niente. Ho studiato per anni, sono preparato. Ho studiato tutte le situazioni possibili. Uffa, uffa, uffa. E quando ci rimetter&ograve; a riconquistare l&rsquo;aplomb? Pi&ugrave; mi guardo allo specchio e pi&ugrave; mi chiedo come &egrave; potuto succedere. <br />Mai pi&ugrave; Massimo! Mai pi&ugrave;! Dai che ce la faremo. E ora in barca. Oggi c&rsquo;&egrave; il vento giusto. <br />Specchio specchio delle mie brame, ti piaccio sempre? <br />Massimo, comunque, detto fra me e te: <span style="font-weight: bold;">vai a farti fottere</span>. Anzi, prova cos&igrave; che fa pi&ugrave; effetto: vai a favti fotteve. Ciao, vado in bavca. <br />M.D. <br />(dialogo di fantasia fra un noto politico e lo specchio).]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3156]]></link>
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	<dc:date>2010-05-08T11:00:03+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Va a farti fottere]]></title>
	<description><![CDATA[L’italiano segue le mode come pochi al mondo. E le lancia pure. Anche mode dissacratorie. Vi ricordate il  Vaffa… di Grillo? Roba ormai vecchia. Ora c’&egrave; il “va a farti fottere” di D’Alema. <br />Queste mode colorite provengono quasi tutte dal mondo di sinistra, sempre all’avanguardia, nonevero. <br />E allora cominciamo a usarlo per non passare da bombolette spray. <br />E a m&ograve; di litania, recitiamo compunti: <br />Verdini inquisito per chiss&agrave; quale imbroglio. Che vada a farsi fottere. <br />Scajola che non sa chi gli ha pagato la casa. Che vada a farsi fottere. <br />Il Presidenzialismo alla francese, alla tedesca e alla coque, che vadano a farsi fottere. <br />Le veline, i trans, e i loro clienti. Che vadano a farsi fottere. <br />La moviola, l’isola dei famosi, Ballar&ograve;, Porta a Porta, Matrix e Annozero. Che vadano a farsi fottere. <br />I carrieristi, gli evasori, i raccomandati, i clientes e i loro padrini. Che vadano a farsi fottere. <br />Il superenalotto, turista per sempre, i casin&ograve;, le bische e le scommesse. Che vadano a farsi fottere. <br />La politica, la corruzione, la concussione, i privilegi e le auto blu. Che vadano a farsi fottere. <br />Il DDL intercettazioni, il mille proroghe, il DDL incentivi, e le proposte di riforme. Che vadano a farsi fottere. <br /> Il cinquantesimo codice della strada in dieci anni. Che vada a farsi fottere. <br />Il Campionato del mondo, il festival di Sanremo, la tombola. Che vadano a farsi fottere. <br />I disonesti, i razzisti, i bugiardi e chi paga le case di nascosto. Che vadano a farsi fottere. <br />Il vino che sa di rosa canina, il podolico e la barca a vela. Che vadano a farsi fottere. <br /><br />“Sar&agrave;, ma ora mi sento pi&ugrave; leggero”. “Ma va a farti fottere”.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3155]]></link>
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	<dc:date>2010-05-06T16:25:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[DDL intercettazioni, modifiche in corso]]></title>
	<description><![CDATA[Ieri, in Commissione giustizia al Senato, &egrave; stato votato un emendamento in base al quale non solo non sarebbe possibile pubblicare le intercettazioni, ma non sarebbe possibile pubblicare qualsiasi notizia relativa ad indagini fino alla chiusura dell'udienza preliminare davanti al GUP.
Se passasse questa regola, un domani prossimo un caso simile a quello che ha travolto il ministro Scajola, non arriverebbe a conoscenza di nessuno.
E' una conquista di civilt&agrave; o, proprio il contrario, e cio&egrave; una mazzata alla libert&agrave; di informazione e al diritto di essere informati?
Curioso che l'emendamento sia stato proposto proprio all'indomani del caso Scajola.
Sento il bisogno di rifletterci su un p&ograve;, ma immediatamente, a pelle, avverto una spiacevole sensazione che, forse, dipende anche da una forma di pregiudizio incalzante che si sta impadronendo di me quando si parla di politica. Temo, insomma, che il fine ultimo, non sia tanto quello di preservare il buon nome di chiunque venga coinvolto, semmai da innocente, in processi mediatici e sommari, quanto, invece, quello di non disturbare il manovratore, e evitare dimissioni e roba varia che tanto potrebbero influire sul giudizio dei cittadini sui governanti e dintorni.
La giustizia italiana &egrave; una vera sagra dell'incivilt&agrave;, questo &egrave; vero, e troppo spesso si avvia a cento all'ora per schiantarsi contro un muro e raggranellare solo figuracce, dopo aver mietuto innocenti vittime, tutto vero; cos&igrave; come spesso la giustizia non comincia neanche a funzionare come almeno due famiglie lucane stanno sperimentando sulla loro pelle in questi giorni; ma arrivare a tenere il segreto anche sulla notizia dell'esistenza di una indagine, b&egrave;, oggi come oggi, in un momento nel quale dove non arriva la giustizia pu&ograve; arrivare la dignit&agrave; delle persone coinvolte che, talvolta, sentono il bisogno di dimettersi a fronte di accuse pesanti, e dove la giustizia arriva sempre troppo tardi, forse non &egrave; cosa per l'Italia.
Ma, ripeto, lo sgomento viene dal fatto che ci voleva il caso Scajola per attivare un emendamento fino a ieri ritenuto inutile.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3154]]></link>
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	<dc:date>2010-05-06T13:00:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[La nullità,    di Filly Camardese]]></title>
	<description><![CDATA[Signori mi presento sono una nullit&agrave;.
Ho studiato. Mi sono laureata con il massimo dei voti e ho sostenuto, vincendolo, un concorso senza raccomandazioni.
Sono stata assunta in Ente Pubblico dopo aver fatto l'Avvocato per 6 anni ed anche nel mio Ente faccio l'Avvocato. O meglio vorrei fare l'Avvocato, ma faccio la schiava e a volte la Segretaria dei miei colleghi. Maschi, ovviamente, presuntuosamente maschi. 
Mi sono impegnata e m'impegno quotidianamente nella difesa del mio Ente, che pecca molto, costretta a mantenere la lucidit&agrave; ai massimi livelli, le orecchie bene aperte e gli occhi spalancati per evitare agli altri colleghi di fregarmi, ai giudici di prevaricarmi e soprattutto per evitare a me stessa distrazioni e cedimenti. Questa, poi, &egrave; l'impresa per me pi&ugrave; ardua. Quando torno a casa sono esausta e ne va di mezzo la mia vita personale e quella della mia famiglia.
Sono perennemente all'erta, non dormo serena e sono costantemente assillata dal lavoro, gorno e notte. Faccio l'avvocato anche se pare che questo per il mio Ente sia un handicap, sarebbe meglio far finta di fare l'Avvocato.
E dire che cerco di costituirmi nei termini, di evitare preclusioni e decadenze che, ovviamente, consentirebbero poi a colleghi e magistrati vita facile, complicandola, invece, a me. Affronto udienze di centinaia di cause annue ogni giorno, leggendo e analizzando migliaia di fascicoli all'impronta perch&egrave; non sempre si tratta di cause a mia firma e non avendo alcuna possibilit&agrave; di prepararmele prima per il loro numero elevatissimo. 
Ascolto decine di testi, scrivo migliaia di verbali, non manco un'udienza, mi alleno di corsa nei corridoi del Tribunale cercando di essere ubiqua tra il quarto ed il quinto piano del palazzo di giustizia, torno a casa agli orari pi&ugrave; strani e spesso non pranzo perch&egrave; non ci riesco. 
Cerco di farmi valere e di far valere l'Ente che rappresento, che, ripeto, spesso pecca, e di evitare, per quanto posso, pregiudizi e problemi....Recito all'impronta una parte che non &egrave; solo mia da ben 24 anni, sono sempre presente sul mio posto di lavoro, sono a disposizione dei mie collaboratori e dei miei dirigenti, rispondo al telefono e cerco di essere gentile con il pubblico anche quello pi&ugrave; estenuante.....
Redigo decine di atti e firmo migliaia di lettere, diffide e note varie, organizzo il mio lavoro all'interno dell'Ufficio, navigo a vista tra mille problemi giuridici ed organizzativi saltellando tra materie disparate, circolar e riorganizzazioni continue, scrivo mail, tengo buoni rapporti con i colleghi per evitare che si vendichino con l'Ente che rappresento, e spesso, anzi sempre, ci riesco. 
Rispetto i Magistrati e cerco di farmi rispettare da loro e dai colleghi di controparte che pensano che un Avvocato di un Ente pubblico, in quanto stipendiato debba essere chiss&agrave; perch&egrave; compiacente e ottengo risultati apprezzabili che si riflettono anche sul buon nome dell'Ente, pur mantenendo i ruoli, sono rispettosa dei miei collaboratori .... ma, devo inesorabilmente prenderne atto, sono una nullit&agrave;!
Tutto ci&ograve; non mi &egrave; servito a nulla, non &egrave; servito neanche essere autrice di una pubblicazione, essere chiamata in Avvocatura Centrale, aver fatto da docente in alcuni corsi, invece di andare avanti sono condannata a stagnare o, peggio, a scendere in graduatoria a favore di chi nulla si &egrave; meritato, perch&egrave; per il mio Ente sono una nullit&agrave;, &egrave; come se fossi trasparente.
Ho capito che per esser qualcuno per l'Ente che rappresento e dal quale dipendo non devo mostrare alcun interesse per il mio lavoro, devo millantare credito e anzi lo devo snobbare, devo trattare male i miei colleghi, anche gettando loro addosso fascicoli e carte umiliandoli davanti agli altri, e vessare i miei collaboratori, devo esser furba e truffaldina e soprattutto non devo sapere nulla., non serve a niente anzi pi&ugrave; ignorante sei e meglio stai. Leccare il sedere ai capi o avere santi in paradiso &egrave; credenziale pi&ugrave; proficua..
Affannarti, preoccuparti, avere senso di responsabilit&agrave;, cercare di fare il meglio se pure tra mille difficolt&agrave;, &egrave; un handicap, un'aggravante al tuo gi&agrave; innato senso di colpa. Ma io non riesco a cambiare habitus, e rimarr&ograve; una nullit&agrave;, fieramente, se pur con l'amaro in bocca!
Gloria, allora, agli ignoranti, agli scostumati e agli sfaticati &egrave; loro il Regno dei Cieli nella Pubblica Amministrazione Italiana, vengono premiati, acclamati come vincitori.
Io come nullit&agrave; sono gi&agrave; vinta!
di Filly Camardese
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	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3153]]></link>
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	<dc:date>2010-05-05T20:19:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Intervista a Viceconte]]></title>
	<description><![CDATA[D: Sottosegretario, segretario regionale da anni, in Forza Italia da sempre, un berlusconiano doc, quanto conta l&rsquo;ideologia nella sua attivit&agrave; politica? <br />R: Le ideologie non esistono pi&ugrave;. Il muro di Berlino &egrave; caduto portandosi con s&eacute; tante cose. E&rsquo; rimasto, per&ograve;, un comunismo latente che il Presidente Berlusconi sta combattendo. <br />D: Come fa a coniugare l&rsquo;impegno di governo con quello di partito? <br />R: Quando c&rsquo;&egrave; l&rsquo;entusiasmo, la passione politica, l&rsquo;amore per il paese e la propria terra, si riesce a fare tutto.  <br />D: Ma in Basilicata le cose per il PDL non &egrave; che vadano tanto bene, fra l&rsquo;altro in controtendenza col resto del paese che, nonostante scandali e litigi interni, premia il PDL. Come se lo spiega questo fenomeno alla rovescia, e ha da addebitare qualcosa alla politica regionale? <br />R: Mi dispiace contraddirla. Il PDL in Basilicata ha operato scelte indovinate, seguendo un procetto che &egrave; chiaro nella nostra mente da anni, e che &egrave; quello, sostanzialmente, di mandare a casa questo centro sinistra clientelare e affaristico. La crescita &egrave; evidente e sotto gli occhi di tutti. Non a caso il centro sinistra prova a succhiare il nostro sangue, e, non appena dal nostro inesauribile cilindro spunta una nuova sorpresa, provano a fregarcela. Mi riferisco a Martorano, e anche alla Mazzocco, e non solo.  In fondo nelle ultime competizioni elettorali abbiamo messo in campo, oltre al tradizionale impegno, anche una procettualit&agrave; importante, che, senza dubbio, ci premier&agrave; alle prossime elezioni. Andiamo avanti, insomma, sicuri delle nostre idee, e convinti che la sinistra andr&agrave; a casa. <br />D: Convincente. Ma, sottosegretario, e il costo della benzina quando caler&agrave; per i lucani? <br />R: Ti ringrazio della domanda. Il provvedimento &egrave; in dirittura d&rsquo;arrivo. Il Governo, del quale mi onoro di far parte, ha sposato le nostre richieste e presto i lucani risparmieranno un bel gruzzoletto. <br /> D: Stupendo. Ma ci dica, la posizione di Fini come viene giudicata a Roma? <br />R: Fini &egrave; un bravo ragazzo. E il Presidente un buon padre. Presto il primo chieder&agrave; scusa e il Presidente sapr&agrave; perdonare. <br />D: E di Scajola cosa pu&ograve; dirci, &egrave; vero quello che si dice? R: Scajola ha senso dello Stato, &egrave; un uomo responsabile e capace. Ci mancher&agrave; al Governo. Ma abbiamo fiducia nella giustizia. Noi di Forza Italia, pardon, del PDL, insomma noi berlusconiani abbiamo il garantismo nei cromosomi. Ma andiamo ben oltre, consci come siamo che esiste una giustizia di sinistra, noi riteniamo un indagato colpevole solo dopo che il giudizio universale &egrave; passato in cosa giudicata. I cosiddetti quattro benedetti gradi di giudizio, Tribunale, Corte di Appello, Cassazione e Padreterno, il cugino del Presidente. Prima di allora nessuno, e dico nessuno, in Italia e nei paesi civili come il nostro, pu&ograve; essere ritenuto colpevole. <br />D: Magnifico. Per&ograve;, non nascondiamoci dietro un dito, De Filippo afferma che il suo &egrave; stato un autentico trionfo.  R: De Filippo sa bene che gli teniamo il fiato sul collo, e che, presto, andr&agrave; a casa; lui e tutto il centro sinistra e sar&agrave; un momento di liberazione per tutta la Puglia, pardon, la Basilicata. <br />D: E allora, sottosegretario, quando la vedremo in Basilicata? <br />R: in tempi di globalizzazione, e con internet a manetta, io, praticamente vivo in Basilicata, dove, pure, ci sono dirigenti capaci e autonomi. Ho sotto controllo la situazione e presto sar&ograve; pure su facebook.  <br />D: Questa &egrave; una buona notizia. Per concludere, squadra che vince non si cambia? <br />R: Bravo! La sinistra pu&ograve; stare tranquilla, una cortesia del genere, tipo cambiare la nostra squadra, non gliela faremo mai. Piuttosto cominciassero a fare i bagagli. <br />D: E perch&eacute; i bagagli? <br />R: Per andare a casa. <br />D: Grazie sottosegretario e auguri. <br />R: Grazie a te, e a tutti i lucani che ci sostengono. Abbasso i comunisti e viva il Presidente. E ora all together cantiamo &ldquo;Presidente siamo con te, meno male che Silvio c&rsquo;&egrave;&rdquo;. <br /> (Questa intervista &egrave; inventata di sana pianta)]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianopetrullo.it/dblog/articolo.asp?articolo=3152]]></link>
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